Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

domenica 30 settembre 2012

Claudio Prajnaram: "L'amore come legante univerale"

 

 

L’Amore non ha bisogni, perché è libero da ogni aspettativa. Dall’amore mondano fiorisce l’Amore Cosciente. In questa fioritura e Presenza c’è sempre meno coscienza di separazione. Ciò che è vissuto è una continuità d’Amore e non è più la cosa vissuta che è essenziale. Non sono più gli atti o l’atto d’amore che sono importanti. E’ semplicemente l’Amore che è vissuto in tutto. La manifestazione può prendere diverse forme, ma ciò che è vissuto resta l’Amore; il cuore allora non è più dipendente dall’esterno.


Quando lo realizziamo, non possiamo più restare nella credenza che, lasciando che la mente controlli tutto, sarà possibile realizzare la propria ricerca d’amore, di Pace, del Sé… Quando siamo identificati con la mente, dietro ogni azione voluta, controllata da lei, si nasconde l’attesa, per quanto sottile.
E quando c’è attesa, c’è desiderio di arrivare, di ottenere… La coscienza rivolta verso l’oggetto esterno oscura il discernimento. L’essere 
non vive più libero da ciò che arriva, da ciò che desidera e che attende.

Finché c’è un io e un oggetto d’amore, c’è desiderio di possederlo, di unire l’io all’oggetto. Vivere l’Amore, la Pace profonda, la Pienezza, è non essere più separati, è realizzare che lo spazio tra l’io e l’oggetto è sofferenza o piacere, e ciò non è che una formazione mentale. Quando la mente tace, lo spazio, l’io, l’oggetto, sono assorbiti nella Pace.

L’ego riconosce che si sente pronto a lasciare la sofferenza, ma non è lo stesso per il piacere. Non c’è da fare lo sforzo o da accettare di staccarsi dalla sofferenza o dal piacere, perché quello non sarebbe che controllo. C’è semplicemente da restare tranquilli, senza aspettativa, senza volere; lasciare fiorire la Grazia. E’ il nostro vissuto della Pienezza, della Pace, dell’Amore che tutto riempie, che assorbe ogni attaccamento.

L’ego ha associato la sua ricerca d’amore al piacere e questa confusione del piacere-attesa che è legato al bisogno di essere amato, di essere riconosciuto, rinforza l’attaccamento al piacere. E’ quando viviamo la Pienezza che realizziamo che il piacere appartiene alla mente. Per molti è l’attaccamento più profondo e l’ego a volte crede di liberarsene rendendolo più sottile. Dietro il piacere la sofferenza è sempre in agguato. Il piacere associato al bisogno d’amore non può essere permanente e noi ne conosciamo la fragilità. Quando viviamo una totale espansione interiore, l’Amore assorbe il piacere. Non possiamo né desiderarlo, né cercare di appagarlo. Perché, pieno d’Amore, è scomparso. Ma non restano che parole quando è la mente che ascolta. E’ sperimentando, vivendo la nostra vera natura che conosciamo la Sorgente di ogni cosa.

Claudio Prajnaram

Appello di Vandana Shiva per la conservazione dei semi tradizionali



Cari “Guerrieri” dei Semi,
Grazie per aver aderito all' Alleanza Globale per la Libertà dei Semi e per aver contribuito al Rapporto Globale sui Semi.
Ci stiamo adesso preparando per i Quindici Giorni di Azioni per la Libertà dei Semi e non vediamo l'ora di ricevere da voi un calendario di azioni che avete intenzione di attuare durante queste due settimane.
Negli ultimi 2 mesi ho fatto un pellegrinaggio del seme in India e a livello internazionale al fine di evidenziare l'incipiente emergenza del seme. 
Il mio viaggio mi hanno portato in Bundelkhand e Vidarbha in India centrale, Ladakh nel nord dell'India, e sulle Ande per il Festival dei Semi Pachamama.
Vorrei ora andare nei prossimi giorni a Jharkhand nell' India orientale.
Sono sicura che ognuno di voi sta pensando ai prossimi passi per rafforzare i nostri movimenti in modo da aumentarne la diffusione e il numero.
Prepariamoci collettivamente per i Quindici Giorni di Azioni per la Libertà dei Semi dal 2 al 16 ottobre.
Nello spirito del Satyagraha (lotta non violenta) di Gandhi, abbiamo in programma di concentrarci in particolare sul 2 ottobre (anniversario della nascita di Gandhi), trasformandolo in una chiamata alla disobbedienza civile contro le leggi ingiuste sui semi e per dichiarare la nostra Libertà dei Semi.
Allego alcune idee per le azioni da svolgere durante i Quindici Giorni per Libertà dei Semi, non vediamo l'ora di pianificare  strategie e azioni comuni in modo da poter insieme  recuperare la nostra Libertà dei Semi.

Vandana Shiva


 QUINDICI GIORNI DI AZIONI PER LA LIBERTA DEI SEMI
2 Ottobre - 16 Ottobre 2012

Dal 2 ottobre (Anniversario della nascita di Gandhi), al 16 ottobre (Giornata mondiale del cibo), l'Alleanza mondiale per la libertà di semi sta progettando interventi intensivi per creare una risposta a livello globale da parte dei cittadini sulla questione della libertà dei semi che ci auguriamo possa agire come campanello d'allarme sia per tutti i cittadini che per i governi. Gandhi diceva: "fino a quando esisterà la superstizione che le leggi ingiuste devono essere rispettate, esisterà anche la schiavitù". L’umanità e le altre diverse specie sulla Terra, sono spinte verso una nuova forma di schiavitù del seme. Nello spirito di Gandhi, pertanto invitiamo a una disobbedienza civile contro le leggi ingiuste. Qui di seguito, si delineano una serie di idee per le azioni, che vogliamo sottolineare, sono solo un punto di partenza. Ci auguriamo di poter pianificare strategie e azioni comuni insieme una volta che la campagna per la libertà di semi sia divenuta più robusta e più incisiva. Inviaci il tuo calendario degli eventi e delle azioni da includere nel calendario globale in modo che insieme possiamo mobilitare la campagna Seed Freedom.
2 OTTOBRE 2012 (ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GANDHI)
Lancio dei quindici giorni di azioni per la libertà di semi.
(Le azioni devono continuare per tutta  la quindicina fino al 16 ottobre)
- Lancio mondiale del Rapporto Globale dei Cittadini sulla Libertà di Semi.
Il rapporto è stato preparato congiuntamente da più di 100 gruppi, reti e organizzazioni. In India, il rapporto sarà distribuito da Navdanya a Bhoomi, il Festival dellaTerra il 1 ott 2012
• 8 ottobre - Lancio del Rapporto Globale sui Semi e della Campagna a Maiorca, Spagna
• 9 ottobre - Lancio del Rapporto Globale sui Semi e della Campagna a Roma, Italia.
• 10 ottobre- Lancio del Rapporto Globale sui Semi e della Campagna a Parigi, Francia.
• 12 ottobre - Lancio del Rapporto Globale sui Semi e della Campagna a Stoccarda, Germania
- Disobbedienza civile a livello mondiale (azioni per il Seed Satyagraha) per la non cooperazione con i brevetti e i diritti di proprietà intellettuale per le sementi e contro le leggi che criminalizzano le varietà dei semi dei contadini e la conservazione e riproduzione dei semi da parte loro.
Esempi di azioni che possono essere svolte:
 Organizzare scambi e conservazione di sementi brevettate o varietà agricole che sono state "deregistrate".  Organizzare proteste, marce e incontri presso gli uffici delle multinazionali di sementi, di brevetti e gli enti governativi locali.
 Dichiarare una zona per la libertà dei semi all'interno della vostra casa, istituto, villaggio, comune o paese, dove non si riconoscano i brevetti sulle sementi.
 Invia una petizione al parlamento regionale e nazionale per annullare le leggi che violano la libertà di semi.
 Invita altri ad aderire all'Alleanza per la libertà di semi con la firma della dichiarazione per la libertà dei semi. (Allegato)
• 2 ottobre - manifestazione di protesta per la libertà di semi a Dehradun.
• 2 ottobre - raduno dei Giovani agricoltori a Bangalore.
• 2 ottobre- Meeting di Londra per l’apertura delle banche del seme organizzato da Food From The Sky, Londra, Regno Unito.
• 3 ottobre - Marcia per la libertà dei semi delle contadine e workshop con i leader globali dei gruppi di donne che promuovono la libertà delle sementi tra cui Francis Moore Lappe, Winona LaDuke a Dehradun, India.
• 9 ottobre - Incontro pubblico e Campagna per la libertà di semi a Roma, Italia.
• 10 ottobre - Incontro pubblico e Campagna per la libertà di semi a Parigi, Francia.
• 11 ottobre - Proiezione del film sui semi e sulle multinazionali delle sementi organizzato da COLABORA con un intervento di Vandana Shiva a Stoccarda, in Germania.
• 12 ottobre - Conferenza sulla sicurezza alimentare organizzata da Bread For The World a Stoccarda, in Germania.
16 OTTOBRE 2012 (GIORNATA MONDIALE DEL CIBO)
Azioni per la libertà dei semi e per la libertà alimentare
Esempi di azioni:
 Organizzare un workshop / conferenza, manifestazioni, marce, incontri per creare consapevolezza circa i legami tra la libertà dei semi, la libertà del cibo, la sovranità sui semi e la sovranità alimentare.
 Organizzare cene, pranzi e pic-nic nella tua famiglia, comunità o istituto a base di ingredienti provenienti da agricoltori che salvano e usano sementi organiche e libere creando la consapevolezza e la conoscenza sui legami tra sementi, alimenti e salute.
• 16 ottobre - Vasundhara - Raduno nazionale dei custodi dei semi e degli agricoltori biologici per celebrare i 25 anni di libertà dei semi e di libertà del cibo e per pianificare le azioni per i prossimi 25 anni a Dehradun, India
• 16 ottobre - Pasto per la Libertà organizzato da Navdanya al Café biologica a Delhi.

sabato 29 settembre 2012

Firenze, 7 ottobre 2012, giornata della disobbedienza civile contro gli OGM

Dipinto di Franco Farina
 
La Corte di Giustizia europea si pronuncia “il nostro paese non può impedire la coltivazione di varietà già approvate a Bruxelles”
Uno Stato europeo non può impedire la coltivazion
e di Ogm già approvati dalla Commissione europea. Lo ha deciso la Corte di Giustizia europea, ha assestato un duro colpo all’Italia, tradizionalmente contraria all’adozione di organismi geneticamente modificati sui propri campi.

La Pioneer Hi-Bred (appartenente al gruppo DuPont) nel 2008 non ottiene l’autorizzazione dal Ministero italiano delle politiche agricole per coltivare i suoi ibridi di mais gm, appartenenti alla varietà M810. Si tratta di una coltivazione a quei tempi già iscritta nel Catalogo Comune Europeo, ma vietata dal governo italiano perché ancora mancano le norme regionali di coesistenza e di salvaguardia delle specie autoctone e dell’ambiente. In base a questa carenza normativa, il Mipaaf decide per tutto il paese il “no agli ogm”, ma la Pioneer Hi-Bred avvia un contenzioso passato dapprima dalla Giustizia amministrativa, poi al Consiglio di Stato, e infine alla Corte di Giustizia europea.
Lo scorso 26 aprile l’avvocato generale Yves Bot, per conto della Pioneer, aveva già considerato illegittimo il provvedimento del Mipaaf , infine è arrivata la sentenza definitiva da parte della Corte di Giustizia europea, con una pronuncia completamente a favore della Pioneer.
Il diritto dell’Unione non prevede alcuna libertà per i 27 membri in materia di OGM. Se infatti l’autorizzazione accordata a livello Ue può essere contestata dal singolo Paese, sulla base di motivazioni scientifiche, rivolgendosi all’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, finora queste sono state, tendenzialmente, respinte. A quel punto lo Stato può ancora portare il caso all’attenzione degli altri Paesi, in sede di Consiglio, ma anche lì l’esito si è rivelato il più delle volte fallimentare.
Per lasciare più spazio agli Stati, la Commissione europea ha proposto di autorizzarli a presentare anche ragioni di ordine economico o sociale, e non più solo scientifiche, per contrastare il commercio e la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul proprio territorio. Non è detto, però, che l’Efsa si riveli più sensibile a questi argomenti.
Un vero cambiamento verrebbe, invece, dal riconoscimento del diritto degli Stati e dei territori all’autodeterminazione in materia.
 
Quell’autodeterminazione che la Rete delle regioni europee libere da OGM, riunite la scorsa settimana a Erfurt, in Germania, rivendica da tempo e che la presidenza danese dell’Unione, nel mese di marzo, ha provato, invano, a recuperare.
La proposta della Danimarca, che in sintesi punta a lasciare agli Stati la possibilità di limitare o vietare l’ingresso di organismi geneticamente modificati, è stata respinta, in sede di Consiglio, da un blocco di Paesi – tra cui Francia, Germania, Regno Unito e Belgio – e finora la nuova presidenza, cipriota, non ha ripreso l’iniziativa.
A Erfurt le regioni ‘OGM free’ hanno lanciato un appello: l’invito a una coalizione il più possibile ampia, che coinvolga consumatori, agricoltori, organizzazioni ambientaliste, per la libertà di scelta e la trasparenza in tema di organismi geneticamente modificati, a cominciare dal rivendicare norme comuni per l’etichettatura dei prodotti derivati, come carni e latte. Una battaglia non più rinviabile
Rimane urgente la problematica relativa all’applicazione delle coltivazioni Ogm nel nostro paese, fortemente orientato all’agricoltura biologica e tradizionale.
Non è infatti possibile garantire che una coltivazione sia biologica o tradizionale se poco distante è presente un campo coltivato a Ogm: le contaminazioni accadono facilmente, e il costo di eventuali barriere e controlli sarebbe insostenibile per un settore già in difficoltà.
 
L’Italia, insieme a Spagna e Svezia (e contro Belgio, Francia, Germania e Regno Unito), si è detta a favore di lasciare ai singoli Stati la libertà di adottare o meno gli Ogm sul proprio territorio.
Ma la sentenza a favore della Pioneer rende necessaria il prima possibile una normativa nazionale che regolamenti il settore.
Iniziative in difesa della propria sovranità alimentare si registrano in Tutta Italia.
Firenze si attiva e aderisce al progetto di DISOBBEDIENZA CIVILE per la Libertà dei semi tradizionali e del loro scambio.
Il 7 ottobre, in piazza della Signoria dalle 16:30 alle 18:30.
Accogliamo l’appello lanciato da Vandana Shiva e SeedFreedom
 
Gianni Principi
Lista Civica Voce alla Città
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Leggi anche appello della Rete Bioregionale Italiana per fare dell'Italia un'Oasi OGM Free:

venerdì 28 settembre 2012

Luciano Villa: "A Sondrio con il Lama il 6 e 7 ottobre 2012"



Cari Amici,

siamo onorati di presentarvi una opportunità esclusiva, quella di stare nella presenza e di ricevere i preziosi insegnamenti di un Maestro che ha raggiunto i più elevati gradi di formazione ed è particolarmente apprezzato per la sua grande gentilezza e chiarezza espositiva, invitandovi al nostro centro SABATO 6 (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17) e DOMENICA 7 OTTOBRE 2012 (dalle 9,30 alle 12,00), grazie ad una qualificata traduzione diretta dal tibetano in italiano, per il SEMINARIO  del Ven. LAMA GHESCE TENZIN TENPHEL: IL SENTIERO VERSO L’ILLUMINAZIONE, UN PANORAMA DELL\'INTERO SENTIERO VERSO L\'ILLUMINAZIONE SECONDO IL BUDDHISMO TIBETANO. IL SEMINARIO È APERTO A TUTTI E NON RICHIEDE IMPEGNI. Consigliamo di prenotare.

Il Ven. Lama GHESCE TENZIN TENPHEL, docente e direttore del Master Program di studi avanzati sul buddhismo all\'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia PI, ci illustrerà la vita del Buddha e gli insegnamenti di base del buddhismo, concentrandosi principalmente su tre aspetti fondamentali: l\'attitudine dell\'emergere definitivamente dalla sofferenza, la mente della compassione illimitata (bodhicitta) e la visione corretta della realtà (shunyata), focalizzando come sviluppare correttamente queste attitudini e come metterle in pratica. Oltre alle risposte a queste domande fondamentali, apprenderemo i metodi per trasformare i pensieri e le attitudini negative e come creare una mente gioiosa e positiva, con sessioni di meditazione guidate dal Lama e trasmissione del MANTRA di CENRESI, l’energia illuminata del Buddha della Compassione.

Proprio per offrirvi l\'opportunità straordinaria di ascoltare direttamente le parole di saggezza del Premio Nobel per la Pace vi invitiamo al PELLEGRINAGGIO con medico al seguito ai grandi INSEGNAMENTI di Sua Santità il DALAI LAMA in INDIA dal 24 al 26 dicembre a DHARAMSALA (la dimora di S.S. il Dalai Lama in esilio) e dal 7 al 10 gennaio 2013 a SARNATH VARANASI (dove il Buddha diede il suo conferì il suo primo insegnamento sulle Quattro Nobili Verità).


Luciano Villa, Graziella Romania ed Alessandro Tenzin Villa
CENTRO STUDI TIBETANI \"SANGYE CIOELING\"
SONDRIO, Via  Vanoni 78 B

mercoledì 26 settembre 2012

Bergamo, 7 ottobre 2012 - Giornata mondiale dei semi antichi



Carissimi

È con vero piacere che vi comunico e vi invito a partecipare alla Giornata mondiale dei semi antichi e dei salvatori di semi.
L'invito giunto da Vandana Shiva è stato raccolto dalla nostra associazione e messo in pratica dal gruppo locale di Bergamo.

Domenica 7 ottobre "dall'alba al tramonto" parleremo di biodiversità, lo faremo in modo particolare confrontando le nostre idee con quelle di altre associazioni, nostre ospiti, anch'esse impegnate nella salvaguardia della biodiversità.
Per Civiltà Contadina la biodiversità è intesa come insieme di saperi, di colture che in parte rievocano l'antica società rurale ma che vuole  proiettare (i saperi e le colture) nella nostra società odierna e lasciata in eredità alle generazioni future. diamo futuro ai nostri semi antichi.
Esistono semi che però non germogliano nella terra ma che con la Terra hanno molto a che fare, sono i semi delle idee di libertà, di quella libertà che sempre più ci viene negata.
Penso alla libertà di pensare che possa esistere un altro modo di intendere lo sviluppo, di usare le risorse che Gaia ci mette a disposizione. un modo diverso di vivere la vita che non sia incentrata sul guadagno ad ogni costo.. già ad ogni costo!

Approfitto  dell'occasione per stimolare una piccola riflessione. credo che sia opportuno iniziare a pensare ad un coordinamento dei responsabili dei gruppi locali che abbia lo scopo (tra i molti altri che potremo scoprire strada facendo) di creare eventi comuni.
Cosa ne dite?


Civiltà Contadina - Rossi Gianbattista <rossi.gb@tin.it>

Assemblea sull'ILVA al Teatro Valle di Roma il 29 settembre 2012

 
 
Assemblea Pubblica sull'ILVA al Teatro Valle di Roma

Dal luglio scorso la vicenda dell'Ilva di Taranto ha riportato al centro dell'attenzione un'evidenza tuttavia assente dalle riflessioni e dall'azione politica: l'urgenza e irrimandabilità di un processo di conversione ecologica del nostro tessuto produttivo. Quanto è accaduto e continua ad accadere a Taranto interroga in tal senso non solo una città, ma l'intero paese. Ci spinge a riflettere sulla gestione del territorio, sulle conseguenze ambientali e sanitarie di una politica industriale obsoleta e datata, sui diritti dei lavoratori e dei cittadini, sulle responsabilità della politica, sul futuro del comparto industriale nel nostro paese, sull'insostenibilità di un modello economico che deve essere rifondato avendo come basi giustizia ambientale e sociale.  

Vogliamo discuterne assieme ai cittadini di Taranto in una Assemblea Pubblica alla quale invitiamo a partecipare cittadini, lavoratori, studenti, organizzazioni sociali e sindacali.

Qui sotto i dettagli dell'iniziativa

* * *

ROMA @ teatro Valle
Sabato 29 settembre h.16

* * *
ASSEMBLEA PUBBLICA 

ILVA | Lavorare per morire? La salute non si contratta
 
Molti politici, esperti, giornalisti e tuttologhi hanno preso parola analizzando troppo superficialmente il problema e soprattutto senza proporre soluzioni efficaci.

Crediamo invece che solo partendo dai cittadini, dai lavoratori e quindi dal basso si possa intraprendere una strada capace di invertire radicalmente la rotta e crediamo che sia fondamentale in questi casi ripartire da dati esatti.

L’Ilva scuote. L’Ilva scalpita.
L’Ilva è un impianto vecchio obsoleto che la classe dirigente ha svenduto ai privati e che i Riva hanno deciso di sfruttare fino ad esaurimento.
L’Ilva esiste. L’Ilva è un problema reale. Serio.
È una bilancia che non perdona. Un peso due misure. Un ricatto.
Salute, lavoro.

Il 29 ottobre convochiamo un’assemblea nazionale 
sul tema dell’Ilva invitando il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
persone competenti in materia e tutti gli esseri umani che hanno a cuore il futuro delle loro città e della propria esistenza.
 
* * *
PARTECIPANO
 
Silvia Naccarati | Comitato Lavoratori Liberi e Pensanti - Taranto
Francesca Naccarati | Comitato Lavoratori Liberi e Pensanti - Taranto
Emiliano Ponzio | Comitato Lavoratori Liberi e Pensanti - Taranto
Lidia Giannotti | PeaceLink
Luciano Manna | PeaceLink
Giuseppe De Marzo | A Sud  
 CollettivoLab_Aut | Barletta
 Teatro Valle Occupato

martedì 25 settembre 2012

Imperia e la biodiversità rurale, 7 ottobre 2012 - Con Massimo Angelini e Roberto Brioschi


Cinciarella blu


Ciao a tutti, ecco il programma della manifestazione che si terrà ad Imperia domenica 7 ottobre , manifestazione che ci vedrà presenti insieme a Massimo Angelini (RSR e Consorzio della Quarantina).
Un invito affinchè partecipino i soci del Piemonte e della Liguria.
(Roberto Brioschi)


Nota Aggiunta: "Caro Paolo, anche questa è un'ottima iniziativa, Massimo Angelini è tra i più seri e preparati esperti di biodiversità d'Italia e non solo, io l'ho ascoltato anche in Svizzera, per le patate è il più grande conoscitore senza ombra di dubbio. (Teodoro)"




*BIODIVERSITA' RURALE, BENE COMUNE!*
*dibattito, convivialità e scambio di esperienze*

Domenica 7 ottobre 2012 dalle ore 16.30 in poi
CSA La talpa e l'orologio, Imperia


Secoli e secoli di un lungo e scrupoloso lavoro di selezione su frutta,
verdura e animali da allevamento hanno generato un'enorme quantità di
varietà e razze, tutte con caratteristiche molto differenti che le rendono
adatte al proprio territorio o a un utilizzo specifico.
Qualità che portano con se caratteri genetici unici, irripetibili ma anche
un forte valore culturale, un pezzo di storia delle comunita che per secoli
le hanno conservate.

Questo enorme patrimonio chiamato BIODIVERSITA' RURALE è oggi gravem
  ente minacciato da un mercato che permette la circolazione solo a poche e
omologate varietà moderne, "tecnologiche", ottenute spesso da incroci
forzati. Varietà spesso più produttive ma anche meno adattabili al
territorio, più vulnerabili da malattie e agenti atmosferici.
Tanto per fare un esempio sono 3200 le varieta di fagioli contate in italia
che rischiano di scomparire a discapito di quattro o cinque sementi
commerciali e "legali"!!
Ebbene si legali dato che a minare questo enorme patrimonio, questo bene comune, non vi è solo un mercato selvaggio che, a causa della globalizzazione e della omologazione, taglia fuori ogni nicchia, ogni particolarità. Ci si aggiungono pure norme europee che impediscono la commercializzazione di tutti quelle sementi non iscritte al: "Catalogo CE delle varietà di specie agrarie e ortive" la cui iscrizione è molto costosa e caratterizzata da lunghi passaggi burocratici, insostenibili se non per una grande multinazionale. Sono solo sette infatti le aziende produttrici di sementi in tutto il mondo, che ovviamente monopolizzano questo mercato.

C'è però chi non si arrende a tutto ciò, chi pensa che questo antichissimo patrimonio di cui disponiamo non vada perduto. Sono associazioni che lavorano sul territorio e con metodi diversi lottano in difesa della biodiversità. Associazioni come "Civiltà Contadina" e il "Consorzio dalla Quarantina" le quali si ritroveranno domenica 7 ottobre al C.S.A. la Talpa e l'Orologio per dare vita insieme a realtà locali a un pomeriggio di discussione su questo specifico argomento.*Programma della giornata:* - 16:30: inizio dibattito, parteciperanno:

Roberto Brioschi vice pres civilta contadina http://www.civiltacontadina.it/<http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.civiltacontadina.it%2F&h=nAQG6cXkl&s=1>

Massimo Angelini pres consorzio della quarantina e coordinatore nazionale rete semi rurali http://www.quarantina.it/<http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.quarantina.it%2F&h=eAQHIHzWk&s=1> http://www.semirurali.net/<http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.semirurali.net%2F&h=PAQFjmse9&s=1>

- 20:00: pizza e musica dal vivo; - per tutta la giornata: mercato del libero scambio dei semi... porta sementi e piante da scambiare!


......................

Pensiero di accompagno

"Quante persone considerano tuttora “dormire” unicamente una
funzione fisiologica! Sono stanche e si addormentano, esattamente
come mangiano perché hanno fame, senza avere coscienza che il
sonno – così come la nutrizione e come tutte le altre funzioni
fisiologiche – può essere vissuto ad un livello più elevato
rispetto al piano fisico. Potreste verificarlo voi pure se, al
momento di addormentarvi, prendeste l'abitudine di prepararvi
dicendo: «Signore, durante il sonno voglio istruirmi. Accettami
nella Tua scuola dell'amore, della saggezza e della verità,
affinché io impari a dare un significato sempre più ricco alla
mia esistenza!»
L'indomani, al risveglio, aprite gli occhi coscientemente e
incominciate per qualche minuto ad analizzare il vostro stato
interiore, i pensieri e i sentimenti che vi arrivano. Scoprirete
di aver ricevuto una soluzione ad un problema, delle
chiarificazioni su una questione che vi preoccupa. Non alzatevi
senza prima aver fatto questo esame!"
Omraam Mikhaël Aïvanhov

domenica 23 settembre 2012

Sassoon se ne va e polemizza contro i bloggers indefeli



Caro direttore,
le vicende riguardanti Beppe Grillo, il Movimento 5 Stelle e Gianroberto Casaleggio sono state ampiamente riportate dai media nei mesi passati, con una forte accelerazione nelle scorse settimane fino a oggi. Questa attenzione, di norma scarsamente informata, quasi sempre maliziosa e ostile, mi ha toccato marginalmente, ma non lievemente, in quanto socio della Casaleggio Associati. Poiché da oggi lascio la società, ritengo utile chiarirne i motivi, per evitare ulteriori distorsioni dei fatti.
I motivi sono due. Il primo riguarda la mia presenza, come socio di minoranza, nella Casaleggio Associati. I media hanno speculato in merito interpretando il mio ruolo come rappresentante di più o meno precisati «poteri forti» intenzionati a infiltrare, tramite la Casaleggio Associati, il blog di Beppe Grillo e, tramite Gianroberto Casaleggio, il movimento politico. In breve, non rappresento alcun potere forte, né in generale né nello specifico, né ritengo che alcun potere forte si senta rappresentato da me. La prova del contrario la lascio ai maliziosi interpreti che si sono finora beati nel richiamare fantasiose teorie complottistiche degne di romanzi d'appendice più che di una stampa seria e informata.
Non conosco Beppe Grillo, non ci siamo mai incontrati né scambiati telefonate, mail o sms. Non ho partecipato alla gestione del suo blog in seno alla Casaleggio Associati, dove non ho mai ricoperto cariche operative; non ho mai avuto a che fare con il Movimento 5 Stelle, con il quale intrattiene relazioni il solo Casaleggio nelle forme e nei modi da lui stesso ripetutamente chiariti anche su questo giornale. Lascio la società perché i miei interessi personali e professionali sono altrove, ma anche per spezzare il filo delle speculazioni interessate. Mi auguro che serva.
Il secondo motivo è ben più grave e si sostanzia in una valanga apparentemente inarrestabile di diffamazioni e calunnie di violenta intensità, basate su ancor più farneticanti teorie del complotto, che sono apparse e continuano ad apparire in blog e siti di diversa connotazione: da quelli di ispirazione esplicitamente nazi-fascista a quelli di tendenza diametralmente opposta (come i Meet Up di supporto a Grillo) passando per una varietà di blog e siti di varia natura che vanno dai circoli vegetariani a club politici o territoriali delle più diverse tendenze. In questi luoghi la teoria assume i toni foschi del complotto pluto-giudaico-massonico di memoria zarista e hitleriana. L'attribuzione di rappresentante dei poteri forti origina da qui, per assumere contorni decisamente deliranti e razzisti.
Dal mio cognome ebraico si è risaliti a una famiglia con lo stesso nome che operava 250 anni fa nella Compagnia delle Indie che commerciava in droghe e spezie con Cina e India: tanto basta per vedermi associato, un quarto di millennio dopo, a una «potente dinastia di narcotrafficanti». E non si parla di un pazzo isolato: sono decine i siti che riportano queste piacevolezze, associandomi volta a volta a Bilderberg, Massoneria, Mossad, Illuminati, Lobby delle multinazionali, circoli esoterici e altre amenità di questo tipo da far impallidire Dan Brown o l'Umberto Eco del «Cimitero di Praga».
La cosa è seria e va avanti da anni senza che alcuno di questi luoghi di indecenza ne sia mai stato chiamato a rispondere, sotto il profilo della controinformazione e della legge. La questione che va qui sollevata, al di là di quella strettamente personale, è quella della Rete. Luogo democratico per eccellenza, al quale chiunque può accedere per dare voce alle proprie opinioni, può diventare arena di violenza incontenibile, diffamazione incontrastabile, vera e propria delinquenza mediatica.
Il primo punto è dunque come fare in modo che si salvaguardi la libertà di opinione ed espressione con la necessaria tutela di chi, per un motivo o per l'altro, venga preso di mira con intenti diffamatori e, nel caso in specie, anche razzisti. Ma i fatti non si fermano qui, perché la teoria del complotto dei poteri forti, che va avanti in Rete da almeno quattro anni, da un paio d'anni a questa parte è stata acriticamente assunta anche dai media «ufficiali», ossia radio, televisione e carta stampata. Avevo erroneamente giudicato tutto sommato sgradevoli ma innocui quei siti e blog, prevedendone un progressivo declino in funzione della palese idiozia dei riferimenti e argomentazioni.

Mi sono dovuto ricredere quando due anni fa, nel numero 5/2010 di «MicroMega» è stato pubblicato un articolo di una ventina di pagine che riprendeva le elucubrazioni reperibili in Rete, rielaborandole in modo apparentemente neutrale e dando loro un crisma di credibilità. Da lì a filtrare nella stampa «ufficiale» il passo è stato breve. Il teorema dei poteri forti è stato da allora ossessivamente riproposto, sempre in totale assenza di verifica alla fonte, spesso senza nemmeno modificare espressioni e terminologia di altri articoli e servizi, in un trionfo di «copia e incolla». Di recente, ad esempio, ho avuto il dubbio privilegio di sentirmi associato su La7 dal direttore di Rai4 Carlo Freccero ai poteri forti e al Bilderberg, per la felicità degli ospiti presenti. Altri, come l'ex politico Gianni De Michelis, hanno dichiarato a Radio24 che certamente dietro al successo di Grillo si ritrova la «destra americana». Decine di articoli e servizi televisivi hanno sostenuto e sostengono ogni giorno il teorema dei poteri forti dediti a infiltrare il Movimento, non si sa bene se per legittimarlo o delegittimarlo. Un'informazione distorta e malata, che impone una seria riflessione.
Enrico Sassoon


Notizia inviata con l'applicazione CorrieredellaSera.it per Android

sabato 22 settembre 2012

Doriana Goracci: "Sporcarsi le mani per salvare la vita....."



Bisogna sporcarsi le mani e dobbiamo dominare l’economia e con essa sporcarci le mani 24 ore su 24: Lo dice Paolo Barnard, non io, che non sono nessuno e ho 9 anni in più di questo giornalista. Conclude nella sua solita maniera molto personale ed accattivante, perchè cattiva senza misura, che ci si deve cimentare con l’ economia.

A me viene un po’ da ridere e un po’ da piangere. Per anni nei corridoi  nelle piazze nella Rete del Movimento e pure di un partito che diceva di rifondarsi, tentavo di spiegare che l’ economia non è una cosa difficile da capire, era pure domestica.Ho parlato e scritto di banche e carte di credito, di borsa e recinti delle grida, nel corso di questi anni…ho messo la faccia, non avendo titolo e in ogni caso ” Vola l’economia della morte“. A più non posso perchè il cielo è sempre più blu.

Le mani sono sporche quando si lavora, a casa e fuori, la terra. Te ne raccontano così tante fino a toglierti anche la voglia di sognare… Tutti giù per terra.



Bisogna sporcarsi le mani.
 L’economia mi annoia, è un peso sullo stomaco, è grigia, è persino squallida in talune istanze. Ma oggi mi occupo solo di quella, come un forsennato. Ecco perché.Io sono un uomo che fu segnato da un destino: non essere indifferente all’ingiustizia, alla crudeltà, alla sofferenza che entrambe generano. A poco più di vent’anni partii per la mia guerra al male. E fin lì tutto era ok. Oggi ho 54 anni. Per quasi un quarto di secolo la mia guerra fu tutta sbagliata. Non per colpa mia. E’ un fatto istintivo che quando ci si schiera dalla parte del bene si è buoni, e si fanno le cose buone, belle. Cioè, amare, soccorrere, indignarsi, darsi agli altri, esaltare la compassione, incitare la solidarietà, e mischiarsi ai tuoi simili buoni e belli, le ‘belle anime’.E allora ci furono gli anni di Amnesty e della lotta alla tortura nel mondo, l’incontro coi sopravvissuti del Cile e della Turchia. I tavolini in città per le firme.


Poi lo slancio per la Palestina, in piazza coi compagni e i reportage per smuovere il pubblico contro i crimini sionisti. Nel frattempo ci si infilavano giorni e notti con i disagiati sociali e i senza dimora, lotte nelle strade, cosa incredibili per essere accanto a quelli che nessuno vuole. Che amicizie, che episodi da groppo in gola, cose, volti, momenti ben oltre la poesia, altro che poesia. L’Aids mieteva i miei coetanei, scoprivo la disumanità degli ospedali e del rapporto con la morte e i morenti. Anni di fianco a loro, anche qui, scontri feroci con sindaci, amministratori e primari, e di nuovo, fiumi di vita che nessun film saprebbe mai raccontare… i miei medici ammalati…

Incrocio Padre Alex Zanotelli, Don Arrigo Chieregatti, gli uomini di Dio ‘illuminati’, le marce della pace, la denuncia del debito che uccide l’Africa, sì al commercio equo solidale, io, Paolo Barnard di Report, ci metto la faccia e la telecamera, ce la faremo!, ora c’è anche Don Ciotti con noi, e Grillo. Ma anche Gherardo Colombo di Mani Pulite, insieme, alle conferenze, siamo carisma liquido e la gente fiocca a noi. Io contro la Guerra al Terrorismo, la mia ricerca negli archivi segreti straccia il velo che copre le sembianze ributtanti dall’Amico Americano. Gherardo porta il rispetto delle regole e la Costituzione ai bambini, ai pensionati, con una serenità che muove il cuore.

Bello eh?Inutili poveri sciocchi, tutti noi, io, me, loro. Scoprirlo dopo tanta vita e impegno fu tragico per me. Chi è il Vero Potere? Nessuno di noi lo sapeva, neppure lontanamente. Dove sta? Cosa fa? Perché esso non si cura mai, mai, mai, mai e neppure per mezzo istante di ciò che tutto quel mondo così bello e buono fa, farà e ha sempre fatto?

Risposta: perché siamo anime belle che danzano armati di tanta aria, carta velina, colori, sospiri, pensieri, tramonti, lacrime, stelle filanti, stelle cadenti e fuochi fatui. Ma anche avessimo i partiti, i parlamenti, le televisioni, la polizia, i palazzi, saremmo ugualmente innocui per loro. Loro sanno che tutto è innocuo al mondo per loro, tranne una cosa. Tranne UNA, che “annoia, è un peso sullo stomaco, è grigia, è persino squallida in talune istanze”.

L’economia. Tranne l’economia. Quella la temono, e il terrore che il Vero Potere cova in segreto è che l’economia gli scappi dallo scrigno e si sparga per le strade, dove la gente la potrebbe raccogliere, guardare dapprima come un coso alieno, poi magari capirla, aiutati da qualcuno, e magari dominarla, e sì!,

DOMINARLA, USARLA, E DIVENIRE I VERI PADRONI DEL MONDO E DEI PROPRI DESTINI. Noi, la gente. Di questo e solo di questo hanno il terrore i padroni del mondo. Noi, quelle belle anime, non l’avevamo capito. Non avevamo compreso che l’economia data o sottratta decide ogni singola vita umana su questo pianeta come null’altro può deciderla.Lo compresi finalmente.

Se voglio davvero, ma DAVVERO, salvare il mondo dalla sofferenza e dalla crudeltà io devo sporcarmi le mani con quella cosa grigia, tecnica, fredda come la morte, pesante, che si chiama economia.

Non c’è altra strada. Addio groppi in gola, serate fra compagni, occhi lucidi nel pubblico, addio fiumi d’amore spendibili subito, colori e feste dei giusti, addio a voi tutti anime belle, il volto di questo giornalista giacobino è ora la faccia di chi scandisce percentuali di PIL e Bilanci Settoriali.

Ho dovuto sporcarmi le mani, e devo continuare a farlo. Se vogliamo salvare l’amore, la democrazia, la dignità anche fra le mura familiari, i poveri, l’Africa, le leggi, i diritti costituzionali, e i sofferenti, se vogliamo fermare il mostro globale del potere di pochi sullo strazio o sull’apatia di miliardi di altri,  dobbiamo dominare l’economia e con essa sporcarci le mani 24 ore su 24.Non c’è nulla al di sopra, è il punto d’arrivo di qualsiasi lotta per l’umanità del vivere, tutto ciò che gli sta sotto, o di fianco, o da altre parti è inutile. E io oggi sono qui.

Doriana Goracci

venerdì 21 settembre 2012

Le bufale di Paolo Attivissimo e le stelle cadenti dell’11 settembre 2001

Stelle cadenti - Collage di Vincenzo Toccaceli
  

L'articolo http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2012/09/paolo-attivissimo-le-bufale-in-liberta.html  ci ha  procurato varie email con esternazioni di entusiasmo, quasi come un tifo da stadio, circa il fatto che Attivissimo, il conosciutissimo “cacciatore di bufale”, ha deciso di non intervenire più nelle polemiche e nelle risposte a coloro che sostengono che la “versione ufficiale” sugli attentati dell’11 settembre 2001, non sia veritiera. A proposito di questo mio articolo, devo effettivamente chiedere scusa ad Attivissimo per averlo io attestato come “laureato”, mentre a quanto sembra non lo è affatto. Succede.

In ogni caso, leggendo, al contempo, i numerosissimi commenti, sia in calce all’annuncio di Attivissimo pubblicati nel suo blog (http://atti(vissimo.blogspot.it/2012/09/lundicesimo-11-settembre.html) che gli altrettanto numerosi commenti pubblicati nel Sito di Luogocomune  (http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4080), in calce ad un breve articolo di Massimo Mazzucco che sottolineava e irrideva la fuoriuscita dalla contesa di Attivissimo, definito una Fata turchina che appare e scompare a piacimento, si può facilmente constatare come si siano formati, e non solo nel web, due opposti e irriducibili schieramenti: da una parte i cosiddetti debunkers o cacciatori di bufale, e dall’altra i cosiddetti “complottisti”, termine ambiguo e fuorviante che vorrebbe indicare tutti coloro che sospettano un “complotto” dietro certi fatti e avvenimenti, ma che invece meglio sarebbe definirli, ovviamente riferendosi a quelli più seri, “thruthers” ovvero cercatori della verità.

Due opposti schieramenti che, proprio come in un tifo da stadio, si affrontano e si offendono reciprocamente, con inusitata veemenza. E questo non va bene, perchè queste due attitudini: chi diffida e mette in dubbio e chi invece crede alle versioni ufficiali emanate dalle autorità costituite, dovrebbero collaborare ai fini di una seria indagine finalizzata alla ricerca della verità.

Questa violenta contrapposizione, invece, in definitiva fa il gioco di chi non vuole che si affrontino serie e approfondite indagini.

In un ottimo articolo di Luciano Fuschini, titolato “Complottismoe pubblicato sul  giornaledelribelle.com, si fanno delle puntualizzazioni e delle asserzioni veramente opportune, come ad esempio: “Quello che viene chiamato spregiativamente complottismo è niente altro che l’esercizio dell’intelligenza critica che non si accontenta delle versioni ufficiali, sapendo che le vere motivazioni degli eventi sono molto spesso tenute nascoste. Purtroppo è frequente che nella ricerca di ciò che sta sotto ci si avventuri in ipotesi bizzarre che finiscono con lo screditare anche gli approfondimenti seri”.

E’ proprio quello che anche noi stiamo sostenendo da anni: bisogna sempre diffidare e quindi fare le pulci alle cosiddette “versioni ufficiali” emesse dal potere costituito perchè il “complottare”, il mistificare, il raggiungere certi scopi per vie non sempre lecite e comunque mascherate, è purtroppo una attitudine insita nell’uomo e questo sia a livello personale della sua vita privata  che, tanto più, a livello di Organizzazioni e di Stati.
Le stesse guerre, in definitiva, sono spesso iniziate con delle false flag, delle provocazioni che consentono a chi ha deciso la guerra di scatenarla presentandosi come “vittima” e il nemico come un aggressore.

Ed altrettanto, però, bisogna diffidare da tesi precostituite, da facili sillogismi, dalle teorie  del sospetto non comprovate e quindi verificare, in ogni suo aspetto, la verità e la fondatezza di quanto ci viene illustrato.

Sempre Luciano Fuschini, nell’articolo citato, smonta per esempio, con poche e precise asserzioni, la bufala in circolazione, per cui il famoso sbarco sulla luna del 1969 sarebbe un falso. Non bisogna farsi ingannare da argomentazioni solo apparentemente convincenti, ma ogni informazione e tesi proposta vanno verificate attentamente. Al contempo bisogna diffidare dai facili sillogismi come quello, per esempio, recentemente circolato, che siccome Neil Armstrong, uno degli astronauti che sbarcarono sulla luna, non ha voluto giurare sulla bibbia di esserci veramente stato, ergo quell’evento fu un falso. Sono queste notizie devianti che non necessariamente possono essere messe in relazione con l’indagine che si sta affrontando. Diverso ovviamente sarebbe il caso, aggiungiamo noi, che si volesse contestare il materiale fotografico che accompagnò e seguì l’impresa lunare, per il quale molti dubbi che in parte fosse stato taroccato ci sono effettivamente.

Un'altra informazione, aggiungiamo noi, che andrebbe attentamente verificata, ma che ci sembra alquanto “deviante”, è per esempio quella che l’11 settembre, negli uffici che poi vennero colpiti dall’aereo che si schiantò sul Pentagono, si stava affrontando una delicata verifica per la quale si sospettava un colossale ammanco nelle spese di bilancio di quel ministero. Sono informazioni queste che circolano nel web  e su cui i cosiddetti “complottisti” si gettano a capofitto, spesso rimanendo vittime della loro faciloneria e entusiasmo e consentono poi ai “debunkers” di smontarle e deriderli. Ora noi non sappiamo fino a che punto questa notizia possa essere veritiera, ma in mancanza di una seria verifica e di un suo approfondimento, bisognerebbe sempre non prenderle in considerazione.

Diverso per Lucinao Fuschini il caso delle “scie chimiche”, per il quale egli afferma che ci sono dei riscontri evidenti della loro esistenza, ma fino a quando non si intraprende una indagine a tutto campo per verificare di cosa effettivamente si tratta, non ci si deve lasciare andare a fantasticare di chissà quali manipolazioni genetiche o complotti esse nascondano. Ed anche queste asserzioni ci trovano concordi, mentre invece constatiamo, con sgomento, che “complottisti” convinti del complotto sulle scie chimiche e “cacciatori di bufale” che al contrario gli sbattono in faccia l’evidenza di fenomeni del tutto naturali anche se “strani”, si affrontano con assurda veemenza e poca sostanza scientifica.
Tornando all’argomento ben più serio dell’11 Settembre, bisogna fare alcune necessarie considerazioni perchè la “versione ufficiale” emessa dalle Amministrazioni americane, intendendo per “versione ufficiale” tutto quell’insieme di dichiarazioni e informazioni e soprattutto gli studi tecnico scientifici commissionati a vari organismi, non convincono affatto ed anzi fanno acqua da tutte le parti.

Di conseguenza ci sono varie domande molto importanti e pertinenti che devono ancora trovare adeguate risposte. Tanto per darne un idea, qui ne avanziamo solo alcune, come ad esempio:

1. E’ un fatto che, volenti o nolenti, gli attentati dell’11 settembre, quali un attacco agli USA da parte di terroristi arabi, ha indubbiamente consentito agli Stati Uniti di intraprendere una serie, tra l’altra illimitata, di guerre di aggressione contro tutti quegli Stati che, ad arbitrario giudizio del governo americano, sostengono il terrorismo. Quando poi constatiamo che i cosiddetti terroristi arabi, piloti da baraccone, deambulavano negli States da un paio di anni, attentamente seguiti, ma indisturbati dalle Intelligence statunitensi; che le loro presunte responsabilità negli attentati, con tanto di foto, sono state in pochissimi giorni sbandierate dalle Intelligence americane, indice questo di un precostituito capro espiatorio;  che copie del corano, di bandane, di manuali di pilotaggio, di deliranti testamenti e passaporti con tanto di foto, sono stati, ma guarda un  pò, miracolosamente ritrovati tra le macerie e gli incendi di quei disastri o lasciati dentro qualche opportuna valigia;  che oltretutto, stranamente, non c’e una normale videoripresa che ritrae questi dirottatori mentre quella maledetta mattina si imbarcavano sugli aerei da dirottare; che invece altre loro foto e video mostrateci è stato recentemente dimostrato che furono “ritoccate”; che ben 4 aerei dirottati svolazzarono indisturbati ed alcuni addirittura passeggiarono per un tempo esorbitante con strani e contorti itinerari prima di abbattersi sui loro obiettivi, senza che un caccia si sollevasse ad intercettarli; che proprio quell’11 settembre erano in programma una serie eccessiva di esercitazioni, che una volta messe in atto potevano confondere gli schermi radar e le normali misure di difesa aerea; che invece di riscontare sacrosanti incriminazioni tra chi era tenuto a garantire la sicurezza dei cieli americani, troviamo sospette “promozioni” ed altrettanto nessuna responsabilità giuridica viene avanzata contro coloro che costruirono e garantirono le Torri Gemelle così incredibilmente crollate provocando migliaia di morti; quando constatiamo tutto questo, non è azzardato affermare che qualcosa in quegli attentati non convince.

2. Le spiegazioni tecnico scientifiche fornite per quel genere di crollo di due torri colpite da aerei e conseguente incendio causato dal Kerosene e di una terza torre, non colpita da aerei, ma  analogamente implosa e con un crollo simmetrico in caduta libera, tutte con struttura in acciaio, venute incredibilmente giù contravvenendo a ogni passata esperienza pratica e addirittura alle leggi della fisica (un corpo in caduta dovrebbe seguire la linea di minore resistenza), sono contorte, forzate e assurde. Del resto, anche volendo passare per stupidi e quindi accettare gli studi che accompagnano la “versione ufficiale”, i quali cercano di spiegare come sia stato  effettivamente possibile quel genere di “cedimento strutturale”, stiracchiando tabelle su tabelle onde dimostrare quando e a che calore l’acciaio potrebbe cedere e quindi provocare altri cedimenti alla struttura in acciaio delle torri, anche prendendo per buone queste ricostruzioni (ed ovviamente buone non lo sono affatto), basterebbe la sola osservazione che questo fenomeno, mai verificatosi nella storia ingegneristica di questi edifici e sia pure con qualche caratteristica diversa, si sarebbe poi dovuto ripetere in altri due edifici attigui, e questo è veramente un insulto alla umana intelligenza.  Ma oltretutto non vengono adeguatamente spiegati alcuni fenomeni, come per esempio le pozze di acciaio fuso che ha continuato a bruciare per settimane nel sottosuolo; alcune colonne di acciaio stranamente piegate, ma non incrinate e altro ancora e quindi  necessita, quanto meno, una vera indagine tecnico scientifica di ben più specializzato e convincente studio.

3. Ci si spieghi e dimostri come furono tecnicamente possibili le telefonate dai cellulari in volo e per quanto riguarda l’aereo UA93, fatto cadere in Pennsylvania, dicesi dagli stessi passeggeri, perchè le foto di quella strana buca formata dalla caduta, non mostrano evidenti resti, alcuni dei quali, invece, furono trovati a circa 14 Km. di distanza e altri poi vennero successivamente e miracolosamente dissotterrati.

4. Ci dimostrino come furono tecnicamente possibili le manovre del boeing 757 che si schiantò sul Pentagono: quel suo virare e poi volare quasi raso terra; il suo non sconvolgere il tratto di percorso finale verso la facciata del Pentagono, tutti fenomeni questi apparentemente impossibili per un grosso aereo e con quella struttura aerodinamica. E ci dimostrino come potè un pilota arabo improvvisato ed inesperto eseguire quelle manovre e a quella velocità.

5. Sempre di questo aereo del Pentagono ci mostrino le riprese video di zona sequestrate, quelle che pur dovrebbero, almeno in parte, averlo ripreso e ci spieghino come fu possibile che l’aereo si disintegrò dentro l’edificio, compresi i suoi enormi e quasi indistruttibili motori, passando per quel buco di ridotte dimensioni che si vede nelle foto scattate pochi secondi prima che crolli la facciata (rimasta miracolosamente con le finestre intatte) e come potè proseguire la sua corsa distruttiva dentro l’edificio stesso. E le sue ali, dicesi staccate al momento dell’impatto, dove sono finite? Le spiegazioni pseudo tecniche fino ad ora fornite, non sono affatto convincenti.

6. Ci spieghino adeguatamente come fu possibile ricostruire il DNA di tutti i passeggeri dell’aereo caduto in Pensylvania ripescandone i resti dal fondo della buca dove evidentemente si erano infilati nel terreno; ed analogamente il DNA dei passeggeri di  quello schiantatosi nel Pentagono, che per giustificare il suo disintegrarsi dentro l’edificio si è dovuto ipotizzare che si era quasi liquefatto trasformandosi in palla di fuoco.
Queste sono solo alcune domande che una qualsiasi persona intelligente dovrebbe avanzare e quindi verificare se le risposte fornite sono adeguate ed esaustive, e a tutt’oggi non lo sono, altro che “complottismo”.

E qui si devono fermare i “complottisti”, pardon i “thruthers” o cercatori di verità, perchè poi, allo stato delle conoscenze, con l’impossibilità di affrontare negli Stati Uniti una vera e corretta indagine e perizie di ogni genere, non è possibile ricostruire quello che effettivamente accadde, come vennero progettati, pianificati ed eseguiti quegli attentanti. Avanzare ipotesi in questo senso, significherebbe mettere nelle mani dei “cacciatori di bufale” facili argomentazioni per confutarle.


Maurizio Barozzi

(Fonte:  Rinascita)

giovedì 20 settembre 2012

Teodoro Margarita: "Melissa è anche un fiore...."

Storia di una melissa Il 19 maggio 2012 esplodeva un ordigno tra il tribunale di Brindisi e l'Istituto Falcone-Morvillo di Brindisi, una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, dilaniata dallo scoppio moriva. In tutta Italia si organizzavano proteste, manifestazioni, lo sdegno giusto di un paese che quando vuole sa essere presente e sa partecipare agli eventi che riguardano la vita civile di tutti. Anch'io, presso la mia scuola, l'Istituto Comprensivo "Giovanni Segantini" di Asso, alla prima occasione pubblica possibile ho cercato di dare il mio contributo per onorare la memoria di questa giovane e per contrastare la ferocia criminale che così spesso insanguina le strade di questo nostro Paese. La mia proposta, mettere a dimora una pianta di melissa nell'aiuola adiacente la nostra scuola con una targa, una scritta a ricordo, è stata accolta e votata all'unanimità dal Collegio Docenti, eravamo in maggio. La mia intenzione , coniugare con un nome ed associare la primaverile età di questa ragazza ad una pianta aromatica apprezzata e celebrata fin dalla remota antichità, era , è, anche quella di profumare il nostro ambiente scolastico, la melissa cresce bene e non teme nemici, si sviluppa facilmente ed i suoi fiori candidi attirano le api, il nome stesso "melissa" in greco antico vuol dire ape. Sapendo che da anni è in atto una moria sistematica di questi preziosi impollinatori, non si sa con certezza a chi attribuire la frase, vera sicuramente " Quattro anni dopo la scomparsa delle api assisteremo alla scomparsa del genere umano." a Rudolf Steiner o Albert Einstein, in ogni caso avrebbero affermato il giusto. Siamo in settembre, l'estate è trascorsa. L'iter burocratico per mettere a dimora questa piccola pianta è stato adempiuto. La piantina è là? Presso l'aiuola a lei destinata? Nossignori, non ancora. Si vede che la melissa deve avere dei nemici personali, ci hanno fatto sapere dal comune che la "melissa è una pianta infestante" e dunque si riservano di decidere sulla sua piantumazione. Si teme che possa invadere con la sua prorompente vivacità. Mah, non mi sono fatto prendere dallo sconforto ed ho posto mano ad una ulteriore delucidazione da inoltrare sempre per vie gerarchiche alle autorità competenti: esiste, presso la nostra scuola già un'aiuola ben delimitata, la melissa si può mettere a dimora colà senza problemi di ulteriori infestazioni. Io tante cose ai colleghi, alla mia DS non le posso esternare, ma mi è venuta una tristezza addosso. I miei occhi e spero anche quelli di qualche altro mio concittadino osservano e vedono colline, qui attorno, il versante destro del Lambro totalmente e pervasivamente invaso da miriadi di villette, quella che era una collina è diventata groviera per casette , alcune delle quali, per nulla tali anzi c'è un casermone ancora disabitato, per ogni dove c'è cemento, si continua a costruire ed il paesaggio diviene desolatamente squallido, spoglio e sempre più simile ad una periferia urbana che mai. Ma la melissa è "infestante". Testuale. Mi devo consolare citando un testo, " Enciclopedia del verde. Piante e fiori dalla A alla Z" Fabbrideee 1999, a pagina 209, alla voce Melissa "Poichè producono semi in abbondanza , i fiori della melissa andrebbero cimati prima che la semente si disperda; durante la fioritura poi, l'esemplare diventa veramente spoglio e trae beneficio da un taglio radicale (d'altra parte così potrete anche tenere lontane le api che gradiscono il nettare prodotto in estate)." Ecco, vi rendete conto? Quanti e pericolosi nemici debba mai affrontare una melissa ? Persino testi di giardinaggio le danno addosso, vorrebbero addomesticarla, irregimentarla, costringerla. Era proprio il contrario di quanto avevo cercato di esprimere in collegio docenti a maggio. Che mille melisse fioriscano e possano crescere libere e moltiplicarsi, che le api possano tornare a saziarsene beate , che si compia la gioiosa metamorfosi tra la esuberanza vitale di ragazze in fiore ed una primavera civile, ricca di polline democratico. Che possano invece svanire, allontanarsi sia la criminalità più becera ed assassina che le devastazioni edilizie ad essa molto spesso connesse. Vado a prepararmi un bell'infuso di melissa, nel podere di Cranno ne ho piantata tanta, che mi infesti pure, i monaci medioevali, usavano disporla ai quattro angoli, i punti cardinali del loro hortus conclusus, la melissa attira gli impollinatori e quindi è indispensabile in qualunque orto, nel mio non l'ho messa solamente a nord, sud, est ed ovest ma dappertutto. Per finire, da anni sono solito donare ad ogni alunna di nome Melissa l'omonima pianticella, è sempre stata gradita e mi vien riferito che godono di ottima e gioviale salute. Melissa Bassi, giovane brindisina, io te ne ho già messe a dimora tante e certamente ti stanno sorridendo, fiorite. Teodoro Margarita

mercoledì 19 settembre 2012

Barricate in arrivo... per una nuova politica civica!



Caro Paolo D'Arpini,
qui sotto trovi il comunicato che ti chiedo di diffondere, ma questa volta ti chiedo di più: di scaldarlo con la tua partecipazione. Abbiamo i giorni contati (28) per raggiungere l'obbiettivo di raccogliere 15.000€, questa mattina appena lanciato l'appello sono arrivate subito le prime donazioni e io sono convinto che se mettiamo in moto la catena 3000 amici che possano mettere 5€ li troviamo. Italo Campagnoli


Stiamo cercando di dare vita a una nuova rivista mensile di informazione indipendente.

Un'informazione fatta dai cittadini per i cittadini, che possa parlare a tutti, in maniera libera e incondizionata, di ciò che si muove attorno a noi: politica, democrazia, volontariato, cultura, ambiente. Il periodico contiene anche un inserto dedicato ai ragazzi da 8 a 12 anni circa.

La rivista si chiama Barricate - l'informazione in movimento. In allegato trovate una breve presentazione e una copertina con alcuni argomenti trattati nel numero zero.

Il numero zero è pronto, ma per poter sostenere i costi della stampa e della distribuzione, e cioè per far partire il progetto, abbiamo bisogno del contributo di tutti, non disponendo di alcun tipo di finanziamento. Dobbiamo mettere insieme almeno 15.000 euro.

Abbiamo deciso di chiedere la vostra pertecipazione tramite il crowdsourcing on line, un sistema attraverso il quale è possibile fare una donazione a partire da 5 euro.


Il link è www.kapipal.com/barricate Vi chiedo, se potete, di diffondere questo appello.
Abbiamo solo 29 giorni a disposizione (ma molta fiducia!)

Italo Campagnoli - italo.campagnoli@tin.it


martedì 18 settembre 2012

Arrigo Colombo: "Sovranità popolare e permanenza in Parlamento, ridotta per tutti..."

Azione performativa di Fulgor Silvi


Sovranità popolare e permanenza in Parlamento



La campagna condotta da Renzi per svecchiare il PD non dev’essere banalizzata.

Dietro ad essa v’è il malcostume di persone che restano in parlamento per decine d’anni, quando non per una vita intera;

v’è l’idea che i notabili di un partito debbano essere e restare in parlamento; così come le maggiori cariche di partito.



Questa permanenza protratta o perenne equivale ad una forma di dominio, ad una presa di possesso di quella che dev’essere solo una rappresentanza temporanea della sovranità popolare; quindi ad una elisione della stessa.

Ricordiamo che ad Atene, la prima e più esemplare forma di democrazia, le magistrature duravano un solo anno, e non potevano essere reiterate; che per evitare ogni captazione della volontà popolare venivano tirate a sorte.



La permanenza in parlamento dev’essere ridotta per tutti:

ad una sola legislatura; o al massimo a due (nel PD è ora a tre, il che vuol dire 15 anni) senza possibilità di deroga per i notabili.

Dopo di che si continuerà a lavorare nel partito, sia nell’elaborazione di programmi e progetti, nella preparazione di leggi, e soprattutto nel contatto con la gente, nel suo coinvolgimento politico, nel processo di superamento dell’attuale disinteresse.



Cui potranno conferire:

sia le elezioni primarie, in cui i cittadini scelgono i candidati;

sia il mandato imperativo (attualmente proibito dalla Costituzione) che fa l’eletto responsabile di fronte al Collegio, cui deve rendere conto almeno mensilmente della sua attività; in cui il Collegio viene coinvolto, nella discussione, nelle proposte, nella decisione;

sia con la possibilità che la ridotta permanenza in parlamento offre a molti cittadini di potervi esercitare la rappresentanza.



I notabili resteranno in parlamento tanto quanto gli altri membri del partito; il partito agirà come un corpo unico, in stretta coesione, senza privilegi; e il livello politico comune si eleverà.

Prof. Arrigo Colombo



Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce

lunedì 17 settembre 2012

Gianni Penazzi: "Può la decrescita aiutarci a superare la crisi?" - Incontro con Maurizio Pallante a Lugo di Romagna il 28 settembre 2012

Foto di Gustavo Piccinini


Può la decrescita aiutarci a superare la crisi?

Spesso si confondono i concetti di decrescita e recessione, come se fossero due modi per esprimere la stessa idea. Se, invece, si ripristina la distinzione tra il concetto di bene e il concetto di merce e se ne individuano le relazioni possibili, si capisce che la crescita misura il valore monetario delle merci scambiate nel corso di un anno indipendentemente da ogni valutazione sulla loro utilità: dal fatto che siano o non siano beni. Ciò consente di far emergere la vera essenza della decrescita, come diminuzione della produzione e del consumo di merci che non sono beni e come aumento della produzione e dell’uso di beni che non sono merci. Di conseguenza si riesce a capire che lo sviluppo delle tecnologie che consentono di ridurre gli sprechi, ovvero il consumo di merci che non sono beni, è l’unica strada possibile per superare la crisi e creare occupazione utile in attività produttive utili, per recuperare un rapporto più equilibrato tra la specie umana e le altre specie viventi, per costruire relazioni interpersonali basate sul dono e la reciprocità, per rafforzare la resilienza delle comunità umane alle conseguenze dei cambiamenti climatici, alla riduzione delle disponibilità e agli aumenti dei prezzi delle risorse non rinnovabili. Di capire che bisogna produrre e consumare meno e meglio.



LA GRANDE DECRESCITA

Incontro-seminario con MAURIZIO PALLANTE

VEN 28 SETT 2012 ALLE ORE 19,30 ALLE ORE 23,30

SALA ASSEMBLEE CENTRO SOCIALE IL TONDO

LUGO DI ROMAGNA (RA)



Con il prof Pallante si giunge alla XVI’ edizione de IL DELIRIO DELL’ECONOMIA.

Il tema della decrescita è divenuto talmente cruciale da giustificare la ripresa dell’argomento per la terza volta, dopo l’incontro con Achille Rossi (Della Sobrietà felice. Il mito del mercato), e di Serge Latouche (Le vie della decrescita).



In tempi non sospetti Achille Rossi ci ammoniva: abbiamo conferito al sistema economico un’im­portanza indebita che ci ha fatto precipitare in un grande fallimento e in una paurosa crisi di civiltà.

Con Serge Latouche si è tentato di fare uscire il martello economico dalle nostre teste, cioè di decolonizzare l’immaginario occidentale, oramai pervaso dall’economicismo sviluppista. E’ stata elaborata una critica del cosiddetto “sviluppo sostenibile”, espres­sione sibillina

profondamente contraddittoria, rappresentando l’estremo tentativo di far soprav­vivere lo sviluppo, cioè la crescita economica, mistificazione del benessere dei popoli.



Insieme al prof Pallante affronteremo alcuni interrogativi rimasti aperti: è possibile che i maggiori problemi ambientali e sociali del nostro tempo siano dovuti al modello di crescita illimitata ed ai suoi effetti collaterali (vedi Fukushima)?

Siamo ancora in tempo ad avviare una strategia di decrescita, incentrata sulla frugalità, sul senso del limite, sulle “8 R” (riciclare, riutilizzare ecc.) per tentare di rispondere alle gravi emergenze del presente?



Organizzazione:

M.I.R.

LUGO CITTA’ D’EUROPA

PRO LOCO

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Info: giannipenazzi@infinito.it