Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 16 novembre 2017

Wilpf: "Carovana delle donne per il disarmo nucleare dal 20 novembre al 10 dicembre 2017 - Evento di avvio a Livorno il 19 novembre 2017


Risultati immagini per Carovana delle donne per il disarmo nucleare

Carovana delle donne per il disarmo nucleare dal 20 novembre al 10 dicembre 2017 promossa dalla Wilpf

Evento nazionale di avvio della Carovana: 19 novembre, ore 10, Livorno, piazza della Repubblica.


La Wilpf Italia ha partecipato, come una delle componenti della societa' civile unite in Ican (Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari), Premio Nobel per la Pace 2017, al lungo percorso diplomatico che si e' concluso con la stesura del Trattato di proibizione delle armi nucleari (Tpnw) adottato il 7 luglio 2017 dall'Onu (122 paesi). Ora il Trattato e' aperto alle firme e ratifiche da parte degli Stati, ed entrera' in vigore alla 51ma ratifica: ha gia' ottenuto 53 firme e tre ratifiche. Gli Stati nucleari e quelli Nato (ad eccezione dell'Olanda) non hanno partecipato alla Conferenza Onu di New York che ha portato al Trattato, e anche l'Italia era assente.


Antefatti: nel nostro paese si e' avviata una Campagna "Bando delle armi nucleari: Italia ripensaci" perche' l'Italia aderisca al Trattato. Il 14 settembre 2017 e' stato inviato alle Istituzioni - Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato, Capo del Governo - una specifica petizione promossa da Disarmisti Esigenti, Wilpf Italia, Comitato No Guerra No Nato, Pax Christi, Ipri-Ccp, Pressenza, Ldu, Accademia Kronos, Energia felice, Fermiamo chi scherza col Fuoco Atomico (Campagna Osm-Dpn), PeaceLink, La Fucina per la Nonviolenza di Firenze, Chiesa Valdese di Firenze, Comitato per la pace, la convivenza, la solidarieta' "Danilo Dolci" di Trieste, Mondo senza guerre e senza violenza.


Nella Petizione (https://www.petizioni24.com/italiaripensacisulbandodellearminuclearine) si chiede al Governo italiano di firmare il Trattato, avviando previamente il necessario processo di denuclearizzazione del territorio italiano che ospita circa 70 bombe nucleari Usa, stoccate nelle basi militari di Ghedi ed Aviano, e che accoglie, nei suoi 11 porti nucleari, sottomarini a propulsione nucleare con bombe nucleari a bordo. E questo in violazione dell'art. 2 del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) firmato dall'Italia nel 1976. La Petizione ora e' aperta alle firme a livello individuale o collettivo. L'orologio dell'apocalisse nucleare segna due minuti e mezzo alla mezzanotte: e' urgente informare, sensibilizzare e mobilitare la gente perche' comprenda che l'impegno su queste tematiche e' di vitale importanza per ottenere la sicurezza dei territori, per tutelare la salute della cittadinanza nonche' per esigere una economia di pace che e' l'unica che puo' garantire la realizzazione dei diritti oggi negati.


Ruolo delle Donne: il Trattato di proibizione delle armi nucleari (Tpnw) sottolinea l'importanza della partecipazione delle donne per l'implementazione del Trattato stesso e questo anche in ragione del fatto che le donne sono le prime vittime delle radiazioni nucleari. Si aggiunge poi il grande potere trasformativo delle donne quando esse agiscono in nome dei diritti collettivi che si ispirano alla giustizia sociale, alla pace e alla tutela dell'ambiente. La Carovana delle donne per il disarmo nucleare sara' un evento inclusivo aperto alla partecipazione di tutti coloro che vogliono impegnarsi per il pieno rispetto della nostra Costituzione, a partire dall'art. 11 che nell'affermare il ripudio della guerra richiede che l'Italia svolga un ruolo attivo nella promozione di politiche di pace.


Durata della Carovana da lunedi' 20 novembre a domenica 10 dicembre 2017: periodo durante il quale nei diversi territori che aderiscono alla Carovana si svolgeranno autonome iniziative di informazione, sensibilizzazione, mobilitazione attorno alla mozione citata.


Partenza: lunedi' 20 novembre 2017 "Giornata Internazionale dei diritti dell'infanzia": il nostro obiettivo e' quello di evidenziare che vogliamo garantire un futuro alle giovani generazioni perche' possano vivere in un mondo liberato della minaccia nucleare.


Chiusura: domenica 10 dicembre 2017 "Giornata Internazionale dei Diritti Umani": il nostro obiettivo e' quello di evidenziare che il disarmo nucleare e' indispensabile per garantire la sicurezza dell'intera umanita' e che le ingenti spese militari devono essere impegnate per investimenti sociali rivolti a garantire il pieno godimento dei diritti (istruzione, sanita', casa, sicurezza dei territori, tutela dell'ambiente, lavoro). In quella data si chiede che una delegazione della Carovana venga ricevuta dal Presidente della Repubblica, in quanto garante della Costituzione.


Partenza congiunta da vari luoghi: non avendo fondi a disposizione, abbiamo pensato alla partenza congiunta della Carovana da alcuni luoghi simbolici: Ghedi e Aviano (le basi militari dove sono stoccate bombe nucleari Usa), Livorno e Pisa (porto nucleare in sinergia con Camp Darby e Hub militare di Pisa), Trieste (porto nucleare), Napoli (porto nucleare e VI Flotta), alcuni siti della Sicilia e della Sardegna e naturalmente tutte le altre realta' territoriali che vorranno partecipare.


La Carovana si muovera' all'interno del proprio territorio durante il periodo 20 novembre - 10 dicembre, con azioni specifiche di cui sotto diamo alcune indicazioni.



Attivita'

- Conferenza stampa;
- Incontri con: Comandante della base militare, Presidente dell'autorita' portuale, Sindaco e Prefetto e consegna della Petizione, del Trattato di proibizione delle armi nucleari, Studio dell'Onu sugli effetti delle radiazioni nucleari;
- Presidi cittadini e raccolta di firme per la petizione (https://www.petizioni24.com/italiaripensacisulbandodellearminuclearine);
- Conferenze, presentazioni di libri sulla tematica, proiezioni di filmati, ecc.;
- Incontri con gli studenti sul tema del pericolo nucleare, presentazione del libro di Carlo Cassola, "La rivoluzione disarmista";
- FlashMob;
- Attivita' di arte per la pace con un focus specifico sul disarmo nucleare e la tutela dell'ambiente;
- Partecipazione alla manifestazione di NonUnaDiMeno in occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Materiali
- Striscione con la scritta "Carovana delle donne per il disarmo nucleare. 20 novembre - 10 dicembre 2017";
- Mostra "Esigete il disarmo nucleare" (esiste in due versioni: 13 pannelli grandi in Pvc oppure 13 locandine plastificate);
- Testo della petizione;
- Testo del Trattato di interdizione delle armi nucleari;
- Libro di Carlo Cassola, "La rivoluzione disarmista", in occasione del centenario della nascita.


Per informazioni: Antonia Sani: antonia.baraldi.sani@gmail.com e Giovanna Pagani: gioxblu24@gmail.com



.........................

Articolo connesso: 
https://www.pressenza.com/it/2017/11/carovana-delle-donne-disarmo-nucleare/

Risultati immagini per Carovana delle donne per il disarmo nucleare

Nota di sostegno:

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo esprime apprezzamento e sostegno all'iniziativa della Carovana delle donne per il disarmo nucleare che da lunedi' 20 novembre a domenica 10 dicembre 2017 attraversera' l'Italia per chiedere che anche il nostro paese ratifichi il Trattato di proibizione delle armi nucleari (Tpnw) adottato il 7 luglio 2017 dall'Onu.
Ringraziamo le donne della "Lega internazionale delle donne per la pace e la liberta'" (Wilpf), la piu' antica e prestigiosa associazione pacifista internazionale, per aver promosso questa iniziativa.  (Peppe Sini)

mercoledì 15 novembre 2017

L'agricoltura contadina aiuta il pianeta e la società


Risultati immagini per agricoltura contadina
Treia - Caterina Regazzi nel suo orticello

Riguardo all'agricoltura contadina in poche parole direi che il giusto sta nel mezzo e che bisogna considerare vari fattori: economici (purtroppo sono quelli che condizionano di più il tutto), ma anche sociali, politici, pratici e anche spirituali?

Perché i prodotti dell'agricoltura, nei paesi in cui vige il benessere materiale, hanno perso sempre più valore a scapito di altri beni, sempre materiali, che ne hanno acquistato uno sempre maggiore e penso prima di tutto, a quelli tecnologici, beni che richiedono un consumo di altri beni (territorio, energia) sempre maggiori. 

Da qui la diminuzione dei campi lasciati incolti, tenuti come pascoli, coltivati a cereali od orticole e frutta.
Del resto, la frutta e i pomodori, tanto per fare esempi eclatanti, ogni anno vengono distrutti o lasciati marcire sulle piante perché, per questo benedetto (maledetto) mercato il gioco non vale la candela, la raccolta e il trasporto non vengono ripagati dal ricavato. Vengono invece impiegati terreni ex agricoli, per impiantare pannelli fotovoltaici o coltivare colza. Lasciamo perdere il discorso degli allevamenti intensivi.
Quando è iniziata la meccanizzazione del lavoro ed ora l'informatizzazione sarebbe diminuita la necessità di lavorare fisicamente (ed anche temporalmente) invece più o meno si lavora come prima e quindi è necessario produrre beni per far lavorare persone e quindi altre persone devono essere incentivate ad acquistare questi beni, poi c'è la globalizzazione, scarpe prodotte nel terzo mondo che costano meno di quelle prodotte in Italia e quindi altra sottrazione di lavoro per noi.. insomma é un casino.
Comunque ritorniamo al discorso iniziale: i prodotti agricoli, tranne qualche prodotto particolare costano sempre meno in proporzione, da cui l'abbandono del mestiere del contadino tradizionale.
Di contro si sta sviluppando una nuova figura di "contadino alternativo" che ha con la terra un rapporto di amicizia, di amore e complice il fatto di un desiderio di ritornare ad una vita in sintonia con la natura, vorrebbero vivere in semplicità, dei frutti del loro lavoro, svolto con cura, ma in quantità modeste, senza dover affrontare la moltitudine di balzelli burocratici e pseudo sanitari, quando questi produttori produrrebbero come si faceva in casa una volta o poco più e con la stessa cura che utilizzerebbero per produrre per sé.
Secondo me c'è lo spazio per l'uno e per l'altro e ce ne sarà sempre più, in questo momento di crisi e nella eventuale ulteriore crisi futura dovuta all'impoverimento delle riserve di combustibili fossili e di altre fonti energetiche non rinnovabili. 
Il cibo diventerà un bene, ritornerà anzi, un bene IMPORTANTE, al quale dare il giusto valore, anche in funzione di un recupero di uno stato di benessere inteso proprio come salute del genere umano che per troppo tempo si è "accontentato" di cibarsi di prodotti ottenuti da terreni impoveriti e contaminati da prodotti tossici, da liquami, con un'aria e piogge piene di gas di scarico, di fumi di fabbriche e di riscaldamenti domestici, da animali allevati in condizioni stressanti, al limite della sopravvivenza, che non sopravvivono se non riempiti di antibiotici.
Se torniamo ad un'alimentazione naturale, basata principalmente sui prodotti della terra, avremmo tutti da mangiare e senza bisogno di ricorrere a tante sostanze di sintesi.
In questo mondo il mestiere del contadino potrebbe diventare quello più importante e ben pagato o comunque tale da dare a tanti piccoli operatori da che vivere più che dignitosamente, senza bisogno da parte delle Asl di fare tanti controlli.
Caterina Regazzi 
Risultati immagini per agricoltura contadina
Referente per agricoltura e zootecnia della Rete Bioregionale Italiana

martedì 14 novembre 2017

Viterbo - Giovanni Faperdue: "E' tempo che la Callara del Bullicame torni all'antico splendore (e calore)"


Immagine correlata

Viterbo – L’Associazione “Il Bullicame” si è sempre battuta per la difesa del bacino del Bullicame e per la nascita di diverse strutture termali. Nelle intenzioni dell’Associazione c’era l’attivazione di una pluralità di offerte termali, come potente volano di sviluppo del territorio, per la realizzazione della tanto agognata città termale. 

Questo nuovo assetto dello sfruttamento del bacino del Bullicame, comprendeva diverse strutture per potere offrire cure e bagni ludici a vari livelli. Oggi dobbiamo constatare che purtroppo si sono verificati dei problemi, che hanno vanificato tutti i nostri sforzi, e la “callara” non ha più la bellezza e la ricchezza di acqua, recuperata col nostro contributo, che ne facevano un monumento naturale invidiabile. 

Sulla strada della normalizzazione dello sfruttamento delle risorse termali, abbiamo accolto con grande soddisfazione lo Studio Piscopo. Il documento scaturisce da un lavoro di equipe portato avanti da un gruppo di geologi dell’Università della Tuscia, guidati dal Prof. Vincenzo Piscopo. Per un periodo di tempo durato vari anni, l’equipe ha esaminate attentamente tutte le emergenze termali del territorio, ed ha prodotto un documento che ha evidenziato tutti i punti di forza e anche tutte le criticità del bacino, e oggi rappresenta un valido spartiacque tra il vecchio e il nuovo termalismo di Viterbo. 

La Regione Lazio lo ha adottato e tutti i suoi provvedimenti sul termalismo sono ormai fatti in accordo con lo studio Piscopo. Recentemente con la determina n. G10816 del 28/07/2017 ha rinnovato al Comune di Viterbo, la Concessione mineraria trentennale di acqua termominerale denominata “Bullicame”. Il bacino interessato occupa la parte centrale del nostro acquifero termale, e prevede tre sub-concessioni: Terme dei Papi, Terme Salus e ex Terme Inps. All’interno della determina ci sono anche elencati i quantitativi massimi di acqua termale che il Comune deve concedere ai sub-concessionari. Alle Terme dei Papi 23-24 lt/s dal “pozzetto”, alle Terme Salus 6 lt/s dal pozzo S. Albino e alle ex terme Inps 10 lt/s dal pozzo Gigliola. Il Comune di Viterbo, appena ha ricevuto il rinnovo della concessione ha pubblicato la gara per la quantità di acqua che deve arrivare alle Terme dei Papi, dove da tempo sono trascorsi i primi venti anni per le acque termali, e adesso le leggi e i regolamenti attuali, obbligano la messa a gara per la nuova fornitura. 

Le Terme dei Papi contestano questa gara. A loro parere l’acqua che viene offerta nel bando non è sufficiente ad alimentare lo stabilimento e chiedono 35 litri al secondo. Lo studio Piscopo che ha diviso il bacino termale in tre sub-bacini, stabilisce che per quanto riguarda la zona centrale (dove insistono le Terme dei Papi, le Terme Salus e le ex Terme Inps) può disporre di una portata media annua che va da 35 a 41 litri al secondo. Qualora le Terme dei Papi prendessero 35 litri al secondo, non ci sarebbe più spazio per la riapertura delle Terme ex Inps e forse neanche per le Terme Salus. 

C’è anche da considerare l’ipotesi paventata da quello Studio, per i gravi danni sull’equilibrio del bacino, qualora ci fosse uno sforamento nei prelievi. Con il rispetto delle quantità stabilite dallo Studio Piscopo, si tornerebbe invece alla riapertura delle Terme ex Inps e a vedere la “callara” sempre piena, e si alimenterebbero naturalmente le pozze adiacenti, che sono un beneficio gratuito del quale hanno sempre goduto i nostri padri. Per ultimo ma non meno importante, ci risulta che altri imprenditori viterbesi siano interessati a partecipare al bando. 

Noi ci auspichiamo che chiunque lo vinca, rispetti i quantitativi dello Studio Piscopo, in modo di vedere risorgere all’antico splendore la nostra “callara” del Bullicame.

Giovanni Faperdue *

Risultati immagini per Callara del Bullicame

* ex presidente Associazione Il Bullicame

lunedì 13 novembre 2017

Michele Meomartino a Pescara, dal 3 al 15 dicembre 2017: Scultura multisensoriale.... "con tatto"



Dopo alcuni anni in cui la mia passione per la scultura ha dovuto cedere il passo ad altre priorità, ho avvertito il bisogno di riprendere in mano gli scalpelli e di condividere, attraverso una mostra, la visione dei miei lavori.

L’ idea di proporre una mostra rivolta a tutti e dedicata ai Non Vedenti nasce dal desiderio di coinvolgere questi nostri fratelli e sorelle in un’ esperienza tattile – sensoriale, unica e originale.  Ho avuto una nonna non vedente e so quanto sia importante per loro il tatto.

Il titolo della mostra è “CON TATTO”, una raccolta di forme naturali realizzate con la pietra della Maiella. Per avvicinare il mondo dei vedenti a quello dei non vedenti, in alcuni giorni della mostra e in un ambiente completamente al buio, si potrà visitarla accompagnati dai non vedenti dell’Unione Italiana Ciechi – Sez. Abruzzo.

Durante i giorni dell’esposizione, i visitatori avranno la possibilità di toccare con mano le sculture. Ma non sarà solo il tatto ad essere coinvolto perché con l’ausilio di un sottofondo musicale, con la lettura di testi e con i profumi naturali si vorrebbe creare un’atmosfera coinvolgente. Un approccio multisensoriale che avrebbe l’obiettivo di suscitare emozioni e di generare bellezza nell’animo di ciascuno.

Scultore Michele Meomartino

Immagine correlata

sabato 11 novembre 2017

Grottammare (Paese Alto): "Manzoni: l’uomo, l’artista" - Recensione

OFFICINA TEATRALE 2017/18
Viaggio cosmico-letterario in Recital

Manzoni: l’uomo, l’artista
di e con Vincenzo Di Bonaventura
e con Loredana Maxia

Associazione Culturale Blow Up
Teatro dell’Arancio  -  Grottammare Paese Alto  -  7 novembre 2017  h21.15


Risultati immagini per Grottammare: "Manzoni: l’uomo, l’artista"


       “Un vestito dimesso, un piglio semplice, un tono famigliare, una mite sapienza che irradia per riflessimento tutto ciò che a lui s’avvicina…”: il Manzoni che vive nella lettera di Niccolò Tommaseo a G.Pietro Viesseux, 24 novembre 1826, è anche “l’uomo che in ogni via che calcò impresse un’orma indelebile”*

       Quest’orma noi calchiamo stasera nel Recital intorno al Manzoni del nostro Di Bonaventura, regista e attore, talvolta non-solista: oggi è con lui la brava Loredana Maxia, antica allieva dei tempi del TeatrLaboratorium Aikot27, che condivise le glorie di quello spazio magico in via Fileni, quando “il teatro lo facevamo anche per strada” e - scherza Vincenzo o forse no - “eravamo magnifici!”.

       Anche oggi l’attore “sparisce” per farsi - attraverso la parola alta (“La parola è un condottiero della forza umana” per Majakovskij) - testimone e “fulcro conoscitivo di un’era”** e il suo recitar cantando disegna  l’uomo e l’artista così come emerge dal lavoro anni fa realizzato con il regista e autore teatrale Giuseppe Emiliani.

       Vi si intersecano il rendiconto della complessa biografia manzoniana e la dimensione artistica, poetica, ideale, finanche psicanalitica di quel grande. 
A cominciare dalla nascita non banale, da quella Giulia Beccaria figlia di Cesare e - pur se le malelingue attribuivano, pare fondatamente, la vera paternità a Pietro Verri - da quel “malinconico gentiluomo di nobiltà minore”, Pietro Manzoni, di ventisei anni più vecchio di lei, genitore distratto e anaffettivo. 
Allevato dalla nutrice (“la quale vogliono che fosse svelta, vivace e piacevolona”), poi allontanato dalla famiglia e dall’amore materno in una lunga via crucis di “piccolo coscritto” rinchiuso in austeri repressivi collegi religiosi (i frati Somaschi di Merate, i Somaschi di Lugano, i Barnabiti…).

       Precedenti che ti rendono psicopatico o killer seriale; o forse invece ti allungano la vita, stando a quella, ragionevolmente lunga, del Manzoni. Certo ne divenne “un grave nevrotico con spunti ossessivi nonché patofobici”: agorafobia e altro... “Un enigma” dice di lui Pietro Citati “per la singolare forma della sua mente, che combina le qualità più discordanti tra loro”.

      Ma fu soprattutto “uomo che trasse il suo genio dal cuore (è ancora il Tommaseo), impresso di quella bontà che l’ingegno, non che guastarla, rende più sicura e profonda […], colui che ha insegnato agl’Italiani la vera via della storia”.

       Capace di autoironia (“un Lepore finissimo ne il carattere” - Tommaseo), respinse l’offerta di un seggio di deputato nel primo Parlamento del Regno “giacchè sono balbuziente… Mi ci vede - rispose a Emilio Broglio - davanti a una così solenne assemblea che dico giu…giu…giuro! Farei ridere tutti”
       Dovette pregarlo Cavour in persona, e Senatore lo fu poi davvero, nel ’60, e l’anno dopo votò l’Unità d’Italia. [Perché pensiamo subito all’oggi e agli inverecondi gnomi che popolano quegli scranni?...].
La folla lo atterrisce, da quarant’anni non esce da solo, eppure gli universitari lo acclamano sotto casa, vanno a trovarlo perfino Garibaldi, perfino Verdi che alla morte scriverà per lui la sublime Messa da Requiem.

       C’erano stati prima gli anni giovanili, di pienezza e d’impegno, del riannodato rapporto con la madre a Parigi, del tardivo edipo che a 20 anni lo lega saldamente a Giulia dopo la morte del compagno di lei Carlo Imbonati (“Ella è continuamente occupata… ad amarmi e a fare la mia felicità” - Lettera al Pagani,1806).
E lei sarà presto suocera amatissima di Enrichetta Blondel - una specie di Trinità, chiosa Vincenzo - sposata sedicenne ad Alessandro e madre dei 10 figli che quasi tutti gli diedero il tormento - ma non volle collegi per loro, gli erano bastati i suoi - e quasi tutti (tranne due) gli premorirono.

       E poi il ritorno a Milano, la dolorosa vendita del Caleotto a Lecco, secolare proprietà dei Manzoni, e il distacco da quelle terre lecchesi, contenitori di irrisolte memorie (solo tre anni prima di iniziare il Romanzo che di quegli affetti e ricordi porterà i segni). E poi l’amatissima villa di Brusuglio, ereditata da Carlo Imbonati, che diviene approdo e rifugio dove giocare all’agricoltore, estenuare paure e nevrosi in camminate di ore, appassionarsi di botanica sentendosi “un novello Linneo”; lui e il suo amore per gli uccelli, la sua pietà per quelli in gabbia, la sua avversione per la caccia (un grande anche in questo)

       E’ tutto quel mondo, a occhieggiare e trasfigurarsi nella scrittura del gigante che donava a noi Italiani la nostra lingua (e che lingua!) - sola cosa che dia a un popolo dignità di nazione - e una letteratura che spezzava barriere regionali e sociali.

       “Quel ramo del lago di Como” egli lo vedeva dal Caleotto, così pure Pescarenico (parecchio del giovane Manzoni scorre nelle vene di Lodovico/Fra’Cristoforo); e la località di Acquate, parte dei possedimenti di famiglia, è il villaggio dei Promessi Sposi. Luoghi carichi delle reminiscenze più care, cosicchè il distacco di Lucia nel romanzo è anche il suo: cacciata dall’Eden e perdita d’innocenza, tutt’uno con la conoscenza della negatività del reale (“… e seduta com’era, sul fondo della barca, posò il braccio sulla sponda, posò sul braccio la fronte, come per dormire, e pianse segretamente”).

       “Ciò che nel Romanzo del Manzoni piace è il Manzoni stesso” scrive A.De Gubernatis, e tutto nel Romanzo è specchio reale del suo tempo e del nostro: il sopruso eretto a sistema e gestito mafiosamente; le “colonne infami” e le cacce agli untori; la peste, la fame, la guerra. Sull’affresco potente e corale s’innalza il sentimento individuale dell’artista e quella pietà per l’offesa all’uomo che pure non rinuncia alla speranza. La madre che nello strazio composto consegna la figlioletta, appoggiata nella morte al suo petto, al carretto del turpe monatto - ”Addio Cecilia! Riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar sempre insieme…” - è acme lirico e contrappunto al degrado morale e fisico di un’umanità atterrata e travolta ma non senza redenzione.
      
        Il “turbine vasto” dei grandi movimenti collettivi, delle passioni e dei moti interiori, delle masse e degli individui, “l’ombra irriducibile della Storia”, tutto questo urge in ogni singolo componimento di quel grande: poiché compito della poesia, lievito e fondamento assoluto dell’arte, è tendere alla verità.
“… Il bisogno della verità è l’unica cosa che possa farci attribuire importanza a tutto ciò che apprendiamo" (A.Manzoni, Lettre à Monsieur Chauvet).

       Quel bisogno di vero è anche il senso profondo di questo teatro testimoniale: esso sottrae il respiro titanico di quel genio tormentato alle banalizzazioni scolastiche, alle esegesi pretigne, alle facili consolazioni di presunte Provvidenze, per riproporci integri quel messaggio etico e la grandezza di quell’arte. 
E a questo teatro ancora una volta siamo grati per i bagliori di verità che rischiarano il nostro deserto presente e il “teatro confuso del mondo”.



                   “… Se il Manzoni fosse stato perfetto in ogni cosa, non ci rimarrebbe altro che adorarlo.
                   Ma poich’egli era mortale come noi e soggetto ad errare e alcuna volta può avere anch’esso umanamente
                   errato, sarà utile a noi l’apprendere in qual modo egli vincesse le sue battaglie ideali, e quale ostinazione
                   virtuosa egli abbia messo per vincere”
                            (Angelo De Gubernatis, Letture alla Taylorian Institution, Oxford, 1878)

               *    Niccolò Tommaseo - G.P.Viesseux, Carteggio inedito - Primo volume (1825-1834)
               **  “Dialogo con Vincenzo di Bonaventura, inarrivabile attore solista”
                         di Alceo Lucidi, in The Life Magazine


   Sara Di Giuseppe                  faxivostri.wordpress.com      letteraturamagazine.org

sabato 4 novembre 2017

Candeggio. Che Passo: "Gente che va gente che viene!"


Risultati immagini per Candeggiolo. Che Passo:


Cari amici, pellegrini, simpatizzanti, vicini e più o meno distanti,
P_20171007_172320_BF.jpgvi scriviamo per comunicarvi una scelta molto importante su cui abbiamo riflettuto tanto. Dopo più di 7 anni  vissuti a Candeggio in una dimensione di coinvolgimento totale della nostra vita famigliare e personale che ci ha messo davanti ai nostri e altrui limiti, alla ingenuità (ed anche genuinitàJ ) dei nostri sogni e aspirazioni, è giunto per noi il momento di focalizzare le nostre energie su aspetti che fino ad ora abbiamo vissuto in maniera forse marginale rispetto alla diverse attività messe in campo, agricoltura, accoglienza, convivenze … (una nostra cara amica lo ha definito ironicamente “l’elefante”). Ci siamo resi conto che per noi adesso è importante come singoli e come famiglia fare un salto in una nuova dimensione , di “alleggerimento”,  dove al centro mettiamo il percorso che vorremmo fare con le nostre 3 figlie, dando comunque a questa scelta, un senso di continuità con il cammino fino ad adesso fatto.
Per questo motivo,  già da tempo ci siamo messi alla ricerca di realtà dove, sempre in una contesto di pluralità e partecipazione, venissero portate avanti esperienze educative integrate, con un’attenzione al percorso di crescita dei bambini come dei genitori essi stessi educatori ed accompagnatori. Tutto ciò, tenendo ben presente l’importanza di dialogare con un territorio e lavorare a fianco di altre persone senza creare nicchie o enclave culturali, dove anzi vi sia spazio per chiunque di inserirsi e portare il proprio patrimonio di esperienze e idee con una unica premessa e promessa (la più difficile in assoluto da mantenere): tenere aperto il dialogo e non fossilizzarsi nelle proprie idee e convinzioni.
Questo tipo di contesto è forse ciò che più di ogni altra cosa avremmo voluto creare e che ahimè, ci è mancato.. per ragioni che abbiamo cercato di sviscerare a e che sarebbe molto lungo raccontare qui,  ma che siamo più che disponibili a discutere per chi voglia confrontarsi con questo argomento.
Comunque sia,  ora ci sembra importante comunicare a chi ci conosce e ci segue da tempo questo nuovo passo che stiamo per compiere con un atteggiamento di continuità e di stimolo, e con la speranza che gli scambi e le relazioni che stiamo per intraprendere qui sostengano e rendano possibili le mete che vorremmo raggiungere per il prossimo anno.
Ed eccoci quindi approdati a questo per noi stupefacente progetto in Abruzzo a Tortoreto, realizzato dall’associazione “I colori del sole” e la Cooperativa Terra di EA: azienda agricola e scuola familiare ad indirizzo steineriano https://www.facebook.com/terradiEa/.
Uno dei nostri intenti avvicinandoci a questo tipo di progetto è anche quello di imparare da loro come si fanno le cose in un’azienda agricola e nel contempo  dare il nostro contributo con l’esperienza fatta a Candeggio. Roberto si è già cimentato con la  vendemmia e la raccolta delle oliveJ

Adesso vi starete chiedendo: e la casa di Candeggio?
Parlando appunto di nuove mete e obiettivi, abbiamo deciso dopo una lunga e sofferta riflessione, che la  casa non sarà più la nostra abitazione ma vorremmo che restasse la sede dell’associazione Che Passo! Stiamo contrattando con la proprietà per rinnovare e modificare il contratto di affitto in scadenza a marzo 2018. Nocciolino, le galline e le tre gatte hanno trovato una nuova collocazione, mentre ci stiamo adoperando per togliere anche buona parte del nostro mobilio e oggetti.
La vogliamo ripensare in maniera nuova:  spazio per vivere esperienze,  sede di attività e corsi legati alla meditazione, alla cura di Sé, alla permacultura, e luogo di accoglienza. Potrà contare  di circa 25 posti letto.

Ospitalità ai pellegrini. Aspettiamo candidature per  offrirsi come hospitalero  anche per brevi periodi. Contattateci anche solo per dichiarare una vostro disponibilità futura; ci sarà tempo poi per costruire un calendario.

Corsi, incontri e seminari su temi inerenti il cammino, la spiritualità, il silenzio, la meditazione, la sana alimentazione, ma anche il lavoro emotivo corporeo, la nascita, la comunicazione ecologica, l’arte, la scrittura, il mondo del pellegrinaggio, e così via...
Stiamo elaborando un CALENDARIO che metteremo poi on line (sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/groups/chepasso/) . Se avete idee, suggerimenti o meglio ancora proposte concrete per corsi o incontri da tenere a Candeggio fatevi avanti. Verificheremo volta per volta se lo spazio sarà concesso in maniera autonoma, in autogestione o fornendo tutti i servizi e supporti che servono.

236520bd-b122-4d6f-8067-2ce9a0cd5ab7.jpg
Per portare avanti queste attività e gestire al meglio la casa occorrono collaboratori:  per la CUCINA, la GESTIONE degli OSPITI,  la MANUTENZIONE CASA, le PULIZIE, la MANUTENZIONE ESTERNO, l’implementazione dei canali di promozione e di comunicazione, promoter.  L’idea non è solo di organizzare attività per coprire e spese, ma per chi si impegnerà ricavarne anche un compenso per sé.
SEGNATEVI IN TAL SENSO ANCHE QUESTA DATA
Ø  2-3 dicembre Workshop di Dragon Dreaming
Per chi vuole collaborare al progetto di Che Passo! e Il sogno delle ginestre saranno previste forme di scambio. E’ l’occasione per vederci ed iniziare a lavorare insieme.

A questo punto scatta l’altra domanda: e la proprietà di Candeggiolo e “Il sogno delle ginestre”?
Sicuramente vuole vivere, ma la nostra presenza non continuativa fa sì che le nostre energie si concentrino maggiormente sul proseguo della parte agricola: manutenzione vigna e piante, seminativi (farro, grano, favino): già un bell’impegno a distanza.
La volontà è che possa esserci una continuità tra la nostra esperienza di 7 anni in Umbria e questa nuova fase in Abruzzo. Per questo motivo ci auguriamo che le collaborazioni che nasceranno nei prossimi mesi per portare avanti l’attività dell’associazione Che Passo a Candeggio, sfocino e fioriscano in nuove alleanze ed energie verso il recupero dei fabbricati a Candeggiolo ed Il Sogno delle Ginestre.
L’idea sarebbe di avviare con il nuovo anno un piccolo cantiere in economia per creare un primo spazio abitativo e permettere a noi e a chi volesse di partecipare alle attività agricole.  
Quindi cercasi manovali, muratori, architetti che vogliano aiutarci per questa fase di cantiere.

Fatevi dunque avanti, entro la fine di novembre con le vostre idee, proposte, auto candidature per il 2018 :
A.      Proporre un corso o un’attività a Candeggio
B.      Proporvi come hospitaleri per il periodo marzo-ottobre 2018 (almeno 15 giorni)
C.      Prenotare per voi o per gruppi (ritiri, incontri auto gestiti , brevi vacanze) l’ospitalità a Candeggio
D.      SE ABITATE IN ZONA CITTA’ DI CASTELLO/PIETRALUNGA: proporvi come socio/collaboratore per:
·         gestire l’organizzazione dell’ospitalità: accoglienza ospiti, presentazione della casa e dei servizi; registrazione ospiti; essere disponibile a Candeggio in caso di bisogno
·         pulizia e manutenzione casa e orto
·         cucina
·         promuovere le attività dell’associazione Che Passo (internet, volantini, ecc..)

Saremo felici se ad esempio qualche gruppo o uno o più soci vorranno approfittare delle feste natalizie per passare qualche giorno in totale pace e tranquillità a Candeggio.
Come vedete, la nuova domiciliazione non ha scalfito la nostra visionarietà e il nostro sognare..
I sogni cambiano è vero, ma questo ci aiuta a crescere e cambiare noi stessi ed il mondo attorno!!
Sempre avanti, sempre più in alto, ULTREYA, SUSEYA
Aspettiamo i vostri, commenti, suggerimenti, proposte, ciao!!
Inoltre, abbiamo a disposizione il farro dell’ultimo raccolto per chi fosse interessato, chiamare direttamente Roberto 328 46613141
Roberto & Michela


641f61d6-e275-43b7-b9be-7413fa0f030a.jpg


Michela, Roberto & Family leave, Che Passo ! remains
 Dear friends, pilgrims, sympathizers, neighbours more or less distant,
we are writing to give you a very important communication concerning one choice on which we have been thinking for a long time: After more than 7 years of experiencing Candeggio in a dimension of total commitment at Candeggio, we realized that for us time has come to jump into a new dimension of "loosing some heaviness” in our life focusing on our family needs, in particular the path we want to do with our three daughters. For this reason, we have long been striving for projects  in which, in a context of plurality and participation, children education is conceived as a process that also involves parents.
All this taking into account the importance of dialogue and communication with people living around and working together without creating niches or cultural enclaves,  where there is a place for anyone to fit in and bring his own experience and ideas. The most difficult part in  all this is: keep dialogue open and not fossilize in your ideas and convictions.
This type of context is perhaps what more than anything else we would like to create but we feel we still have to learn a lot to be able to live in a such a context.
However, it is now important for us to communicate to those who know us and follow us for a long time this new step that we are going to do with the intention that the exchanges and relationships we are about to undertake in this new place, will support and make possible the goals we would like to achieve next year.
So here we come to this amazing project in Abruzzo in Tortoreto, realized by the association "I colori del sole" and Terra di EA  Cooperative: farm and parental school inspired to Steiner’s teachings https://www.facebook.com/ terradiEa /.

Speaking of new goals and programs, we decided after a long and challanging reflection,  that the house will no longer be our home but we would like to remain the seat of the Association Che Passo! We are negotiating with the property to renew and modify the rental contract expiring in March 2018. Our dog, hens and the three cats are finding a new placement. In the coming months we will also take away a good part of our furniture and items.
Here are the commitments we would like to keep for the coming months:
- Hospitality for pilgrims, individuals and groups, now the season is almost over, Alessia and Daniele who have kept the house for most of the summer move elsewhere. So those who already know us and have been able to attend the house can offer themselves as a hospitaleros for short periods.
- Courses, meetings and seminars on topics related to the path, spirituality, silence, meditation, healthy eating, but also emotional body work, birth, ecological communication, art, writing, the world of pilgrimage ... We are working on a CALENDAR that we will then put on line (on our face book pagehttps://www.facebook.com/groups/chepasso/). If you have ideas, suggestions or even more concrete proposals for courses or meetings to keep on Candeggio, go ahead, contact us.

We also need collaborations for example KITCHEN, GUEST MANAGEMENT, MAINTENANCE HOUSE, CLEANING, EXTERNAL MAINTENANCE and COMUNICATION and web; who want to contribute to the expense of the house and take care of one activity.
The idea is not only to arrange activities to cover the household’s costs, but also to obtain an income for those who will be committed in these tasks.

PLEASE  SAVE THESE DATES
Ø 2-3 December Workshop on Dragon Dreaming
It will be the occasion for those who want to meet us and start getting involved in our project, to participate to the workshop even through a non monetary exchange.

At this point some of you might  wonder:  what about  the property of Candeggiolo and the eco village "Il sogno delle ginestre” (The dream of the brooms)?
We certainly want to keep them alive, but since we cannot guarantee a stable presence on the spot we must concentrate our energies on the continuation of the agricultural part: vineyard and plant maintenance, arable land (spelled, grain, fable): already a big effort  at a distance.
We intend to give a sense of continuity to our 7 years experience in Umbria and this new phase in Abruzzo. For this reason, we hope that the forthcoming collaborations will help us to carry on the activity of the association in Candeggio and set a new start for new alliances and energies that must be dedicated to the recovery of the buildings in Candeggiolo  in order to support the eco village Il sogno delle ginestre.
The idea is to start next year, 2018, a small economic construction site to create a first living space allowing us and those who want to participate in agricultural activities to stay and live there for some time.
Therefore we are looking for masters, bricklayers, architects who want to help us for this construction site.

So, be up to the end of November with your ideas, proposals, self applications for 2018 having in mind our goals:
A. Propose a course or activity at Bleeding
B. Propose you as a hospitalero for the period March-October 2018 (at least 15 days)
C. Book for you or for groups (retreats, self organised meetings, short breaks) some days to spend in the house of Candeggio
D. IF YOU ARE BASED IN CITTA’ DI CASTELLO / PIETRALUNGA: propose you as a partner / collaborator for:
• manage the LOGISTICS and organization of hospitality: reception, presentation of the house and services; guest registration; be available  when needed
• home and garden cleaning and maintenance
• kitchen
• promote the activities of the Association Che Passo (internet, flyers, etc ..)

We will be happy if for example if some group or one or more members or friend of Che Passo want to spend Christmas time for a few days in absolute peace and quietness at Candeggio.
As you can see, the new domiciliation has not discouraged our visions and our dreams.
Dreams change is true, but this helps us to grow and change ourselves and the world around !!
Always ahead, getting higher and higher, ULTREYA, SUSEYA
Wait for your comments, suggestions, any communication or announcement !!
Also, we have the spelled of the last harvest for those who are interested, call directly Roberto 328 46613141

Roberto & Michela