Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 14 dicembre 2017

Il Popolo Elfico della Valle dei Burroni scrive alle Istituzioni

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La Valle degli Elfi, come forse già sapete, sta attraversando un periodo di grande messa alla prova, e con forza e unione sta richiarendo la visione della direzione da intraprendere come Popolo Unito, con il suo passato e le sue conquiste.
Vuole essere un modello e un ispirazione per tutti, dimostrando che una nuova visione del mondo e delle relazioni è possibile, e che se si cerca bene si può trovare un posto in un mondo che ha dimenticato i valori di libertà,  autonomia, creatività,  autoproduzione, ecc. Ricordando che la Terra è un Bene Comune e che non essendo nostra non ha senso venderla, parcellizzarla, farci speculazione di ogni genere.  La Terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla Terra, ogni cosa è correlata come il sangue che ci unisce.
Anche la Valle degli Elfi è un Bene Comune e va protetto

Giulietta Blu

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Lettera Aperta alle Istituzioni

 Al Sindaco di Sambuca Pistoiese
                                                          Avv. Fabio Micheletti
All’Unione Comuni,
                                    Avv. Fabio Micheletti, Benesperi e Baldassarri
All’ente Terre toscane
                                    Del Re, Bertelli e Ciucchi
Al gruppo tecnici
                              Chiti, Matteoni e Bernardi

Noi, membri dell’associazione, “Il popolo elfico della Valle dei Burroni”, a suo tempo abbiamo dato l’incarico ai tecnici Franco Matteoni, Alessandro Chiti e Daniela Bernardi per assisterci nell'iter  di sanatoria richiestoci dal comune di Sambuca Pistoiese atto ad accertare la conformità urbanistica dei lavori di recupero e in certi casi di modifica operati dagli abitanti dei Casali nel territorio di Case Sarti, avute in concessione dall’allora Comunità Montana per conto della Regione Toscana

I lavori in questione rispondono in ogni caso a esigenze basiche e vitali per permettere la sopravvivenza e il sostentamento degli abitanti stessi.

Facciamo presente che i Casali erano fatiscenti taluni completamente deruti e noi li abbiamo rimessi a posto col nostro lavoro di autorecupero completamente a spese nostre.  

Oggi il valore del patrimonio regionale si è decuplicato.

Dalle istituzioni qualificate ci viene richiesto di modificare nuovamente le strutture: abbattimento di tettoie destinate al ricovero della legna, altre parti accessorie per la raccolta dell' acqua, la costruzione del bagno all'interno di case, già fin troppo piccole per il nucleo che vi abita, piuttosto che annettere il bagno esternamente . Soddisfare queste richieste ed attuare queste modifiche piu' che rendere conformità urbanistica agli edifici, costringerebbe gli abitanti a doverli abbandonare.

Pertanto chiediamo di aprire un nuovo tavolo di trattativa che venga incontro anche alle nostre esigenze, tenendo conto delle regole e dei principi che ci siamo dati sull’uso collettivo del territorio, definite nello “Statuto del territorio” e nel “Progetto abitativo degli Elfi” da noi presentato in Comune e Comunità Montana

Nel presentare questi documenti, redatti di comune accordo con i funzionari dell'allora Comunità Montana, noi abbiamo fatto un atto consapevole di autodenuncia nella fiducia di poter trovare un accordo sensato con il comune. 

Ribadiamo altresì che “La Valle” è da noi considerata un Bene Comune ed è nostra volontà andare avanti come Comunità, popolo unito, sostenendo la validità dell’Associazione come solo ed unico referente per qualsiasi concessione, non accettando la parcellizzazione del territorio stesso.

Facciamo inoltre presente che la nostra comunità, fa parte anche della Rive (Rete Italiana villaggi ecologici) e del Gen (Global Ecovillage Network), conduce una vita di ricerca e sperimentazione nel campo sociale tenendo aperte le porte all’ospitalità, dando accoglienza e possibilità di convivenza con noi a migliaia di persone che ci vengono a trovare ogni anno. 
Vogliamo in oltre sottolineare l’utilità ambientale della nostra presenza, come custodi del territorio in maniera ecosostenibile , sperimentando coltivazioni come la permacultura, agricoltura biodinamica e sinergica. Se noi non avessimo abitato e reso vive queste montagne con la nostra presenza, e dei nostri numerosi figli, queste terre sarebbero in stato di abbandono, popolate solo da rovi e animali selvatici, (anche i paesini circostanti hanno tratto qualche beneficio della nostra presenza, ad esempio la scuola di Treppio sarebbe stata chiusa già molti anni fa senza la presenza dei nostri figli).

Cordiali saluti

Il Popolo Elfico


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mercoledì 13 dicembre 2017

San Benedetto del Tronto... dove c'è "fama internazionale" di prostituzione

Fama Internazionale per  la nostra Strada della Bonifica del Tronto 

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       Era il 2008 quando un imbufalito sindaco di San Benedetto del Tronto diresse l’ira e il giovanil furore contro Lilli Gruber che in un servizio televisivo riguardante la Strada Provinciale 1 della Bonifica del Tronto - teatro da tempo di prostituzione on the road - aveva erroneamente attribuito quella strada al territorio marchigiano di San Benedetto anziché a quello abruzzese limitrofo.

Quella strada In realtà corre per 10 km. esattamente sul confine tra Marche e Abruzzo, spartiacque di un degrado equamente distribuito, da tutti conosciuto, da tutti ignorato.

      La definizione di “Via dell’amore” - antifrasi più tragica che comica - nasce dal vivace traffico di prostitute e da quello - va da sé - dei clienti innumerevoli. Le fa da cornice un paesaggio di edifici spruzzati a caso qua e là nell’anarchia che qui è norma, di fabbriche abbandonate, di sterpaglie e incuria per una delle strade più orride e pericolose d’Italia.

        Ebbero del grottesco, quelle lontane escandescenze del sindaco e dei patrioti marchigiani feriti nell’onore. Imperdibile rievocazione pre-risorgimentale, scrissi allora: papalini contro regnicoli, alabarde in resta, e chi la conosce quella strada brutta e cattiva, la nostra San Benedetto è bella e onesta, le puttane sono in terra borbonica. Noi papalini abbiamo le palme e i lungomari, al massimo un po’ di case d’appuntamento, gioco d’azzardo e mafia e libera coca in libero stato, embe’? Venga Lilli-la-rossa, venga che la rimpinziamo di scampi!

       Contemporaneamente, l’allora sindaco di Colonnella - un altro illuminato - affrontava di petto il problema e con coraggiosa ordinanza vietava…minigonne e mutande al vento da quelle parti.

       Così allora.

       Oggi, a quasi un decennio da quella pagina di edificante amor patrio, una video-inchiesta di Piers Sanderson per The Guardian, pubblicato il 4.12.17 da Internazionale, ci sbatte in faccia impietosamente quella stessa realtà, oggi in conclamata purulenta metastasi: interviste e testimonianze e panoramiche dei luoghi e della loro oscena deriva di terra di nessuno.

       A condurre, è la onlus “On the road” di Martinsicuro, che della tratta di schiave straniere per il mercato del sesso nell’Italia centrale si occupa da tempo offrendo protezione, rifugio e assistenza alle vittime. Migliaia di ragazze arrivate qui da Nigeria, Libia e altre località africane. Numeri da brivido solo nel 2016. Costrette a prostituirsi con minacce dirette e trasversali, perfino con riti wudu, per poter ripagare la “Madam” che le ha fatte arrivare qui senza che affogassero. Sono pagate 5 euro, rapporti spesso non protetti su richiesta del cliente, giorno e notte, in ogni stagione, con ogni tempo, a volte dormono sulla strada anche se hanno 14 anni e interrogate rispondono “sto bene” con occhi di cerbiatta impaurita.

       E ci sono i clienti, naturalmente: di ogni età e classe, adulti pervertiti o annoiati, spesso minorenni, “molti sanno che le ragazze sono sfruttate” ma a loro non interessa.
       Al termine della strada c’è la spiaggia dei riti balneari e dell’indifferenza benpensante, e degli inverni di tronchi mangiati dal mare sull’arenile deserto.

       Chissà se anche stavolta istituzioni locali e cittadini bravagente scenderanno in campo a difendere il campanile e l’onor patrio; se abbaieranno contro chi ha nuovamente acceso i riflettori sulla barbarie; se si laveranno le mani di quelle vite violate; se si sentiranno innocenti; se si stracceranno le vesti per il danno d’immagine, per il cattivo servizio al turismo; se grideranno provvedimenti mai seriamente presi; se agiteranno tronfi le auto-conferitesi medaglie di bravi amministratori; se invocheranno i successi e le bandiere blu, e i restyling di lungomari e le sussiegose palme tanto belle da far da sfondo a inguardabili fiction italiote.  Chissà se…

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Quando sono arrivata in Italia ho pensato: ora sono tranquilla, sono in un posto dove non avrò paura. Ora sono libera. Ma non era così. Era diverso

 Sara Di Giuseppe                       faxivostri.wordpress.com



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domenica 10 dicembre 2017

Viterbo – Bullicame... dove c'era acqua calda ora c'è gelido fango


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 ....nel lontano 25 novembre 2014, a seguito di lavori sulla sorgente termale di S. Valentino in sub concessione alla Soc. Gestervit, titolare delle Terme Salus, quasi tutto il flusso termale che alimentava la sorgente naturale del Bullicame, è confluita nel nuovo pozzo S. Valentino andandosi quasi ad annullare. Da quel giorno la Regione (che certamente non brilla per velocità di esecuzione), ha emanato tutti gli atti per il rispristino delle condizioni ottimali, per restituire alla sorgente del Bullicame (la famosa “callara”), tutto il flusso che le è stato sottratto. Il primo atto di questo percorso, è stato il rinnovo della concessione trentennale di acqua termale al Comune di Viterbo, che comprendeva anche l’allargamento al pozzo S. Albino. 

Poi è stata rilasciata l’autorizzazione alla perforazione del nuovo pozzo S. Albino e infine è stata comandata la chiusura del pozzo S. Valentino, che è il colpevole dello svuotamento della “callara”. Il Comune di Viterbo, tramite il direttore di miniera Prof. Giuseppe Pagano, ha messo a punto il progetto esecutivo. Adesso manca che la Soc. Gestervit dia inizio ai lavori per la perforazione del S. Albino e la chiusura del S. Valentino. Queste due operazioni consentiranno al Bullicame di tornare all’antico splendore, con la “callara” sempre piena e in condizione di alimentare la vasche per il bagno gratuito, di cui hanno sempre goduto i nostri padri, e non solo. 

Inoltre quest’acqua servirà anche ad alimentare la vasca del rospo smeraldino che a primavera tornerà a vivere e prolificare nella vasca creata appositamente per la sua specie, che attualmente è vuota. 

Noi ci auguriamo che la Soc. Gestervit inizi subito a fare questi lavori, perché sono più di tre anni che il Bullicame è collassato e tenuto in vita da un tubo (una specie di flebo) che porta pochi litri al secondo dal S. Valentino. In queste condizioni le vasche per la balneazione sono piene di acqua gelida e tutto il Parco del Bullicame è simile ad un deserto. 

Senza acqua, senza bagnanti e senza vita per uno spettacolo indecente.

Giovanni Faperdue (ex Presidente Associazione Il Bullicame)  

  

venerdì 8 dicembre 2017

Socrate Remix di Ferdinando Renzetti

ciao paolo avrai molto da scrivere e da raccontare in questi giorni...ho visto che hai rimandato in onda la discussione su Socrate  così mi sono divertito a rimixxare quel che avevo scritto,  un saluto ferdinando moltitudine

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socrate in passamaglia che fa la maglia

care e cari apprezzo molto quello che scrivete sull argomento, vorrei esprimere
in modo empatico quello che ho da dire, vediamo se ci riesco... mmmh!
nel tempo ho fatto tanti laboratori con grandi e piccini e quindi sono entrato
in una idea mentale di un tipo di comunicazione comprensibile non solo da
adulti letterati e filosofi ma da tutti. quindi immagino un socrate in
calzamaglia che va nelle scuole a raccontare le sue storie in modo semplice
lineare ed efficace cosiccome venga il sabato a lavorare a maglia cuntando
storie con mia madre di 78 ani e le sue amiche che vengono a trovarla.
quando dico socrate intendo pure platone e aristotele e l'influenza del loro
pensiero nella sviluppo della civiltà occidentale
socrate….il contributo più importante che ha dato alla storia del pensiero
filosofico consiste nel suo metodo d indagine: il dialogo.
mi piacerebbe quindi un piccolo compendio sulla filosofia di socrate platone e
aristotele che posso usare per cuntar storie in passamaglia nelle scuole o con
gli anziani mentre lavorano a maglia.
tempo fa ero ad una festa ho chiesto ad un gruppo di ragazzi e ragazze un po del
loro vino che avevano in una boccia da cinque litri una ragazza ha risposto che
il vino sapeva di aceto. così ho detto che sicuramente era buono per curare
dolori dell anima. detto questo lei si e’ illuminata e siamo rimasti a parlar
tutta la serata e mi raccontato un aneddoto su socrate: in punto di morte con
la cicuta in mano socrate circondato dai suoi discepoli e’ invitato a esprimere
un ultimo desiderio e lui: portatemi una lira! maestro ma lei non sa suonare?!!
non e’ mai troppo tardi per imparare!
tempo dopo mi arrivo una cartolina di una amica bioniera spagnola che viaggiava
con gli asini nel sud della spagna

la sapienza inizia con la meraviglia (socrate)

ecco, in un certo senso e’ vero! qualche giorno dopo partii per la calabria e
lungo la via mo la torre aragonese, mo i loca solatiurum di federico secondo,
mo il paese antico di...mo l'ultimo costruttore di un particolare strumento
musicale, mo il pane buono di…. mo il cristo redentore.. di, mo la spiaggia
nera.. di, mo le dune di.. ecc ecc, arrivai dopo una settimana e pensai: vabbe
che la sapienza inizia con la meraviglia ma qua a forza di meravigliarmi
rischio di non arrivare mai! (ndr zenone)
e poi ancora la sapienza porta alla conoscenza?
infatti mi sembra di aver raggiunto sapienza ma conoscenza

nel film toto le moko’, nella casba di una citta del marocco toto intona questo
canto:
io non ci volevo venire...stavo così bene a napoli...!
anch io non ci volevo venire, stavo così bene nell iperuranio!
...ohi..ohi…come un olivello spinoso mi hanno messo al mondo senza istruzioni
per l uso...ahi non mi ci raccapezzo! mi sento come una foglia di lattuga
sbattuta su una lettiga!

le istruzioni sono semplici prima della nascita formiamo una unita perfetta
maschile e femminile, una sfera perfetta che separata in due parti viene
mandata sulla terra con il desiderio di ricongiungimento. qualcuno ritrova la
sua meta di sfera mancante, qualcun altro non la trova mai. e’ come la storia
di astolfo che va sulla luna a cercare il senno di orlando, trova una montagna
gigantesca degli uomini senza senno e un mucchietto piccolissimo degli uomini
col senno, così per l amore, un mucchietto piccolissimo di quelli che hanno
ricomposto l unita perfetta, la sfera, e un mucchio gigantesco delle mezze
sfere che vagano nel vuoto alla ricerca delle parti mancanti.

questa parte di racconto mischia socrate che la racconta nel simposio di platone
e l'orlando furioso di ludovico ariosto, trovo geniale l'intreccio delle due
storie perché amo tutta la filosofia socratica come reputo l'orlando il romanzo
fantastico più bello che sia mai stato scritto.

a questo punto do una buona e una cattiva notizia . quella buona e’ che la
kundalini nel tantra e’ una della condizioni di maggior leggerezza che una
donna e un uomo possano vivere, naturalmente riguarda anche la sfera sessuale,
anzi soprattutto ma non e’ solo quella. e’ una condizione di benessere che si
manifesta anche nel quotidiano quando se ne prende consapevolezza. e’ come un
aura di energia che avvolge la coppia, e’ come essere donna o uomo al massimo
grado di intensità, mo mi fermo e passo alla brutta notizia, purtroppo facciamo
parte del mucchio grande che e’ ancora alla ricerca della propria meta’ per
riformare l unita inscindibile. se la donna con la kundalini nel tantra trova
l'uomo con la stessa caratteristica può vivere una dimensione di felicita
assoluta anche nel quotidiano, e’ come vivere in una dimensione estatica
imperturbabile. tutto qua!
l amore al massimo grado dell amore

al forno il dolce odore del pane caldo sveglia i miei sensi intorpiditi dall
umido autunnale, il piacere dell incontro con le persone che attendono la loro
piccola porzione di gioia quotidiana. dai volti traspare il piacere della vista
dei prodotti esposti nei bancali di vetro. la fornarina mi da il pane, io la
ringrazio suonandole un po di note con la mbira, piccolo pianoforte africano e
salutandola esclamo: pesce fritto e baccalà! lei mi guarda un attimo pensierosa
e risponde; ti amo e ti adoro come la pizza col pomodoro! penso…: dacci oggi il
nostro pane quotidiano!…carpe diem!…chi vuol esser lieto sia!…mo!…cogli la
prima mela!…cogli la prima mela? meglio alla fiera dell est con due soldi un
topolino mio padre compro! il suono della fisarmonichetta del ragazzo balcanico
mi riporta alla realtà!

socrate diceva che la sapienza comincia con la meraviglia…ecco a forza di
meravigliarmi la conoscenza continua a sfuggirmi. emozione o sensazione?
e cosi mangio la pizza fritta allenando i sensi, vista colore dorato, tatto olio
e superficie, olfatto aroma, gusto sapore e fragranza, morbida e croccante.
entro alla libreria kappa, una ragazza mi accoglie con gentilezza, inizio un
monologo sul cavaliere inesistente di calvino astolfo e socrate poi di seguito
sulla musica minimalista americana musica aleatoria di cage quella trance
nordafricana gnawa, i mantra le ninna nanne , il punk e il grunge, le suono un
po di note di mbira esco e arrivo al mare dove incontro tre ragazzi chiedo:
avete fatto filone? loro: si! che classe fate? seconda media! allora siete
ragazzi evoluti, ce l avete la terza elica? la terza che? quelle del dna? si!
stanno nascendo ragazzi con tre eliche nel dna.! mi sa che voi ce l’avete! sono
due ragazze e un ragazzo, guardo la giovane ragazza e dico hai le stelline ai
denti (apparecchio) lei sorride e mi fa un saluto tipo agli ordini, il nostro
dovere l'abbiamo fatto, e dice ci  ha mandati lui! e io chiedo lui chi? lui, il
maestro! abbiamo portato quello che avevi richiesto, il dono della parola. la
parola e’ un dono e per averla bisogna meritarsela! giochiamo a calcio con
commenti vari io suono la mbira camminando in mezzo al chiacchiericcio degli
altri che giocano a  pallone. delirio intellettivo.

ho provato cosi tante emozioni e sensazioni che sono già a letto per la
stanchezza. quarto più quarto meno, quarto e un quarto, quarto senza quarto
sostanzialmente va bene!
la mia elica gira vertiginosamente
mille coloratissimi soli
accendi lazzurro.
clic!


Ferdinando Renzetti

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martedì 5 dicembre 2017

Sadhana Forest - Piantiamo gli alberi


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Perché piantare un albero? Perché è più facile piantare 10000 alberi che chiudere una fabbrica. Ecco perché. Da in paio di giorni ho iniziato il mio periodo da volontaria a Sadhana Forest insieme al mio bambino di 4 anni. Un esperienza meravigliosa che consiglio a tutti. Queste persone stanno davvero facendo una grossa differenza, ed e' bello fare parte di in progetto cosi serio ed importante. Consiglio vivamente di dare una occhiata al link che segue  e fare una bella ricerca su internet - I’m here at Sadhana Forest, an amazing organisation that is rehabilitating land and creating food and water security in India, Haiti and Kenya. Their work is made possible exclusively by donations, and your support will go a long way! Please share and help spread the word!...


Potete contribuire in mille maniere, a cominciare dal condividere questo video: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1958428734375477&id=1467039383514417 


(Giulietta Blu - cir.informa@gmail.com)

domenica 3 dicembre 2017

"Sophia. La Sapienza Divina, la Donna, l’Anima e il Corpo" di Vincenzo Nuzzo - Recensione


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"Sophia. La Sapienza Divina, la Donna, l’Anima e il Corpo" di Vincenzo Nuzzo

In quest’opera l’autore si è dedicato ad un’illustrazione analitica (ma anche contemplativa) quanto più completa possibile dell’eterna figura archetipica e mitica della Donna divina (il Femminile divino), così come essa compare in diversi generi di trattazioni (metafisico-religiosa e sapienziale, filosofica, teosofica, teologica). L’immagine più pregnante e tradizionale di questa Donna è stata sempre quella della Sophia, ossia la Sapienza divina stessa. E tale identificazione trova peraltro in Platone uno dei primi ed anche più profondi espositori. Egli ci indica infatti nella Sophia quella Sapienza suprema con la quale coincide poi la filosofia stessa quale Eros della conoscenza (filo-sophia).
L’autore sottolinea però più volte che la raffigurazione più completa della Sophia va senz’altro riconosciuta nella metafisica religiosa gnostica ellenica (pre-cristiana), ebraica e cristiana. E per illustrarla egli si rifà al fondamentale testo di LMA Viola (La Gnosi Cristica Integrale) ed inoltre a diversi testi gnostici (specie i Vangeli e la Pistis Sophia). La sua aspirazione alla completezza del quadro presentato lo ha spinto però a prendere in considerazione anche altre raffigurazioni della Sophia, e cioè quelle proprie della Patristica greca, della Sofiologia russa (specie di Solov’ëv e Florenskij), della teologia (Grignion de Monfort), ed infine della filosofia moderna stessa (Edith Stein). In ogni caso la valenza centrale della Donna quale Sapienza divina è apparsa essere quella di via per la conquista della divinità da parte dell’uomo. Ed in questo la Gnosi fa effettivamente da dottrina insuperabilmente paradigmatica.
Nel contesto della riflessione connessa a tale complessiva esposizione di testi e tesi, si sono comunque delineate una serie di questioni critiche di notevole importanza. La principale di esse sta in connessione con la più precisa possibile definizione della natura della Sophia. La quale appare essere ben più trascendente di quanto non venga ammesso nella Sofiologia e soprattutto nella Mariologia cristiana.
In sintesi nella Sophia va sostanzialmente vista la natura femminile che (con tutti i dovuti limiti e prudenze) è da attribuire al Dio trascendente. E qui l’autore ha fatto peraltro notare le innegabili reticenze e gli occultamenti che in queste dottrine confondono non poco la vera identità della figura illustrata. Tuttavia egli ha fatto rilevare la necessità di attribuire il suo giusto valore anche alla dimensione immanente (carnale, personologica ed ecclesiologica) della Donna divina, così come essa viene sottolineata in queste ultime dottrine (con l’accento posto sul ruolo di intermediazione tra immanente e trascendente, che essa comunque svolge). Proprio in relazione a questo, l’autore ha anche sottolineato i rischi innegabili di un intendimento troppo letterale dell’ascesa umana alla divinità (così come esso si presenta nella Gnosi più estrema).
Rischi che la concezione più immanentizzante della Sophia relativizza sensibilmente.
Oltre a ciò l’autore ha anche evidenziato e discusso i vari aspetti della valenza della Sophia quale simbolo centrale dell’animicità nella sua dimensione corporeo-spirituale, ossia in definitiva quale espressione della sostanziale spiritualità del corpo e dell’intero essere.
E proprio in relazione a questo (specie grazie alla filosofia di Edith Stein), egli ha discusso le implicazioni che ciò ha per la definizione di quella che è senz’altro definibile come la specifica “anima femminile”; e ciò con tutte le implicazioni che questo oggi ha anche in relazione alla cosiddetta «questione femminile».
Nel complesso si può dire quindi che quest’opera si sforza di offrire un contributo il più appropriato, completo ed equilibrato possibile, alla riflessione su una tematica che abbraccia una grande varietà di aspetti (da quelli più metafisico-contemplativi e mistici, a quelli più religiosi, etici, esistenziali e civili). E ciò ha importanza anche in relazione alle così fuorvianti interpretazioni della femminilità che si sono diffuse nel mondo negli ultimi secoli.

sabato 2 dicembre 2017

Rimanere pedoni... per vivere!


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Dovrebbe essere facile, semplice, doveroso, indiscutibile e politicamente redditizio, rendere efficienti ed efficaci tutti i diritti dei pedoni (a 360°) perchè è la natura che fa nascere - TUTTE le Persone, ovvero il 100x100 - con gli arti inferiori; arti che, se usati nel modo giusto, fanno vivere in buona salute.

Pertanto, qualsiasi azione compiuta per il pedone ha valore − negativo e/o positivo − per il 100x100 delle persone.

Questa rappresentazione è stata stravolta e resa irriconoscibile nel vitale quadrante della mobilità perchè le persone preferiscono ottenere efficienti ed efficaci diritti come conducenti di mezzi propri con i quali agevolano i personali bisogni di mobilità: coprire le distanze nel minor tempo possibile scegliendo il cambio di velocità (con i vari mezzi propri).

Provaci ad avviare da qui il tuo ragionamento sulla riduzione dei morti stradali (feriti, incidenti, inquinamenti, legalità, illegalità, ecc.).

Coloro i quali vogliono rimanere pedone pretendono il rispetto delle regole attraverso la cultura della sicurezza stradale per educare alla convivenza civile: sono le parole dette e ridette, ma restano "piatti" i "mortigramma pedonali".

Provaci a pensare agli attraversamenti ritenuti spazio riservato alla mobilità pedonale, tutti realizzati a livello dei marciapiedi al fine di sostenere la cultura della sicurezza stradale per educare alla convivenza civile.

Provaci a pensare al passaggio sugli attraversamenti dei pedoni, legittimati al diritto alla difesa della loro Vita.

Vito De Russis - 
v.derussis@teletu.it
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n.q. presidente ADP, soggetto privato nella CCSS romana