Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 24 marzo 2017

ISIS ammazzatutti... ed i media ci credono!


Le rivendicazioni dell’ISIS e i media che ci credono
(Foto di Marité Toledo su Flickr)
La notizia  è che l’ISIS ha rivendicato l’attentato del 22 marzo 2017 a Londra.
Hanno fornito il nome dell’attentatore che Scotland Yard teneva segreto? No. Hanno rivelato qualche aspetto dell’attentato che non era già stato rivelato alla stampa? No.
Che ha detto allora il sedicente Califfato? Che benediceva l’ipotetico jiadhista per aver ammazzato un po’ di persone in terra britannica.
Una dichiarazione mediatica, non una rivendicazione. Nel più perfetto stile ISIS.
Quando le nostre BR rivendicavano un attentato fornivano dettagli incontrovertibili, lasciavano comunicati in cestini dei rifiuti con prove, fotografavano ostaggi con giornali di quel giorno. In sintesi: fornivano prove inconfutabili. Gente di altri tempi, con  professionalità.
Che l’ISIS non sia molto più di un’invenzione mediatica si dice da diverso tempo. Militarmente quando qualcuno si è preso la briga di attaccarli con una certa costanza e un certo metodo si è visto che non sono molto consistenti. Si dice che sappiano usare internet, ma se andate a guardare i loro siti sono una cosa penosa da tutti i punti di vista. Lo può dire solo chi non sa usare internet…
Quello che è sicuro è che hanno una buona ragione di esistere: come tutti i terroristi servono a mettere paura alla gente, a far amare acriticamente le “forze dell’ordine”, a far fare dei buoni soldi a chi lavora nella sicurezza, nella vendita di strumenti di difesa personale, sistemi di allarme, armi. Servono a terrorizzare.
E i mainframe servono invece a diffondere questo clima di terrore, servono a scoraggiare, a far dire “tanto sono tutti uguali”, “la violenza è insita nell’uomo, meglio tutti a casa propria”, servono a far fare bella figura a governanti che pronunciano con orgoglio frasi in cui non credono ma che suonano bene nella circostanza.
Non ci prestiamo a questo gioco: le notizie vanno verificate e i pazzi che fanno pazzie sono quello che fanno, nulla di più, nulla di meno.
Casomai ci sarebbe da preoccuparsi un po’ di più dell’aumento di pazzi di ogni tipo che a volte si sentono in dovere di scomodare qualche ideologia violenta  (il nazismo, il fanatismo, il razzismo ecc. ecc.) per compiere le loro catartiche uccisioni, per affermare con la violenza la profonda mancanza di senso della vita che alberga nei loro poveri cuori. Fino a disturbare un Dio né clemente né misericordioso.
Rivendichiamo la pietà, la compassione nei confronti di quelle povere persone accecate dalla violenza; ma soprattutto puntiamo il dito su chi ha collaborato alla loro follia, permeando la società di antivalori, di denaro, prestigio, disprezzo per l’umano, meschinità e violenza. Di mancanza di senso nella vita.
Nel nostro specifico di media per la pace e la nonviolenza rivendichiamo l’urgenza di diffondere, con ogni mezzo, la cultura della nonviolenza, della solidarietà, della costruzione, dei diritti, dell’accoglienza, dell’amore per la diversità, della riconciliazione, dell’umanesimo profondo. La vita ha senso: la vita è costruire il mondo: un mondo colmo di speranza, di gioia, di pace per tutti.
E contiamo su di te e su molti amici per portare avanti e diffondere questa idea.
Affinché non trionfi l’abisso ma ciò che l’oltrepassa.
Olivier Turquet 
Foto del profilo di Olivier Turquet

giovedì 23 marzo 2017

Voucher ed Appalti - Le proposte della Cgil attendono da sei mesi in Parlamento


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Il governo ha deciso, per evitare il referendum promosso dalla Cgil, di abrogare con decreto legge i voucher e la norma sugli appalti. Si po­te­va intraprendere prima, e per tempo forse, una strada diversa che ap­por­tasse modifiche sostanziali delle normative nella direzione da noi richiesta.
    Così non è stato ed oggi, dal momento dell’entrata in vigore del decreto, che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, non si possono più acquistare voucher. Quelli già acquistati potranno essere spesi entro la fine del 2017, secondo quanto disposto dal decreto.
    Ovviamente siamo i primi a chiedere di definire nuovi strumenti che regolamentino queste attività, sulla base di un confronto largo e rapido con tutti i soggetti interessati. Basta volerlo fare.
    L’indizione del referendum abrogativo dei voucher, così come quel­lo per il ripristino della responsabilità solidale negli appalti, era ed è stata funzionale a far modificare l’orientamento dei provvedimenti le­gislativi in materia di lavoro, promuovendo sia politiche di maggiore tutela rispetto al precariato, sia pratiche per migliorare la qualità del lavoro.
    Non solo no, quindi, dalla Cgil, ma proposte precise e dettagliate consegnate al dibattito parlamentare sei mesi fa, ben sapendo che pos­sono e devono esserci spazi di flessibilità del lavoro, compreso quello accessorio, ma mai utilizzazioni strumentali volte ad abbattere unica­mente i costi o a nascondere prestazioni di dipendenza a tutti gli effetti.
    Le idee della Cgil in materia di lavoro occasionale accessorio sono contenute negli articoli 80 e 81 della proposta di legge di iniziativa po­polare: la Carta dei diritti universali del lavoro. La proposta è stata depositata in Parlamento alla fine del settembre 2016 dopo aver raccolto, lo scorso anno, 1 milione e 300 mila firme. La settimana scorsa è stato avviato l’iter per il suo esame in commis­sio­ne lavoro della Camera.
    La proposta di legge interviene sui settori di applicazione e definisce tetti più stringenti per gli importi che ciascun soggetto potrebbe ero­ga­re e per quelli che ciascun fornitore di prestazioni potrebbe ricevere.
    Ciò detto, è utile precisare che nell’attesa di ridefinire la materia non vi sono vuoti che impediscano di ricorrere ad altre e legittime forme di regolamentazione di queste prestazioni, in tutti i settori, anche nel mon­do delle associazioni e dei servizi sociali e assistenziali. A partire dal lavoro a chiamata.
    Il nero che incombe, a detta di qualcuno, non mi pare proprio sia in­evitabile, a meno che non lo si cerchi volutamente.
    Infine, anche per coloro che lamentano perdite di posti di lavoro con l’abolizione dei voucher, è utile ricordare - ed alcuni esempi si ritro­va­no nel settore dell’agroalimentare o nel commercio, turismo, cultura e spettacolo - che si può dare lavoro ricorrendo a molteplici strumenti, compresi alcuni contratti di settore che danno garanzie di maggiore qualità e tutele più ampie allo studente lavoratore, al lavoratore occa­sionale, all’inoccupato o al pensionato che offrano servizi occasionali, agli stessi datori di lavoro.

Gianni Peracchi

mercoledì 22 marzo 2017

Roma, 1 e 2 aprile 2017 - Congresso Nazionale del Movimento Nonviolento


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La politica-spettacolo che va in scena ogni giorno dagli schermi televisivi e dei computer, o sui giornali, è basata sull’immagine, sui loghi, sulle coreografie, sul volto del capo, sulle frasi ad effetto, sulle battute di un tweet.

Noi siamo lontani anni luce da quel modo di fare, che è falso, vuoto, inutile e non vogliamo perderci nella lamentazione, nell’indignazione sterile, nella critica feroce a quello che fanno gli altri. Abbiamo già molto da fare per lavorare sui contenuti: il lavoro costruttivo della nonviolenza è faticoso e quotidiano. 


Il nostro Congresso sarà una ricerca corale di qualche parola di verità, sarà un incontro sobrio, con la necessaria tensione e la giusta familiarità. “Ascoltare e parlare” era il motto capitiniano.

Le attività culturali, l’elaborazione teorica, le esperienze educative, la formazione continua, l’informazione, la divulgazione della stampa, il servizio civile, la ricerca, la cura degli archivi, la memoria storica, la denuncia, il disarmo, la difesa nonviolenta, il lavoro locale, la gestione delle Case per la pace, l’impegno internazionale, i campi estivi, l’amministrazione, gli indirizzari, la progettualità, le campagne, la solidarietà, la documentazione, il finanziamento... sono solo alcuni dei compiti che abbiamo da svolgere per mantenere viva la nonviolenza organizzata.

Ci riuniremo nei giorni 1 e 2 aprile 2017 a Roma, centro della politica istituzionale, con la quale vogliamo rapportarci, se avrà l’attenzione e la volontà di ascoltare quel che si dice e si muove nella periferia.


L'invito è a partecipare al Congresso.


Nessun fucile si spezza da solo. Il potere di spezzarlo è nelle nostre mani.

Mao Valpiana

Movimento Nonviolento  - mao@sis.it

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martedì 21 marzo 2017

Aviva Community Fund ed Eco-Food-Fertility


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Carissimi, il Progetto di Ricerca ECO-FOOD-FERTILITY, è stato selezionato dalla compagnia Internazionale AVIVA (www.aviva.it) che attraverso una sua inizaitiva (Aviva Community Fund) sostiene i progetti che hanno un forte impatto sociale ed etico sui territori.

Il progetto di ricerca, è uno studio nato "dal", "con" e "per " il territorio che per il suo carattere innovativo coinvolge ricercatori delle più importanti istituzioni di ricerca in Italia, introducendo un nuovo modello per valutare quanto l'ambiente e l'alimentazione incidono sulla salute umana e quali i possibili sistemi di difesa, considerando lo stile di vita ed in particolare la corretta alimentazione con prodotti provenienti da sistemi di coltivazione agroecologica come presidio di prevenzione e compensansazione del danno, soprattutto per le popolazione che vivono in aree dove maggiore è la pressione ambientale e maggiori i rischi per la salute.

Video Ufficiale di EcoFoodFertility - SALUTE AMBIENTALE = SALUTE RIPRODUTTIVA 

Al progetto collaborerà lo Studio Agernova del Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo, per la riconversione biologica delle coltivazioni

Fino al 30 marzo 2017 con il tuo voto potrai sostenere il progetto che concorrerà a livello nazionale per un premio in relazione alle attività divulgative delle ricerche che si stanno svolgendo in Campania ed a breve in altre aree critiche ambientali d’Italia e d’Europa e che riguardano in particolare il suo impatto sociale ed ambientale.

Il tuo voto sosterrà queste due attività:
1. Sensibilizzazione e divulgazione sui rischi ambientali - con un occhio di riguardo ai giovani, soprattutto nelle scuole.
2. Azioni strutturate e concrete sul territorio per incentivare i sistemi di agricoltura biologica, per la tutela dell’ambiente e della salute delle persone.

Il voto è molto semplice:
Vai su questo link:
1. ti registri cliccando su registrati ora
2. inserisci la tua mail e una password alfanumerica che ti inventi e che serve solo per la registrazione (quindi non quella della tua mail personale)
3. Ti arriverà dopo alcuni minuti una mail
3. nella mail cliccando su conferma registrazione ti porta nuovamente su Aviva e inserisci nella barra di ricerca dei progetti da votare: ecofoodfertility,     oppure puoi riaccedere nuovamente dal link: https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/schedaprogetto/16-165 per portarti direttamente su ecofoodfertility e dare i 10 voti che hai a disposizione

“Dall’ambiente dipende la nostra salute, quella dei nostri figli e delle generazioni future ed  il nostro impegno và in questa precisa direzione.”


Hashtag: #ecofoodfertility
          

lunedì 20 marzo 2017

Torino, 23 marzo 2017 - Liber Vitae di Lois Novo


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Libreria Fenice, Via Porta Palatina 2, Torino, Il 23/03/2017, alle ore 18:30 - Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Un intero libro che parla di te: delle tue vite passate, della tua nascita, del tuo presente, del tuo futuro, del tuo compito evolutivo.
Un libro che ti parla della tua Bellezza, della tua Forza, delle tue Qualità e delle tue Ricchezze.

Un libro che ti aiuta ad essere più consapevole e seguire positivamente il flusso della tua vita verso la Realizzazione.

Ogni LIBER VITÆ™ è unico e viene creato appositamente per il richiedente a partire dal suo nome e dai suoi dati di nascita.  Scorrendo attraverso la Ruota ciclica dell’Anno, fra tradizioni e lunazioni, si esplora ciò che il Cielo ha scolpito nel progetto esperienziale della tua Vita, con l’ausilio di strumenti astrologici, numerologici e non solo. L’insieme degli elementi considerati ti distinguerà per la tua unicità.
Durante questa presentazione verrà data particolare attenzione all'influsso della fase lunare presente al momento della nascita.

Lois Novo

Per info e prenotazioni: 0114362689 (Libreria) - libervitae@libero.it lois.novo@gmail.com 

O telefonare al 3476458599.

domenica 19 marzo 2017

Ginevra Di Marco canta Mercedes Sosa - "Gracias a la vida" e "Todo cambia"


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La sera del 18 marzo 2017  sono andata con Maurizio, un caro amico, a sentire un concerto alla Tenda a Modena. Ginevra Di Marco cantava Mercedes Sosa. Avevo sentito solo nominare entrambe, ma non conoscevo le loro voci e le loro canzoni, ma quando avevo letto la notizia dell'evento, di slancio, avevo deciso di andare. Pochi accordi con l'amico e via verso Modena, anche se nel pomeriggio mi stava quasi passando la voglia. Esco poco la sera (nemmeno quando è festa), con gli anni sto diventando sempre più pigra, ma è anche un calo del bisogno di novità e di stimoli per star bene, ma in questo periodo stavo veramente impigrendo troppo, godendomi poco le belle cose che la vita può riservare. 

Tanto che ho chiesto una consulenza per i fiori di Bach ed ora li sto prendendo, tra cui, Wild Rose.

Arrivati alla Tenda abbiamo subito incontrato una cara amica, Marinella, che era con amici che mi hanno gentilmente dato alcune informazioni su Mercedes Sosa: argentina, battagliera sostenitrice dei diritti civili durante la dittatura nel suo paese, cosa che le costo l'esilio. Era venuta anche in Italia ed anche qui ha una folta schiera di sostenitori ed ammiratori. Non è più tra noi da anni, l'esilio, forse, le procurò la malattia.

Dopo una breve attesa siamo potuti entrare ed accomodarci. Accomodarci è un eufemismo, le file di sedie erano alquanto strette tra di loro, davanti a me c'era un tizio che continuava a sporgersi indietro grattandosi la testa e c'era un sottofondo di Jazz alquanto fastidioso. Lo so lo so, il Jazz è chic, ma io non l'ho mai potuto soffrire. Avrei preferito, almeno, il silenzio, a sottofondo del brusio delle centinaia di persone che mano a mano riempivano il locale. Un locale nero, cupo, con i bagni pieni di graffiti, scritte, foto, che non trovi neanche la maniglia per uscire, insomma , non il mio genere. 

Mentre con Maurizio chiacchieravamo per passare il tempo (più di un'ora) pensavo tra me e me "ecco.... è l'ultima volta, stavolta Katia ti sei fatta fregare - da me stessa, eh! mai più".

Poi, per fortuna, il miracolo: entra Ginevra con prima solo il chitarrista e comincia l'esibizione. Dopo il primo pezzo entra anche un tastierista e lo spettacolo va avanti con decine di brani, quasi tutti a me sconosciuti, ma meravigliosi e meravigliosamente interpretati dalla cantante, che ha una grande voce ed una notevole escursione. Lei poi, per me, è bellissima, di una bellezza classica e pulita, un viso contornato da due semplici ma grandi orecchini ed una bella collana etnica, capelli biondi tirati, bell'ovale, insomma, una bella creatura, molto espressiva nella mimica, nella gestualità. 

Il pubblico apprezza e si sente, gli applausi scrosciano e le mani battono il ritmo, incentivate da lei e dal tastierista. 

I due brani famosi commuovono fino alle lacrime: "Gracias a la vida" e "Todo cambia". Soprattutto quest'ultimo suscita una compartecipazione totale o quasi da parte del pubblico, invitato a cantare, anche senza la sua voce di sottofondo.

Visibilio....

Grazie alla vita che mi ha dato tanto e mi ha dato anche la possibilità di assistere a questo meraviglioso spettacolo.

Caterina Regazzi


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Canzoni Menzionate:

giovedì 16 marzo 2017

Entrato il vigore il 10 marzo 2017 il decreto n. 266/2016, che regola il compostaggio di comunità


Compostaggio di comunità

Il decreto 266/2016 denominato “Regolamento recante i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunità di rifiuti organici”,  pubblicato nella GU del 23/02/2017, fissa i criteri operativi e le procedure organizzative semplificate per l'attività di compostaggio di comunità.

Lo scopo prefisso è quello sia di ridurre la produzione di rifiuti organici, e gli impatti sull'ambiente dovuti alla gestione dei rifiuti stessi, che di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo comunitario di riciclaggio del 50% dei rifiuti urbani.

La Legge n. 221/2015 (legge “Green economy”), riprendendo il concetto di compostaggio di comunità, aveva modificato il D.Lgs. n. 152/2006, aggiungendo all’art. 180 il comma 1 octies che affidava “al Ministero dell’ambiente, alle regioni e ai comuni, il compito di incentivare le pratiche di compostaggio di rifiuti organici effettuate sul luogo stesso di produzione, come l'autocompostaggio e il compostaggio di comunità”.

Come si attiva l'attività di compostaggio di comunità?
Bisogna premettere che le disposizioni previste dal regolamento si applicano alle strutture che gestiscono quantità non superiori alle 130 tonnellate annue; per i quantitativi superiori si applica la normativa prevista dagli articoli 208 e 214 del decreto legislativo 152 del 2006.

Per avviare l'attività di compostaggio di comunità, l'organismo collettivo, ovvero due o più utenze domestiche o non domestiche costituite in condominio, associazione, consorzio, società o altre forme associative di diritto privato, comunica al comune competente l'avvio dell'attività, indicando, nel regolamento, l'organizzazione della stessa (cfr allegato 2 del decreto dove sono indicati i contenuti minimi).
Il comune provvede poi a comunicare al gestore locale dei rifiuti urbani l'avvio di un'attività di compostaggio domestico.

Chi può portare i propri rifiuti al compostaggio di comunità?
Solo le utenze "registrate", che si devono, comunque, trovare nelle immediate vicinanze o al massimo entro un km di distanza, possono conferire i loro rifiuti compostabili alla struttura, rispettando le indicazioni che disciplinano l'organizzazione della struttura, contenute nell'allegato 2 del decreto.
Successivamente le utenze potranno utilizzare il compost prodotto, che, secondo quanto stabilito dal decreto nell'allegato 6, deve possedere precisi requisiti, quali ad esempio:
  • l'umidità deve essere compresa tra 30 e il 50%;
  • la temperatura massima non deve superare i 2 gradi centigradi rispetto a quella ambientale;
  • il pH deve essere compreso tra 6 e 8,5;
  • le frazioni pericolose sono assenti.
In caso contrario, il materiale prodotto è da considerarsi rifiuto urbano e non può essere conteggiato nella raccolta differenziata.
Quali rifiuti biodegradabili possono essere conferiti?
I rifiuti ed i materiali ammissibili sono elencati nell'allegato 3 del decreto, riportiamo di seguito alcuni esempi:
  • rifiuti biodegradabili di cucine e mense (20 01 08);
  • rifiuti biodegradabili prodotti da giardini e parchi (20 02 01);
  • segatura, trucioli, residui di taglio, legno, piallacci (03 0105);
  • scarti di corteccia e legno dalla lavorazione della carta qualora non addizionati (03 03 01);
  • materiale filtrante derivante dalla manutenzione periodica del biofiltro a servizio dell'apparecchiatura (15 02 03);
  • imballaggi in carta e cartone (15 01 01); 
  • imballaggi in legno (15 01 03);
  • carta e cartone (20 01 01).
Ogni anno, entro il 31 gennaio, il responsabile della struttura comunica al Comune i dati relativi all'anno precedente, indicando le quantità in peso relative a
  • rifiuti conferiti
  • compost prodotto
  • scarti
  • compost che non ha le caratteristiche previste dal regolamento
Chi gestisce l'attività?
Sono previste dal decreto le figure del responsabile e quella del conduttore dell'apparecchiatura o delle apparecchiature che producono ammendante compostato misto e ammendante compostato verde. Il conduttore deve essere in possesso dell'idonea formazione per la conduzione dei macchinari utilizzati per il compostaggio.

Chi controlla l'attività di compostaggio di comunità?
Il decreto per quanto attiene alle attività di controllo fa riferimento all'articolo 197 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che definisce le competenze delle province in materia di rifiuti. Ora nella nostra Regione queste competenze sono state attribuite alla Regione, quindi è plausibile ritenere che l'Amministrazione Regionale sia l'organo di controllo, che può avvalersi del supporto tecnico di altri organismi, come l'Agenzia per la protezione dell'ambiente.

In ogni caso l'esito dei controlli svolti deve essere comunicato al Comune interessato.
Il decreto attribuisce ai Comuni anche funzioni di controllo, nell'ambito del regolamento di gestione dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 198, comma 2, e del regolamento sulla tassa rifiuti ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.


(Fonte: Arpat)