Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 23 febbraio 2018

Parma, 1 marzo 2018 - Scambio di semi al Mercato delle Genuine Produzioni della Mercatiniera


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In concomitanza con il Mercato delle Genuine Produzioni della Mercatinieragiovedì 1 marzo 2018 avrà luogo l'incontro di scambio dei semi, presso la Casa Cantoniera di Parma.

Siamo tutti invitati a portare con noi semi di varietà orticole e floreali, marze da frutta, racconti e narrazioni delle nostre coltivazioni.
L'intento è stimolare non solo gli orticoltori, ma anche chi fa del proprio balcone un piccolo polmone verde, a produrre la semenza dalle proprie coltivazioni, così da tramandare varietà e conoscenze che la selezione industriale sta rendendo sempre più rare, e salvaguardare la biodiversità, in natura e nel nostro piatto!

Ricostruiamo le tradizionali reti di scambio gratuito e dono di semi e conoscenze.

Incontriamoci!

Vi aspettiamo a partire dalle 17:00 alla Mercatiniera di Parmapresso la Casa Cantoniera di via Mantova 24.
Aperitivo con i prodotti del mercato
> Piccola biblioteca in consultazione con libri, fanzine, articoli, opuscoli per arricchire le nostre chiacchiere (portate i vostri materiali!)

Evento facebook presente sulla nostra pagina
https://www.facebook.com/events/174545073062646/


Un seme è storia della nostra Terra,
da raccogliere, diffondere
curare e tramandare
SCAMBIAR SEMI ...
scambiar semi è lanciare una proposta, è un atto di protesta
scambiar semi è una forma di resistenza, è pura sopravvivenza
scambiar semi è azione per qualcosa, è reazione contro qualcosa
scambiar semi è mettersi in gioco, è spendere poco

Scambiar semi è tutto ciò che uno ci vede dentro
perchè nell'ascolto, nell'incontro e nella diversità
come un seme, il cuore, lo si trova al centro
questa giornata non è altro che un’opportunità

La Mercatiniera - 
assembleamercatiniera@lists.riseup.net


mercoledì 21 febbraio 2018

"Khymeia". The pagan folk - Recensione di Ferdinando Renzetti



Durante questo mio viaggio in Hirpinia ho ascoltato il concerto di un gruppo di
ragazzi hirpini che si ispirano alle antiche culture del Sannio e non solo.

Dal libretto del loro secondo album "khymeia"

Emian Pagan Folk
KHYMEIA
“C’è stato un tempo in cui uomini e donne straordinari trasmettevano la
conoscenza di sé e del Mondo attraverso le 7 arti sacre: religione,
architettura, pittura, danza, scultura, teatro e musica. Da Atlantide fino a
Babilonia, dall’Egitto all’India, dall’Europa fino al Nuovo Mondo.... Ovunque
questi uomini e queste donne si prodigavano affinché l’Umanità non dimenticasse
mai da dove provenisse o dove fosse destinata a ritornare. Ogni giorno della
loro vita era dedicata alle 7 arti sacre. Tra questi Iniziati, così li
chiameremmo oggi, c’erano gli Alchimisti, coloro che volevano tramutare il
piombo in oro. Il loro linguaggio ermetico (criptico) venne frainteso da coloro
che ignoravano la sua reale origine e molte informazioni furono dimenticate,
molte altre fraintese. Il significato alla base di questa trasformazione è
indagare nel cuore di sé stessi, per cercare il vero senso della propria
esistenza sulla terra e per ridare ancora luce alla scintilla divina che giace
in ognuno di noi. Trasmettere ciò e molti altri segreti fu l’obiettivo reale di
questi Grandi Maestri.


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KHYMEIA, dall’arabo al-khīmiyya che vuol dire “chimica”; dal greco
χυμεία che vuol dire “fondere”, “unire”;
dall’egiziano al kemi che vuol dire “l’arte egiziana”, questo il lavoro al
quale essi dedicavano la loro intera vita. Nel mio lungo peregrinare ho
incontrato molte persone ed oggi mi ritrovo faccia a faccia con quattro giovani
consacrati alla settima arte.


Facendo ricerca essi provano a riportare alla luce l’antica formula alchemica,
rivelandola poco a poco attraverso l’unione di melodie lontane tra loro ma che
entrano in simbiosi in un modo inusuale ed allo stesso tempo naturale. Dalle
calde terre del Mediterraneo fino al freddo nord, realizzano la loro fusione,
l’atanor è rappresentato dalle voci e dagli strumenti che utilizzano. Il
compito di interpretare questo messaggio dipende interamente da voi! E se il
loro lavoro non è puro, il Grande Maestro il Tempo deciderà per tutti.
Umilmente al vostro servizio, B“

From Celtic to North-European culture, from medieval ballads to shamanic
singing:
EMIAN Pagan Folk music combines North and Mediterranean folk
languages, enrapturing the listener with an enchanting song, taking him to snowy
peaks, enchanted woods, along Scandinavian fjords. Their music makes him
discover his deepest ego, archaic feelings, bringing him back
to the ancestral harmony with the universe


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Recensione di Ferdinando Renzetti

martedì 20 febbraio 2018

Mondeggi Bene Comune - Resoconto dell'Assemblea Collettiva del 27 gennaio 2018


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Quanto segue è la sintesi dei lavori condotti in assemblea aperta sabato 27 gennaio 2018 a Mondeggi e delle proposte che ne sono emerse, le quali, andrebbero accolte e ridiscusse in libertà all'interno dei momenti che ogni rete locale Gc ritiene più opportuni. Senz'altro, considerata la partecipazione ed il contesto, quelle che seguono sono da ritenersi le proposte più attuali che sono fin qui state elaborate in merito alla difesa di Mondeggi bene comune come articolazione della campagna lanciata anni fa da Gc “Terra Bene Comune”.

Un'ultima e necessaria premessa è quella sulle energie: il calendario delle attività progettate da MBC è fitto e spazia in ambiti molto diversi fra loro: dai momenti di autoformazione, alle occasioni di proposta e aggregazione, senza dimenticare la programmazione del prossimo incontro nazionale del 27-29 aprile, che il nodo fiorentino “Jerome Laronze” si è proposto di ospitare. A ben vedere, fino a giugno è un po' un casino. Questo per anticipare come nel territorio di Firenze e provincia abbiamo già mosso nuovi e ulteriori passi, e che siamo già da tempo attivi a sviluppare quei contenuti che ci contraddistinguono partendo sempre dal basso. D'altronde è innegabile che, al fine di una lotta che si preannuncia lunga, è per noi più che mai necessario sentire una solidarietà concreta da tutto il movimento, che si traduca nel fondere gli sforzi per creare un precedente di valore inestimabile in questo paese. Noi presidianti saremo ovviamente a disposizione al fine di riuscire a divulgare notizie sulla situazione: ciononostante per noi è essenziale continuare ad operare sul territorio. Questo significa che saremo costretti nei mesi futuri a dosare le energie e gli spostamenti, senza escludere a priori nessuna delle proposte di intervento o degli inviti che eventualmente saranno girati.

Di per sé, l'incontro è stato pensato innanzitutto per aggiornare quante più persone possibile a proposito della situazione, che continua a rimarcare la frattura e la completa assenza di dialogo fra la custodia popolare e le istituzioni, più che mai intenzionate a veder la faccenda chiusa con la dismissione a privati della tenuta, con o senza il parere della popolazione, attraverso l'uso di ogni canale e mezzo a disposizione.

Conseguentemente abbiamo aperto l'incontro con una complessa e dettagliata rassegna dei molti ambiti in cui presidianti e comitato Mondeggi Bene Comune sono già da tempo impegnati: dallo stato delle lavorazioni agricole, ai rapporti con le istituzioni locali; dalle iniziative di divulgazione intraprese nel territorio, alla comunicazione verso l'esterno; dagli sviluppi delle azioni legali, all'appello ai docenti reperibile sul blog.

Una volta sviluppati da parte nostra questi contenuti come premessa alla giornata, già sul finire della mattinata è sorto un primo iniziale dibattito che ha messo in luce delle strade per certi versi affascinanti, anche se di difficile realizzazione, dal momento che più che azioni, appaiono percorsi, intraprendibili solo con continuità e dedizione. Ne sintetizziamo i contenuti:

- la scrittura di racconti e la trasmissione di consapevolezze su come, al cambiare dell'agricoltura, sono mutati anche i luoghi e i territori da molteplici punti di vista: le lotte e le rivendicazioni territoriali non sorgono unicamente dalla volontà di pochi di ribellarsi, bensì da una visione e gestione della terra meramente estrattivista
- unire i diversi territori in un'unica causa per il Bene Comune articolando in un nuovo contesto le battaglie e le rivendicazione locali
- concentrare tutta l'attenzione di Gc su Mondeggi e la sua difesa: ciò sia dal punto di vista economico, sia da quello legale, senza tralasciare la comunicazione e l'inchiesta. L'obiettivo dunque si rivela essere la difesa di un'esperienza contro un sistema, a cui evidentemente questo precedente grava e da fastidio. Secondo la maggior parte dei presenti il valore dell'occupazione è tale da interessare il coinvolgimento di tutte le reti nazionali in un'unica campagna di difesa. Ciò dal momento che Mondeggi può essere interpretato come un precedente appunto, un esempio ci si augura anche per molti altri territori.
- è stato anche immaginato un lavoro di mappatura trasversale di altri luoghi di campagna, il cui abbandono condiziona lo sviluppo e la desertificazione culturale, sociale e lavorativa di una fetta di territorio. Queste potrebbero divenire occasioni appetibili a coloro i quali volessero intraprendere esperienze analoghe di custodia popolare. In tali situazioni, ogni rete locale di Gc dovrebbe esser preparata a supportare un ogni modo un nascente gruppo, al fine di espandere le occasioni e i luoghi di lotta.
- infine è stata esplicitata la necessità di infittire la comunicazione con chi del movimento non si sente parte o non lo conosce: divulgare non significa necessariamente confrontarsi in dibattiti con sostenitori di una causa piuttosto che un'altra. Avere disponibili, stampare localmente e diffondere volantini e materiali può essere alla portata di tutti coloro che lo desiderano: noi ci muoveremo in tal senso.

*

A partire dalla ripresa del dibattito nel pomeriggio, l'assemblea si è impegnata a sviluppare alcune delle tematiche emerse, che è possibile sintetizzare in 3 grandi filoni: la custodia popolare di Mondeggi, la relazione fra i diversi territori e le lotte comuni, e infine l'incontro nazionale GC di aprile.

1) CUSTODIA POPOLARE
  1. difesa:
    La domanda da cui si parte è: come supportare Mondeggi e difenderla dalla tentata vendita e dal rischio di sgombero?
    Le proposte emerse sono molto numerose:
    - Appello alle reti locali Gc per far conoscere Mondeggi e quello che sta succedendo il più diffusamente possibile;
    - muoversi per ampliare il coinvolgimento anche a livello nazionale delle università e delle istituzioni. Si ricorda come il fatto che ci siano esponenti del mondo accademico che hanno sostenuto Mondeggi firmandone l'appello, abbia influito fortemente sulla credibilità e la comunicabilità del progetto soprattutto al di fuori dei nostri circuiti;
    - si immagina di allargare l'appello anche ai singoli individui (raccolta firme) per esempio nei mercati delle reti locali;
    - non dimenticare che è in corso la campagna elettorale > sfruttare il momento per fare pressioni e far emergere la critica alle scelte politiche che si stanno portando avanti: se l’opinione pubblica si esprime positivamente su quello che è Mondeggi e per la sua difesa, può avere delle influenze (ricordiamo che su scala locale il comitato Mondeggi Bene Comune sta girando per i circoli della zona a illustrare il progetto e lo stato dei lavori);
    - è stato consultato il bilancio 2018 della città metropolitana di Firenze dov’è prevista l’entrata di 15 milioni dalla vendita di Mondeggi: viene proposto un ricorso alla Corte dei Conti ipotizzando un danno erariale rispetto a un mancato introito dovuto alla svalutazione esagerata di Mondeggi. Si nota inoltre che la Città Metropolitana non riesce a spendere annualmente quello che ha a disposizione, per cui che necessità c’è di alienare Mondeggi e altri beni pubblici che stanno subendo lo stesso destino di privatizzazione?

    Per quanto riguarda la difesa operativa del presidio:
    - raccolta di numeri di telefono e mail da mobilitare in fase di emergenza sgombero;
    - pressioni sui possibili acquirenti (analisi e ricerca dati);
    - creare una cassa denunce (il 10 aprile inizia il processo con 17 imputati tra occupanti ed ex occupanti): si propone di chiedere un contributo alla cassa nazionale Gc;
    - trovare contatti/competenze per riuscire a far passare Mondeggi sulle reti mainsteam;
    - trovare un modo perché il supporto a Mondeggi sia visibile sia a livello locale che nazionale (bandiere/striscioni da appendere ai balconi, flash mob, cortei contemporanei a livello nazionale, moltiplicazione delle esperienze di occupazione agricola…);
    - lavorare sulla comunicazione per trovare un modo per far emergere un racconto positivo di quello che si sta facendo a Mondeggi > deve diventare un modello facilmente comunicabile.
    - proposta di legge popolare. Adesso c’è solo la legge per gli usi civici che non è applicabile al caso di Mondeggi. Su questa proposta si crea un po' di dibattito, viene riportata l’esperienza di Gc che ha lavorato a lungo su una proposta di legge popolare sull’agricoltura contadina che è poi stata cestinata da 4 governi diversi, senza contare che spesso finisce che la legge viene approvata ma non si fanno mai i decreti attuativi, lasciandola solo sulla carta. Si ricorda poi com’è andata a finire la lotta per l’acqua bene comune. La considerazione che emerge è che sono percorsi che sono comunque possibili solo con la forza dei numeri e la conseguente pressione che può fare.
  2. Continuità:
    Sono emerse da parte dei presidianti di Mondeggi alcune necessità in cui sono carenti:
    - trovare moderatori per gestire assemblee anche grandi e partecipate;
    - viene chiesto supporto a chiunque abbia competenze in merito per infoltire il team legale che si è formato a supporto di Mondeggi;
    - viene chiesto supporto a chiunque abbia conoscenze/competenze per allargare anche il gruppo comunicazione, che al momento conta poche persone. In particolare cercano aiuto per il lavoro grafico, per i contatti con giornalisti e altre figure che lavorino nell’ambito della comunicazione, per la distribuzione dei materiali, etc...
  3. Riproducibilità:
    - da parte di Mondeggi si sottolinea come lo scopo non sia quello di difendere unicamente l’occupazione della fattoria senza padroni, anzi, si teme il fatto che tutto si riduca all’idolatria di una singola situazione. Quello che si auspica, la vera vittoria che si cerca, è che nascano altre esperienze simili in tutto il territorio nazionale.
    L’altra faccia della medaglia è che Mondeggi è una messa in pratica di una serie di principi che vengono teorizzati da più parti, Gc in primis e che la difesa collettiva di questa esperienza è allo stesso tempo uno stimolo essenziale alla sua riproduzione: Mondeggi al momento è un esempio per tutti, ed è la riuscita della difesa stessa di questa esperienza che può diventare rilancio e stimolo per tanti altri che vogliano intraprendere percorsi simili. Ciò dimostrerebbe a tutti di avere alle spalle un sostegno forte e la presenza di tante persone che ci aiutano a difendere i nostri spazi, rendendo la prospettiva di occupare per riappropriarsi della terra e dei mezzi per mettere in atto una scelta di vita legata a principi agroecologici diventa un’alternativa possibile;
    - una possibile idea è il lavoro di formazione per occupare le terre e difendere la riappropriazione.

2) PROBLEMATICHE LOCALI E LOTTE GENERALI

All’incontro c’erano diverse persone dalla Valle degli Elfi, la loro domanda principale è stata se c’è la voglia di creare un movimento che vada oltre Mondeggi e Gc: è stato proposto di creare un manifesto cercando i punti comuni tra tutte le varie realtà rurali e decidere dove vogliamo arrivare assieme. Abbattere le differenze e arrivare a creare un movimento che racchiuda tutti i movimenti partendo dal presupposto che è l’unione che fa la forza.
- Si è proposto anche di creare una lista di realtà/associazioni che possono essere interessate alla problematica della possibilità pratica di una vita alternativa legata alla ruralità, nei vari modi in cui questo può essere inteso;
- si è proposto di realizzare un video di sensibilizzazione rivolto a chi è fuori da certe realtà fatto con interviste a persone che hanno fatto certe scelte di vita in cui ognuno di noi racconta il suo perché.

Il popolo degli elfi sta inoltre organizzando un incontro di socializzazione a luglio a cui siamo tutti caldamente invitati.


3) 27 – 28 – 29 APRILE: INCONTRO NAZIONALE GC

  1. Gli interventi ruotano attorno all'idea di porre prima dell’incontro nazionale un quesito, che poi si discuta in plenaria dopo il lavoro delle singole reti. Che quesiti vogliamo porre per il prossimo nazionale?
    Anche alla luce della mancata partecipazione di molte reti locali Gc, da più parti si è risollevato il dubbio del senso stesso di partecipare a Genuino Clandestino e di impegnarsi per organizzare e partecipare a un nazionale ogni 6 mesi. Di conseguenza il punto forte che è emerso durante questo incontro è: vogliamo essere movimento o raccoglitore di reti locali? Che pratiche vogliamo mettere in atto? Vogliamo che Gc rimanga caratterizzato solo dai mercati contadini o vogliamo andare più in là? Vogliamo o non vogliamo fare un movimento? E di conseguenza, cos’è/cosa intendiamo per movimento? Ci si è chiesti cosa vuol dire allargarsi, si è ricordato che Gc è un fatto di reti, non è centralizzato e nessuno può parlare a suo nome. Si è ribadito che il valore principale rimane sempre quello territoriale, da cui emerge poi quello nazionale. Restando all’interno di questi presupposti c’è l’esigenza di interrogarsi sugli strumenti ci diamo per intervenire sui problemi che abbiamo, riconoscendo che oggi le reti non aggregano più come qualche anno fa. Una proposta è stata quella di provare a concentrare il lavoro delle singole reti su 1 o 2 temi e pratiche, nello specifico cercare di creare in ogni rete esperienze come Mondeggi per diffondere la pratica di riappropriazione e l’agricoltura contadina.
    Come nodo fiorentino si è deciso, viste alcune perplessità emerse per com’è andata l'assemblea plenaria negli ultimi incontri, di provare una nuova modalità e organizzare la plenaria all’inizio della tre giorni e non alla fine, in modo che da essa possano venire le linee di indirizzo su cui poi i tavoli lavoreranno. Si è inoltre proposto di dividere la plenaria in 3 momenti: uno in cui prendano la parola i tavoli, uno in cui prendano la parola le reti e uno in cui prendano la parola i singoli individui.
  2. È nata una discussione rispetto alle priorità che ci si deve dare al nazionale e al metodo organizzativo. Si osserva che da più parti si è vissuta un’insofferenza per il fatto che il lavoro dei tavoli tematici e tecnici prendono troppo tempo rispetto alla plenaria, si sente che c’è bisogno di più tempo per discutere temi più politici. La proposta declinata quest'oggi è di trovare un momento in cui parlare di terra bene comune/accesso alla terra/creazione di comunità/pratiche mutualistiche, magari aprendo un tavolo dedicato e decidendo di sospendere tavoli che al momento sono arenati e improduttivi per dare la possibilità a più persone di partecipare a questa discussione.
    Un’altra proposta, su cui subito sono emersi forti dubbi, è stata quella di eliminare del tutto i tavoli a questo nazionale e dedicare tutto il tempo a questi temi in un assemblea unica. Si ricorda che c’è un documento che si è iniziato a rielaborare in passato sull’accesso alla terra. Si sollevano dei dubbi in quanto è importante che ci sia almeno un momento di restituzione del lavoro svolto nell’ultimo semestre dai tavoli che avevano dei lavori in sospeso. Si sottolinea poi che è anche importante riconoscere che in diversi territori c’è bisogno di affrontare temi diversi in momenti diversi.
  3. Il corteo/fiaccolata serale del 28 è una delle proposte emersa già qualche tempo fa: potrebbe essere un momento in più a disposizione per impattare le consapevolezze in città. Su quali temi costruire la manifestazione del 28?
    - Si parte dalla necessità di creare un corteo largamente partecipato, di portare in piazza molte persone, ricordando che una manifestazione, in una città come Firenze, potrebbe essere un momento centrale. A questo proposito le prospettive che si sono confrontate sono due: incentrare il corteo prioritariamente alla difesa di Mondeggi (perché in risposta alle emergenze si riesce a catalizzare molte più persone); oppure incentrarlo su una piattaforma più ampia, al fine di coinvolgere il maggior numero di persone e gruppi possibili senza correre il rischio di chiamare solo compagni per difendere una singola esperienza di occupazione.
    Al di là di queste due differenti prospettive (alla fine si tratta solo di incentrare il lancio principalmente su una o l’altra cosa) i temi su cui dovrebbe essere costruito il corteo sono condivisi: le parole d’ordine principali sono la difesa dei beni comuni, l’autodeterminazione territoriale e la difesa di forme di vita contadine come mezzi pratici e immediati per opporsi al modello di sviluppo capitalista che crea la catastrofe ecologica dentro cui viviamo e le nocività che si abbattono su tutti noi, come mezzi per l’autodeterminazione alimentare e l’accesso popolare a un cibo genuino. Pratiche che passano attraverso la creazione di comunità, le lotte territoriali e le scelte di vita ispirate a principi agroecologici e della ruralità; l’opposizione alla svendita di quello che è definito patrimonio pubblico, ma che è in realtà Bene Comune da gestire appunto in modo comunitario partendo dall’autodeterminazione dei territori e dalla difesa della diversità contro un omologazione centralizzata, totalitaria e imposta dall’alto. La sfida è conservare e supportare le diversità creando al contempo un unione trasversale per la loro difesa, secondo la visione per cui ogni specifica lotta con i suoi mezzi e le sue declinazioni è una parte del tutto che va rivoluzionato.
    Si solleva la perplessità della scelta dell’orario, se il corteo è serale ci potrebbero essere problemi logistici. Viene proposto di spostarlo a domenica mattina (ma in programma ci sarebbe il mercato contadino della tre giorni), ma viene anche sottolineato che non sarebbe il primo corteo serale a chiamata nazionale e che se uno vuole partecipare e sente il tema importante, questi non dovrebbero essere impedimenti. Può essere vero ma bisogna pensare meglio all’eventuale organizzazione del pernottamento.
    Si sottolinea come al di là della scelta se incentrarlo su Mondeggi o su una piattaforma più allargata, l’importante è il lavoro di coinvolgimento e di costruzione del corteo che ci aspetta nei prossimi mesi. Si propone di girare più realtà possibili sul territorio nazionale per lanciare il corteo > si chiede a tutti di coinvolgere le realtà di cui si fa parte/con cui si è in contatto per organizzare un calendario di incontri.
    - Si invitano tutte le reti di Gc e tutte le realtà interessate a far girare l’appuntamento (appena pronto il manifesto) e a parlarne e pubblicizzarlo in ogni assemblea/iniziativa/mercato possibile
    - Si invita tutti quelli che hanno contatti a cercare di coinvolgere anche altre reti interessate ai medesimi temi (Rive, decrescita, ecc.)
    Si è proposto di contattare zerocalcare per la grafica (ovviamente appena decise le parole d’ordine e il testo del manifesto).


Ringraziamo nuovamente tutti i partecipanti all'incontro,
quanti hanno letto fin qui,
chi diffonderà il significato,
chi si metterà al lavoro insieme a noi
chi già lo ha fatto,
magari scrivendo queste righe,
magari altro che ancora non sappiamo.

a presto nuove
i Presidianti per Mondeggi Bene Comune

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Contrade: Storie di ZAD e NOTAV - Recensione


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Ciao a tutti, è finalmente pronta la traduzione in italiano del libro CONTRADE: storie di ZAD e NOTAV,  scritto dal Collettivo “Mauvaise troupe”, edizioni Tabor.
Questo libro non è solo un asettico memoriale di due delle più importanti esperienze di lotte di questi ultimi anni (una delle quali sembra ad oggi avere definitivamente sconfitto il “mostro”), ma è una potente “vista dall'interno”, un racconto plurale e collettivo come le lotte stesse di cui si parla. E' un racconto delle emozioni e delle vite di chi queste terre in lotta le coltiva, le lavora, le passeggia, le occupa, le ama, le attraversa e respira, in una parola di chi le abita.

Dalla lotta contro l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes 
al movimento contro l’Alta velocità in Valle di Susa,vite e territori in subbuglio si raccontano.

«… vinceremo, qui e altrove. Vinceremo anche contro noi stessi. Contro ciò che talvolta fa di noi non molto di più che dei tristi amministratori dell’esistente. Vinceremo, disputando a pietrate pezzi di territorio alla polizia, gettando lampi di luce negli occhi appannati dalla vita. Producendo il nostro cibo e mettendo in ginocchio un governo. Costituendo forze collettive e condividendo un pezzo di mondo con altri esiliati. Moltiplicando le comuni libere, generando le nostre culture e le nostre storie. Gli spazi in cui queste dieci, mille vittorie possono incontrarsi sono rari. Il notav e la zad sono tra questi. E ne ispirano altri. è questa la loro portata rivoluzionaria».


Ci piacerebbe che il libro riuscisse a “girare” il più possibile e potesse avere una distribuzione orizzontale e autogestita. Per questo ci sembrava bello e importante proporre il libro alle diverse reti che animano GC, perchè lo diffondessero all'interno del loro territorio, attraverso i mercati e/o secondo le modalità e le possibilità La rete nazionale di Genuino Clandestino si fa quindi capacità e possibilità di diffusione del racconto di una realtà "locale” che  diventa patrimonio ed esperienza di ogni singola rete territoriale (per altro il tema nazionale/locale è stato ampiamente dibattuto in alcuni tavoli di Fabriano...)

Parliamo di rete nazionale perché l'idea è che se Genuino Clandestino nel suo complesso riuscisse a coprire circa un centinaio di copie (ovviamente come somma delle diverse reti territoriali) si potrebbe riuscire a fare avere il libro 4€ a copia, rispetto al prezzo di copertina è 12€. Purtroppo se le copie richieste fossero di meno il prezzo dovrebbe subire un “ritocco” verso l'alto in funzione del numero raggiunto. Non c'è un numero minimo di copie, ma chiaramente ha un senso prenderne qualche copia per ammortizzare la spedizione postale 

Le reti territoriali o realtà che sono interessate o che hanno bisogno di info, possono contattaci direttamente alla mia mail oppure a quella della Libreria Calusca - libreriacalusca@yahoo.it -  (così da non gravare sulla mailing list nazionale) e speriamo che questa proposta non sia considerata fuori tema (noi pensiamo proprio di no, ma non si sa mai...)

Dajè e Matteo
Mercato COX18 | Libreria Calusca | Archivio Primo Moroni

P.S. Il libro sarà presentato a Milano in COX18 il 21 febbraio 2018 con i compagni francesi e poco dopo (o poco prima non ricordo la data, sorry) anche a Mondeggi-Fattoria senza padroni.

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domenica 18 febbraio 2018

Giocare con la terra cruda - Laboratorio minimale a Treia il 27 aprile 2018




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Quello che propongo come  laboratorio pratico per  tornare a  giocare con la terra dovrebbe  tenersi il 27 aprile 2018 a Treia,  sarà un lab-oratorio molto minimal. Ne ho parlato con Paolo D'Arpini  il quale a sua volta l'ha inserito nei programmi primaverili dell'Auser Treia, sottoponendolo anche a Edi Castellani, assessore alla cultura  dell'amministrazione comunale,  per una collaborazione con le scuole  elementari.  

La mattina si terrà il laboratorio pratico per "imparare a mettere le mani nella terra" dedicato ai bambini, probabilmente in un luogo istituzionale (od alla Casa di Terra di Treia). Il pomeriggio nella sede dell'Auser Treia, in collaborazione  con il Circolo Vegetariano, si terrà invece un incontro teoretico sulla lavorazione della terra cruda e sul suo apporto alla civiltà umana e di come si è svolta l'opera civilizzatrice  nel corso dei secoli e dei millenni....

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Piccolo compendio sulla terra cruda 

La terra, le terre: costruire con la terra cruda per costruire con la terra cruda garantendo determinati requisiti prestazionali ed una certa qualita e’fondamentale la corretta scelta della terra. le principali proprietà che una terra da costruzione può  possedere sono la coesività e la plasticità e l'aderenza importante il riconoscimento e l identificazione delle terre attraverso test primari di coesività consistenza e aderenza nuda e cruda l'argilla e’il materiale da costruzione piu antico al mondo. da migliaia di anni l'uomo si affida alle qualità  igroscopiche di questo prezioso forte e resistente materiale naturale. non ha bisogno di additivi chimici per aderire, fa da polmone all ambiente assorbendo l'umidità in eccesso restituendola quando la percentuale diminuisce, l'argilla  è in grado di assorbire rapidamente l'umidità  presente nell'aria rilasciandola gradualmente all'occorrenza. in un clima abitativo con muri di argilla le mucose non si seccano e la produzione di polveri fini e’ridotta al minimo, assorbe naturalmente odori e sostanze tossiche, l'argilla con la sua funzione depurativa migliora la qualità dell'aria possiede ottima qualità isolante.

Il suo notevole peso e la sua caratteristica struttura porosa garantiscono ottima prestazione fonoisolante e termoisolante, sfruttando l'inerzia termica e’in grado di assorbire calore e immagazzinarlo cosi da garantire un costante miglioramento del clima abitativo grazie a un accumulo termico naturale. il colore della terra produce effetti positivi sul benessere e la salute delle persone. anche lo smaltimento non e’impattante anzi assolutamente naturale. inoltre la plasticità dell'argilla consente la creazione di una grossa varietà di forme per cui con questo materiale si possono ottenere ottimi risultati anche sul piano artistico oltre che su quello ecologico e di tutela della salute, grazie al potere di accumulo termico migliora la qualità  energetica degli edifici l'argilla e’la materia sublime di cui sono fatte a un tempo le dimore degli dei e la carne degli uomini e’la materia della creazione per eccellenza.

L'origine e il motivo di questa concezione sono evidenti. il fango delle pianure alluvionali dell'Eufrate e del Tigri cosi come del Nilo è  il depositario della fertilità della terra e la materia magica da cui sorge la vita con periodicità  inarrestabile e rassicurante. La fertilità del fango e dell'argilla e’la fertilità stessa che presiede al riprodursi degli animali e degli uomini. nella storia innumerevoli sono le dee madri della fertilità  il cui potere e’ profondamente radicato nella terra. 

L'argilla è  anche il fondamento delle manifestazioni culturali materiali piu significative delle più antiche civiltà dell'umanità. Materia veicolo e stimolo per invenzioni e creazioni che hanno lasciato una impronta indelebile nello sviluppo storico dell'umanità segni distintivi delle civiltà  l'agricoltura le prime città  la scrittura laboratorio terra cruda nella zolla le molecole dell'argilla sono aggregate strette dure e compatte. Con acqua tirano fuori dalla loro memoria una natura elastica e dinamica fino quasi a diventare liquida, la barbottina. asciutta e polverosa l'argilla si comporta come gassosa con le molecole che si disperdono liberamente nell'aria e nel vuoto la memoria delle molecole dell argilla sta nel continuo aggregarsi e disgregarsi e a seconda del medium con cui interagiscono si dispongono nello spazio in forma solida liquida gassosa.

Il processo di ascolto del materiale si definisce affordance la danza delle opportunità che ci guida alla sua funzione olfatto inodore colore neutro tatto granulosa gusto insapore udito vibrazioni, tutto vibra analisi delle terre con i cinque sensi con la vista il colore con il tatto la granulosità  con l'olfatto l'odore con il gusto il sapore con l'udito ascolto prima fase terra asciutta con mortai pestelli e setacci maciniamo la terra la stacciamo e la riduciamo in polvere, si possono realizzare mandala con le terre in polvere di colori diversi olfatto: odore della terra in genere se stabilizzata e priva di sostanze organiche, e’inodore vista: colore grana in genere colori neutri tatto: granulosità e consistenza gusto: insapore, percepiamo la quantita di sabbia tra i denti, se argillosa si appiccica al palato udito: vibrazioni e suoni seconda fase terra liquida, barbottina si discioglie la terra polverizzata nell acqua, la giusta consistenza dell'impasto si raggiunge quando immergendo la mano nel liquido si ha l effetto guanto si può stampare impronta della mano su un foglio di carta bianca oppure rovesciando tutto il liquido colloso su una superficie liscia si possono fare graffiti live con le dita terza fase terra bagnata pallina di terra quarta fase terra impastata terra e sabbia, terra e paglia, terra sabbia e paglia quinta fase la forma libera massoni casette oggetti giocattoli e design sesta fase la forma compressa mattoncini e tavolette settima fase il colore acquerelli tempere e acrilici ottava fase la protezione indurimento con cere oli e saponi allora prendi una manciata di terra osservala bene toccala annusala rompila tra le dita. se la raccogli da posti diversi ti accorgerai che ogni campione ha caratteristiche particolari.

L'aspetto dipende dalle piante che abitano in quella zona dal tipo di rocce presenti e anche dal clima. quando il terreno e’rosso significa che le rocce sottostanti contengono ferro, quando e’grigio o blu vuol dire che ci troviamo in una zona paludosa, marrone e’molto fertile se metti la terra in un barattolo di vetro lo riempi d'acqua lo agiti, l'acqua diventa torbida, le minuscole particelle di terra sono in sospensione e stanno fluttuando poi lentamente si depositano, formando vari strati humus: nero e umido formato da materiale organico decomposizione argilla: roccia di sedimentazione marina o lacustre che assorbendo acqua diventa plastica e collosa limo: roccia sedimentaria detritica formata da particelle intermedie tra quelle di sabbia e argilla, fertile e leggero sabbia insieme di minutissimi frammenti di minerali.

Ferdinando Renzetti

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P.S.

Perché a Treia?
Quando ero piccolo un po’ per le illustrazioni delle fiabe un po’ per la mia immaginazione ero molto affascinato dalla vita nei borghi in un medioevo fantastico, che oggi definiremmo di genere gotico un po’ lirico e un po’ rurale. Poi crescendo (anche se li conosco poco) la mia immaginazione si è sedimentata in vari borghi della Marca. In un certo senso sento che Paolo sia un uomo molto fortunato anche se le cose non sono mai come sembrano, quest’omino  che si è barricato o bariccato a Treia, questo antico borgo della Marca centrale o nel gotico marchigiano con tutti i suoi semi telematici che asperge di qua e di la con una sapienza costruttiva inaudita carica e piena di energia impressa ed espressa con la forza della pazienza e dell’amore.
Treia Paolo D'Arpini al computer che sparge semi telematici
Qualcuno dice che tiriamo i sogni fuori dal cassetto, Paolo ne tiene sette di cassetti in quel suo enorme settimino fantastico pieno di sogni di ogni dove al profumo suadente di cioccolato di cornetti del baratto e di cappuccini caldi cremosi e vellutati.
Alla porta del paradiso bussano due padri cappuccini, San Pietro apre e va a riferire a Dio: “…padre, sono arrivati due cappuccini…” E Dio esclama: “..chi li ha ordinati?!”. Oppure – “Figliolo quante volte hai peccato nella solitudine della tua stanza?” – “..padre io non la tengo la stanza tengo solo la solitudine!”. Tanto per dire, ho sentito che papa Francesco ha fatto una specie di preghiera delle cinque dita con un dito per ogni classe sociale ai politici ha dedicato… il dito medio! 
Ferdinando Renzetti
giocare con la  terra

martedì 13 febbraio 2018

“Tiziano Terzani: la forza della verità” – Recensione

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Recensione del  libro di Gloria Germani   “Tiziano Terzani: la forza della verità.” 
Per dirla con le parole dell’autrice: “Perché tanta insistenza? Perché Terzani è – a mio avviso – il più grande saggio o filosofo dei nostri tempi.
Dopo Tiziano Terzani:  La rivoluzione dentro di noi Decrescita, digiuno, nonviolenza (Longanesi 2008 – TEA 2012), che  esaminava in dettaglio il messaggio di Terzani nella sua parte critica e in quella rivoluzionaria e costruttiva, l’economista francese Serge Latouche ha voluto inserire la sua figura nella prestigiosa collana “I Precursori della Decrescita” (Terzani, La rivoluzione della coscienza, Jaca book 2014) e, oltre a presentare un’antologia  di testi selezionati, il libro traccia il ruolo innovativo di Terzani nello smascherare miti e stilemi  che erroneamente danno corpo al pensiero economicista dominante e alle sue inevitabili  crisi.
Con la biografia intellettuale "Tiziano Terzani: La forza della Verità" di Gloria Germani (Edizioni Punto di Incontro), ripercorriamo la seconda meta del Novecento soprattutto dall’ottica dei paesi colonizzati e oggi  globalizzati. Il ritorno alla Natura, Grande Maestra, alla semplicità e all’abbondanza frugale saranno il punto di arrivo di Terzani, in piena sintonia con Gandhi, ma in totale distacco dalla Fabbrica del Consenso costituita dal giornalismo e dai Mass Media.
Spero che questo  libro possa costituire un potente spunto di  riflessione per i nostri difficili tempi.”
Grazie per l’attenzione,
Silvia Brugnaro
Edizioni Il Punto d’Incontro
Tel. 0444-239189
http://www.edizionilpuntodincontro.it
……….

Tiziano Terzani è diventato una delle voci spirituali più amate del nostro tempo. L’inesorabile evoluzione della sua coscienza si snoda nitida attraverso i libri che ci ha lasciato. Dalla prima cronaca di guerra in Vietnam, all’impegno post 11 settembre fino alla lucida attesa della morte, la vita di Terzani procede senza accomodamenti e compromessi, scandita dalla riflessione sulla storia recente dell’Asia.
Dov’è l’uomo che vive più contento, più in pace con se stesso e con la natura? Terzani, che era scappato dall’Europa in cerca di una società più giusta, intravista all’inizio nel socialismo di Mao, finirà per compenetrarsi sempre più a Gandhi, al digiuno dal consumismo e a quella forza della verità con cui il Mahatma combatteva i colonizzatori inglesi.
La questione fondamentale rimane sempre e solo quella della conoscenza, e lo sguardo di Terzani smaschera i limiti della visione materialistica e scientifica della modernità, impegnata nella falsa impresa di impossessarsi del mondo esterno. Egli ci ricorda che ogni vita, la mia o quella di un albero, è parte di quel tutto dalle mille forme che è la vita. La strada verso una dimensione collettiva e sociale più in sintonia con la natura coincide con un percorso spirituale ispirato alla saggezza dell’Oriente e che, allo stesso tempo, coincide con le nuove scoperte della fisica subatomica e quantistica.

lunedì 12 febbraio 2018

Ecuador. Insieme per salvare la foresta...


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Ecuador: foreste di montagna per le future generazioni

L'estrazione mineraria è una seria minaccia per le ultime foreste dell'Ecuador, ad Intag, Imbabura, nel nord del paese. I minatori hanno iniziato a esplorare, contaminare e abbattere la riserva forestale delle comunità nella comunità di Junín. Ed è solo una delle 33 concessioni nella regione di Cotacachi.
La mobilitazione sociale in Ecuador attorno al problema delle miniere (e del petrolio) è continua. Le organizzazioni sociali chiedono di applicare veramente la Costituzione del 2008, che promuove il Buen Vivir i Diritti della Natura e delle persone a vivere in un ambiente sano.
Ciò che preoccupa le popolazioni locali sono la distruzione dell'ambiente, l'accesso all'acqua e al cibo, il caos sociale e il futuro delle prossime generazioni, che, sono certi, non trarranno beneficio dall’estrazione mineraria.
Elisa Norio
Salviamo la Foresta

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