Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 26 settembre 2016

4 dicembre 2016... è tempo di Referendum, è tempo di dignità!



Da mesi assistevo all'altalena governativa sulla data del referendum costituzionale. Si era partiti che doveva essere  ad ottobre, poi no, meglio novembre, infine è stato deciso... Il referendum si terrà il 4 dicembre 2016.  Quasi quasi quando ho letto la notizia, sia pur confermata dai giornalacci del potere e dalle tv renziane, stentavo a crederci. Pensavo che fosse l'ennesimo bluff tanto per tirare alle lunghe....

 Ma dopo una lunga melina, il governo ha scelto infine  la data dell'atteso referendum confermativo sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi: si voterà domenica 4 dicembre 2016. Il Consiglio dei ministri, riunitosi per meno di mezz’ora ieri pomeriggio, ha individuato la data “giusta”. Così il governo ha un po' più di tempo per fare grancassa mediatica e sparare in tv e sui giornali, tutti i giorni, il solito ritornello: votate sì e avrete la pensione prima del previsto, avrete il bonus bebè, avrete il reddito di cittadinanza, avrete salvato la patria, avrete un panettone a Natale ed una colomba a Pasqua, avrete le bollette alleggerite, avrete ogni desiderio esaudito  ed anche le benedizioni del papa... 

Se invece votate NO, allora sarete semplicemente uomini liberi e non gonzi, dico io!

Paolo D'Arpini

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Articoli collegati:

Per la conservazione della dignità del Senato – Manifesto “Pro Senatus Dignitate” - http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2016/09/per-la-conservazione-della-dignita-del.html

Il Circolo Vegetariano VV.TT. Dice No alla riforma costituzionale - http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/09/03/la-legge-di-revisione-costituzionale-renzi-boschi-e-in-realta-una-nuova-costituzione-ove-per-nuova-si-intende-raffazzonata/



No alle riforme della nuova repubblichina italiana - http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2016/07/diciamo-no-ai-nuovi-padrini-costituenti.html






Al Referendum costituzionale voto No (alle riforme antidemocratiche del renzi): http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2016/05/lalternativa-esiste-ad-ottobre-andiamo.html


Referendum Costituzionale. Alla riforma di renzi votiamo “No” - http://retedellereti.blogspot.it/2016/08/la-riforma-costituzionale-del-governo.html


Confronto d'idee in merito al Referendum http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/09/18/confronto-didee-in-merito-al-probabile-referendum-sulle-riforme-costituzionali/

Svezia, una società fallimentare, antitetica all’arte maieutica ed alla socializzazione


Svezia, una società fallimentare, antitetica all’arte maieutica ed alla socializzazione. Considerando le condizioni in cui versa la società svedese, provate a pensare all’arte maieutica di socratica memoria, all’arte dialettica avviata dai filosofi greci ed alla conseguentemente indotta capacità di socializzare e quindi di “far politica” nel senso nobile del termine, vi renderete conto di come la Svezia, nonostante la sua apparente elevata civilizzazione e cura ossessiva dei diritti individuali, sia in realtà antitetica ai valori propugnati dall’arte maieutica, cioè promuovere e valorizzare le potenzialità possedute da ogni individuo nell’unico modo possibile, interagendo, socializzando, dialogando, ecc., in modo che col tempo le potenzialità di ognuno vadano a beneficio dell’intera collettività, divenendo patrimonio comune.
La sofferenza in cui versa la popolazione svedese, che pure dispone di un sistema assistenziale, sanitario, sociale, ecc., di prim’ordine e credo unico al mondo (basti pensare che dispongono anche di cure odontoiatriche-dentistiche gratuite), è il frutto dell’individualismo portato alle estreme conseguenze, per cui ci si isola e si accettano nella propria sfera privata, per tempi limitati, esclusivamente individui simili a noi e soprattutto passivi, che non interferiscano col proprio precario equilibrio esistenziale. Un approccio penoso e patetico, ma soprattutto fallimentare.
Claudio Martinotti Doria
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sabato 24 settembre 2016

Roma e Tivoli - Presentazione del Parco della Nonviolenza il 2 ottobre 2016 e Inaugurazione a Tivoli del 16 ottobre 2016


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La conferenza alla Casa della Partecipazione di Roma
Parco della Nonviolenza, tutto pronto per l’apertura
Il 2 ottobre la presentazione durante la Giornata Mondiale della Nonviolenza, il 16 ottobre la giornata inaugurale a Villa Cornetto

Il primo progetto museale a livello europeo interamente dedicato alla Nonviolenza attiva. Sarà presentato all’interno delle manifestazioni previste per il 2 ottobre – conferenza in programma alle ore 15 - alla Casa della Partecipazione a Roma (quartiere San Lorenzo, via dei Sabelli 88°) in occasione della Giornata Mondiale della Nonviolenza il ‘Parco della Nonviolenza’, progetto ideato e realizzato dall’Associazione Umanista Atlantide che sarà inaugurato a Villa Cornetto – nel territorio del Comune di Tivoli – il 16 ottobre, con una giornata che partirà alle ore 15 e andrà avanti fino alle ore 21. Un'idea, sviluppata già a livello embrionale itinerante, per creare uno spazio, attivo e interattivo, che sappia accogliere e avvolgere lo spettatore attraverso un'informazione che lavori non solo sui meri dati storici ma anche su quelli emotivi. Il tutto in un giardino aperto e pieno di spazi, con coperture, spettacoli di narrazione e piattaforme multimediali, biblioteca, area relax, incontri con realtà attive nel campo della Nonviolenza e con personaggi e storie che molto hanno da testimoniare. “Il parco – spiega il presidente dell’associazione Andrea Galasso – ha l’obiettivo di diventare una importante frontiera nella tematica nonviolenta. Un esperimento che può dare una fama importante e diversa alla nostra città, quella in cui abbiamo scelto di vivere e operare e che amiamo. Qualsiasi lotta non può prescindere dalla costruzione è questo uno dei maggiori insegnamenti della Nonviolenza ed è lo stesso per cui vogliamo che il territorio tra Guidonia e Tivoli sia ricordato. L’idea che i ragazzi della nostra città possano confrontarsi con figure di caratura mondiale che potrebbero confluire ed essere ospiti del Parco è una delle speranze maggiori”. L’idea del parco è già stata sviluppata a livello embrionale solo pochi mesi fa: scopo dell’associazione è quello di creare e condividere uno spazio, attivo e interattivo, che sappia accogliere e avvolgere lo spettatore attraverso un'informazione che lavori non solo sui meri dati storici ma anche su quelli emotivi. Il tutto in un giardino aperto e pieno di spazi, con coperture, spettacoli di narrazione e piattaforme multimediali, biblioteca, area relax, incontri con realtà attive nel campo della Nonviolenza e con personaggi e storie che molto hanno da testimoniare, immerso in una struttura, quella di Villa Cornetto, suggestiva e particolarmente adatta ad esperienze coinvolgenti ed emozionanti. Parole, immagini, spazi interattivi, filmati d’epoca, estratti e documentazioni di vario genere, uniti alla musica, allo storytelling e all’arte. Un mix che trasforma la Storia in fiaba moderna, per farsi poi mito e arrivare al cuore dei visitatori, per diventare poi oggetto di una ulteriore divulgazione e di studio.

Invito

Domenica 2 ottobre – ore 15 – Casa della Partecipazione, via dei Sabelli 88/A
Conferenza stampa di presentazione del Parco della Nonviolenza, progetto dell’Associazione Umanista Atlantide

Domenica 16 ottobre 2016 – dalle ore 15 alle ore 21 – Villa Cornetto, via Elsa Morante, Tivoli
Giornata inaugurale del Parco della Nonviolenza, il primo a livello europeo

Yari Riccardi - Ufficio Stampa Parco Non Violenza
3281449534



L’occasione è già importante, ed è quella della Giornata Mondiale della Nonviolenza del prossimo 2 ottobre. Ed è durante la manifestazione organizzata alla Casa della Partecipazione a Roma (quartiere San Lorenzo, via dei Sabelli 88°) che si terrà la conferenza stampa di presentazione del Parco della Nonviolenza, primo progetto museale in assoluto a livello europeo dedicato interamente alla Nonviolenza attiva. Una storia nuova, spesso non raccontata e per questo alternativa, che passa per alcuni dei volti principali della storia dell'Umanità, da Martin Luther King a Gandhi, da Nelson Mandela a Henrietta Tubman e Sophie Scholl. Un'idea, sviluppata già a livello embrionale itinerante, per creare uno spazio, attivo e interattivo, che sappia accogliere e avvolgere lo spettatore attraverso un'informazione che lavori non solo sui meri dati storici ma anche su quelli emotivi. Il tutto in un giardino aperto e pieno di spazi, con coperture, spettacoli di narrazione e piattaforme multimediali, biblioteca, area relax, incontri con realtà attive nel campo della Nonviolenza e con personaggi e storie che molto hanno da testimoniare.







giovedì 22 settembre 2016

Il mito della "crescita economica" come falso modello di benessere


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Esistono concetti talmente reiterati in modo compulsivamente ossessivo dalla squallida maniacale propaganda orwelliangoebblesiana di regime che molte persone, distrattamente sopraffatte dall'abitudine, finiscono per non ricordarsi nemmeno più che cosa significhino davvero, e quanto siano completamente imbecilli se confrontati con la concreta realtà.
Uno di questi è il mito favolistico della "crescita", slogan da piazzisti di periferia della pubblicità economica da quattro soldi insistentemente strombazzata per i poveri gonzi.
Varrebbe ricordare che la vita umana è un fenomeno organico, e che nessun organismo può crescere indefinitamente.
Ma non è necessario avventurarsi in simili sottigliezze biofilosofiche, perchè bastano considerazioni molto più semplici a smontare la mitologia infantile della crescita continua: il pianeta Terra, che ospita e contiene la nostra esistenza, è un ambiente limitato, finito, e nessuna crescita di prodotto può continuare all'infinito per evidente inesistenza di risorse sufficienti a supportarla. Ci sono N metri cubi di materiale disponibile e basta, e un numero molto minore di metri cubi di qualunque elemento chimico intendiamo usare per costruire qualunque cosa. Piaccia o no, c'è una quantità finita di rame, mercurio, ferro, molibdeno, ossigeno, azoto, argon.....non c'è modo di ottenerne di più per alcuna ipotesi di crescita infinita di prodotto di qualsivoglia genere e specie.
Eppure il problema era già chiaro almeno fin dai tempi della Grecia classica, la cui cultura filosofia detestava il concetto di infinito (apeiron) proprio per il suo ingannevole aspetto intellettuale contrastante con la realtà dei fatti, e nel XIX seolo Nikolai Lobachevsky riformulò la geometria proprio per evitare gli equivoci formali sull'infinito che certamente già inquietarono Euclide, il quale negli Elementi cerca di non citarlo mai, tant'è vero che non parla di "rette infinite" bensì solo di "segmenti lunghi a piacere", in modo da aggirare il problema.
Ma anche riguardo l'economia Aristotele aveva ben distinto la oikonomé tekné, ovvero l'attività produttiva necessaria a soddisfare i bisogni del gruppo familiare, dalla krematistikè teknè, riprovevole attività finanziaria dedita ad "accresere il denaro tramite l'uso del denaro", equivalente all'odierna finanza speculativa, che il filosofo condannava anzitutto per motivi etici quale guadagno di valore senza corresponsione di lavoro, dunque ottenuto derubando prodotto da lavoro altrui, considerazione che anticipa di oltre due millenni l'idea di plusvalore in Marx; ma deprecandola pure per motivi logici, poiché ingannevolmente illude sulla possibilità teorica di accresimento infinito, andando dunque a sconfinare nelle contraddizioni dell'apeiron: a [non, senza] peirar [limite, fine].
Una bugia demistificata da almeno due millenni e mezzo ancora imperversa nella pubblicistica massmediatica, a ingannare fraudolentemente gli ingenui. Poi i superficiali sostengono che la scuola non serva a nulla, mentre invece se avessero studiato con un po' di attenzione avrebbero evitato tante truffe colossali, già individuate da così tanto tempo...

Vincenzo Zamboni

Come cambia la comunicazione ambientale al tempo dei social?


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Abbiamo  interpellato Veronica Caciagli, esperta di comunicazione ambientale e di politiche riguardanti i cambiamenti climatici e l’energia; ha lavorato come Climate Change Officer presso il Consolato Britannico di Milano. Dal giugno 2011 è Italy Outreach Coordinator del movimento 350.org e presidente dell’Italian Climate Network Onlus. Attualmente svolge attività come libero professionista su progetti di comunicazione ambientale, specialmente per il web e tramite social network; riduzione delle emissioni di CO2; insegnamento in corsi e master; consulenza per standard di sostenibilità; elaborazione di contenuti di informazione ambientale per libri scolastici. Sul web è @VeronicaClima.

Nell'e-book “I Social Network per gli eventi”, che ha scritto insieme a Letizia  Palmisano, spiega come comunicare un evento tramite i social, vuole indicarci qualche aspetto di particolare interesse che può essere utile anche per un’agenzia ambientale?
Alcuni ottimi organizzatori di eventi sottovalutano i canali social come strumento di comunicazione: che si tratti di un seminario o di un workshop, è possibile utilizzare i social media come leva di comunicazione e anche promozione, anche per le agenzie ambientali. La chiave del successo consiste nella programmazione: analisi della situazione, definizione degli obiettivi, budget, target, piano di comunicazione. Se utilizzati in maniera professionale, i social possono dare risultati eccellenti: purtroppo, però, spesso questa fase di programmazione manca. A differenza di quanto taluni pensano, occorre studiare per comunicare efficacemente tramite i social oppure farsi supportare da dei professionisti.

Dal suo punto di vista di giornalista ambientale, cosa si aspetterebbe dalla comunicazione di un’Agenzia per la protezione ambientale?
Quello che i giornalisti ambientali si aspettano da un'Agenzia per la Protezione Ambientale sono in primo luogo dati fruibili: penso, ad esempio, ai dati relativi all’inquinamento dell’aria o delle acque. E informazioni dettagliate in caso di incidenti, fornite in tempi veloci. Molto importanti anche le iniziative di educazione e formazione sulle questioni ambientali, soprattutto adesso che è stato introdotto l’obbligo formativo per gli iscritti all'albo dei giornalisti.

Le agenzie ambientali devono affrontare quotidianamente situazioni di “emergenza”, di “piccole” e “grandi” dimensioni. Dallo sversamento di gasolio in un corso d’acqua, all’incendio di un impianto di gestione dei rifiuti, all’incidente in un’azienda a rischio d'incidente rilevante. Come giornalista, esperta di comunicazione, cosa si attenderebbe da un’ARPA in una situazione di emergenza ambientale?
Credo che certe attività non si improvvisino: mi aspetterei che l’ARPA abbia un piano di gestione dell’emergenza. Dal punto di vista della comunicazione, questo si traduce in procedure chiaramente definite, in modo da permettere alla macchina comunicativa di lavorare efficacemente nel caso in cui si verifichi l’emergenza, anche attraverso i social (quello che gli inglesi chiamano “Social Media Crisis Management”, ne parlo in questo articolo). Occorre che le responsabilità siano chiaramente definite, sapere chi deve fare cosa. Con la finalità di fornire in tempi rapidi informazioni utili, veritiere e corrette. È essenziale anche evidenziare come la comunicazione dell’emergenza debba poggiare su una base di educazione al rischio.

Come cambia la comunicazione ambientale al tempo dei social?

166-16 Al tempo dei social la comunicazione ambientale non può che essere bidirezionale

La comunicazione social è bidirezionale: gli utenti possono fornire dei feedback. Questo in alcuni casi può essere recepito come un ostacolo o almeno un rischio: basti pensare a quello che sta succedendo in questi giorni in merito all’iniziativa di comunicazione del Ministero della Salute in materia di “Fertility Day”, avversata da milioni di persone sui social network. Ma che cosa sarebbe successo prima dei social? Le persone non avrebbero avuto a disposizione un canale di comunicazione attraverso cui esternare il proprio pensiero. Nel bene e nel male, i social danno parola a tutti: spetta al comunicatore, anche ambientale, ascoltare il pubblico e reagire di conseguenza. Non è solo un rischio: è anche un’opportunità per conoscere il pubblico (sempre nel bene e nel male…) e poter adeguare il messaggio comunicativo.

Lei, nel suo blog, dichiara di essere impegnata per vincere la sfida del clima. Quale può essere il ruolo delle agenzie ambientali in questo campo? 
Anche in questo campo, i dati di base sono informazioni essenziali. Inoltre, le agenzie ambientali possono essere un formidabile alleato per attività di formazione e informazione dei cittadini, perché conoscono a fondo il proprio territorio e i cittadini. Sono particolarmente affezionata a un’iniziativa dell’IBIMET e della Regione Toscana, l’”Osservatorio Kyoto”, un progetto integrato per il monitoraggio del bilancio dell'anidride carbonica, l’attivazione di strumenti di informazione dei cittadini e di supporto ai decisori politici: è stato il primo input di informazioni che mi ha fatto appassionare alla questione climatica. Sarebbe bello se, con le agenzie ambientali, si potesse creare un equivalente “Osservatorio sull’Accordo di Parigi” sui cambiamenti climatici…

A cura di Arpat 

martedì 20 settembre 2016

San Feliciano, 29 settembre 2016 - Canto intorno a Sud e magia



Sud-e-Magia-di-Ernesto-de-Martino
Salvatore Panu - Fisarmonica e voce

Canto intorno a Sud e magia 
San Feliciano – giovedì 29 Settembre 2016 alle 21:00
Presso il Chiosco lungo il Lago Trasimeno

Prologo
In una sera di primo autunno il silenzio del lungo lago si presta all'ascolto. Spento anche l'eco ultimo e rumoroso dell'ennesima "stagione turistica", ci si può permettere di celebrare l'incontro, attardarsi a dire e pensare tra tenui bagliori di autenticità. Ripercorrere, col canto, certi tratti del viaggio etnografico di Ernesto de Martino tra i contadini della Lucania negli anni 50 svela due caratteri del Sud: l'alterità rispetto alla civiltà moderna e il movimento degli ultimi verso questa, che è più a Nord. "Dieci ore di viaggio tra macchina e treno" bastavano per raggiungere una umanità fuori dal tempo della storia e coglierne il dinamismo che, di lì a poco, ce l'avrebbe spinta. Ormai fuori dalla memoria, fuori dal pensiero civilizzato questa umanità non e sparita. E' solo più a Sud e preme e minaccia i varchi per il Nord. Con essa si perpetua il senso vertiginoso del viaggio, così come lo cantò il cieco aedo al principio della Storia. A tutto questo pensavo mentre invitavo ancora una volta Tore Panu perché, attrezzato di fisarmonica, organetto e tamburello, ci accompagnasse in questo peregrinare tra l'oggi e l'immaginario. Non è in gioco una rievocazione sentimentale, piuttosto l'osservazione di un moto di sostituzione, per dirla con Emmanuel Lévinas, che coinvolge de Martino al cospetto del mondo lucano. Osservazione che, di rimando all'oggi, si ripercuote in una frattura di senso troppo sovente rimossa nel presente piccolo borghese.
Attilio del Vinco

Ad organizzare il canto in onore di Ernesto de Martino è il “Posatoio”, luogo immaginario da dove escono, tra l'altro, iniziative come questa.
Il senso di una ricerca sull'esperienza vissuta del canto per celebrare e risolvere i momenti veri dell'esistenza.

Pavullo nel Frignano, 27 settembre 2016 - Simposio con Giuseppe Moscatello sul tema: "La materia tra fisica e metafisica".


Caffè Filosofico... c/o Albergo Ristorante Corsini Via Giardini 121, Pavullo nel Frignano - 27 settembre 2016, ore 20.30.

Simposio a cura di Giuseppe Moscatello dal titolo: "Perché la torta della nonna è sempre migliore? Dimostrazione scientifica".

La materia tra fisica e metafisica.


Il tema della serata si propone di analizzare da una parte, un modello fisico dell’atomo e quindi della materia non proprio ortodosso, un po’ discosto da quelli della fisica dei quanti; e dall’altro di spiegare quali sono le energie e le forze che interferiscono sulla materia stessa; al fine di mostrare attraverso semplici esempi e figurazioni, facili anche per quelli meno edotti di scienze, le relazioni tra mondo fisico e metafisico. Relazioni che normalmente percepiamo ma non ‘vediamo’, essendo inclini al più alla percezione della materialità e non alla ben più estesa realtà metafisica. Di fatto si propone una via della conoscenza della Realtà, attraverso l’indagine scientifica, ossia prendendo spunto da un modello fisico di facile figurazione, si invita ad un’indagine circa la natura di se stessi. 

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